Martedì 19 Marzo 2019
   
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Una decisione presa per "questioni personali"

Paolo Tundo

Tundo commenta le dimissioni di Angelo Palmisano e
ci aggiorna sui lavori del tavolo del centrodestra


Ritorniamo sulla vicenda delle dimissioni di Angelo Palmisano da Forza Italia, chiedendo un commento al coordinatore locale Paolo Tundo. Le motivazioni di Palmisano ci sono sembrate più che concrete: nella sua lettera - senza alcun tono di risentimento - invitava tutti a riflettere sull'assenza di "una linea politica e di un'identità locale", elementi che, sommati alla promessa mancata di un rinnovamento di Forza Italia, creavano un comprensibile smarrimento in chi da sempre milita e si riconosce nel partito.

L'interpretazione che viene fornita da Paolo Tundo scrive un'altra pagina: più che contestare i metodi del partito, la fuoriuscita da Forza Italia sarebbe stata presa solo per "questioni personali".

«Nelle ultime riunioni - ci spiega Paolo Tundo - avevamo deciso che Angelo avrebbe fatto parte della delegazioni che avrebbe rappresentato Forza Italia al tavolo del centrodestra. Poi è arrivata questa decisione che è stata dettata da ragioni personali».

Ovvero?

«Palmisano ha avuto il timore che una vecchia questione personale con il senatore Michele Boccardi avrebbe potuto creargli futuri disagi. Ho rassicurato Angelo che, quando sarebbe arrivato il momento, saremmo andati insieme a chiarire con Boccardi, perché come coordinatore il mio compito è anche quello di mediare e risolvere i vari conflitti interni al partito, come tante volte ho fatto in passato.

Palmisano ha preferito optare per lasciare il partito, una decisione che rispetto ma non riesco a condividere. Per parte mia, continuo a considerarlo come un ragazzo valido: con me ha lavorato bene, con grande entusiasmo e si stava già impegnando per costruire le linee guida che Forza Italia avrebbe condiviso con Lega e Fratelli d'Italia».

 

A proposito del tavolo di concertazione del centrodestra, a che punto siamo?

«Al momento c'è una pausa dovuta ai vari impegni lavorativi e alla necessità dei due partiti alleati di strutturarsi meglio al loro interno. Mi auguro che si possa riprendere al più presto, in modo che entro febbraio si riesca a presentare un programma, con le relative coperture finanziarie, e un candidato sindaco che rappresenti non solo i tre partiti di centrodestra ma anche tutte le forze partitiche e della società civile che verranno coinvolte nel percorso di "allargamento", una priorità che ho sempre posto come essenziale.

Presentare squadra e progetto a pochi giorni dal voto, come accaduto nella scorsa tornata elettorale, non ci permetterebbe di spiegare ai cittadini le nostre idee, quali obiettivi intendiamo raggiungere e come ci impegniamo a concretizzarli. Al contrario, ufficializzando il nostro progetto con tre mesi di anticipo, avremmo l'opportunità di conquistare la fiducia dei cittadini sui temi e non sulle promesse, dimostrando che ci sono persone che hanno un modo diverso di fare politica, incentrato sull'ascolto e sulla condivisione delle idee».

 

L'impressione è che in questo tavolo Forza Italia sia isolata rispetto a Lega e Fratelli d'Italia.

«Noi ci stiamo comportando in maniera leale e trasparente in questo confronto, se dovessi notare una cosa del genere ne prenderò atto e cambierò strategia politica. Tentare di "scalzare" Forza Italia, dividendo il centrodestra, vorrebbe dire compiere un atto irresponsabile e non avere a cuore il bene del paese.

Ribadiamo la piena disponibilità a misurarci senza avere nulla da nascondere; se qualcuno vorrà usare altri metodi, se ne assumerà le conseguenze. E con questo non intendo lanciare ultimatum o peccare di presunzione ma stimolare le coscienze di tutti al comune senso di responsabilità».

FD

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