"Una denuncia dal sapore elettorale"

Lavinia Orlando

Lavinia Orlando ripercorre la vicenda, sollevata da Fratelli d'Italia, della revoca del bando in favore della Biblioteca Comunale


La scorsa settimana, durante la conferenza stampa organizzata da Fratelli d'Italia, il partito guidato da Giacomo De Carolis ha denunciato l'avvio della procedura di revoca del finanziamento regionale destinato alla Biblioteca Comunale.

In attesa di comprendere la strada che verrà percorsa dal Commissario Cantadori, proviamo a ricostruire la vicenda ascoltando Lavina Orlando, ex assessore alla Cultura, che ha seguito in prima persona le varie fasi di elaborazione del progetto.

«Appena la Regione presentò l'avviso pubblico "Smart In" - ci spiega Orlando - abbiamo colto al volo la possibilità di ottenere l'importante finanziamento di poco meno di 600mila euro, perché ci permetteva di perseguire uno degli obiettivi della nostra amministrazione: rendere totalmente fruibile la Biblioteca.

Un primo passo è stato il completamento della riqualificazione del piano terra: capitalizzando le risorse intercettate dalle precedenti amministrazioni, abbiamo portato a compimento il recupero di quella porzione dello stabile, occupandoci soprattutto degli aspetti relativi alla gestione – che sovente, se non affrontati correttamente, vanificano la riqualificazione degli immobili pubblici - creando un contenitore culturale vivo e di prestigio per l'intera comunità (“Casa delle Idee”).

Il secondo passo - e qui arriviamo al bando "Smart In - Biblioteche di Comunità" - era restituire funzionalità anche al primo piano».

 

Dovevamo cestinare il finanziamento?

Quando l'amministrazione Coppi sottopone all'Ufficio Tecnico la partecipazione al bando regionale, viene informata che la redazione di progetto che contemplasse opere strutturali avrebbe richiesto tempistiche superiori a quelle consentite dall'avviso pubblico.

«Bisognava effettuare prima una perizia che valutasse se c'erano dei problemi e che tipo di interventi erano necessari, poi occorreva approntare il progetto definito. A fronte di questo scenario - argomenta l'ex assessore alla Cultura - ci siamo trovati davanti ad un bivio: cestinare il finanziamento o cercare di utilizzare quel bando incanalandolo verso quello che si poteva realizzare.

Chiaramente ci siamo orientati verso questa seconda idea e abbiamo tarato il progetto sui due locali della Biblioteca tuttora fruiti dagli utenti: la Sala Conferenze e la stanza della bibliotecaria».

 

Nessuno ignorava la "questione agibilità"

L'amministrazione Coppi, dunque, non ignorava il problema dell'agibilità; al contrario aveva elaborato un piano preciso: «Sapevamo che l'avviso pubblico "Smart In" - prosegue Orlando - oltre alla misura per le "Biblioteche di Comunità" prevedeva altre tre macroaree. Quella denominata "Laboratori di Fruizione", attualmente in attesa di pubblicazione, ci avrebbe permesso di intervenire sull'aspetto strutturale dei locali del primo piano di via Sedile, adeguando l'immobile a tutti i requisiti richiesti, agibilità compresa».

In sintesi, valutati i tempi a disposizione, si decide di non perdere l'occasione di partecipare al primo bando ("Biblioteche di Comunità"); nel frattempo si sarebbe affidato l'incarico di verifica strutturale dei locali del primo piano - operazione che fin dal 2016 aveva un precisa posta in bilancio di circa 36mila euro - così da avere un progetto già pronto da candidare al secondo bando ("Laboratori di Fruizione").

 

Una "denuncia elettorale"

«Il bando - sottolinea l'ex assessore - prevedeva come attività premiata dalla Regione la realizzazione di momenti di condivisione dell’idea progettuale, per cui abbiamo organizzato un incontro ad hoc, premurandoci di invitare tutta la cittadinanza, compresi i consiglieri di opposizione.

Visto che Fratelli d'Italia ha affermato che tutti sapevamo che i locali erano inagibili dal 2011, perché non cogliere l'occasione offerta da quegli incontri per segnalare le proprie perplessità? Avremmo potuto confrontarci sul "piano dei due step" che l'amministrazione aveva concepito e trovare una soluzione condivisa».

In altre parole, per Orlando, se l'obiettivo era esercitare un'azione di controllo sull'attività del governo cittadino, aveva senso parlare all'epoca; oggi più che un'operazione verità tutto rischia di assumere il sapore di "promozione elettorale".

 

È sempre colpa del governo Coppi?

«Se questa situazione si fosse verificata sotto il governo Coppi - incalza l'ex vicesindaco - sarebbe stata giustamente nostra responsabilità; ora che l'amministrazione è stata commissariata continua ad essere colpevole di cosa? Di aver intercettato un finanziamento e di aver calibrato il progetto sui due locali attualmente utilizzabili ed utilizzati?

Aggiungo che nel momento in cui abbiamo effettuato il passaggio di consegne, ho stilato una dettagliata relazione che, tra i vari progetti avviati, ripercorreva in maniera precisa la storia di questo finanziamento. Tra l'altro, siamo venuti a conoscenza delle problematiche sull'incertezza dell'agibilità circa due mesi fa e, da quel momento, sia io che l'ex sindaco Coppi ci siamo spesi con i dirigenti regionali e con lo stesso dott. Cantadori, ricevendo rassicurazione che si sarebbe fatto di tutto per evitare di perdere il finanziamento».

E una via d'uscita secondo Lavinia Orlando c'era: «Si poteva negoziare con la Regione la possibilità di dirottare l'erogazione della parte iniziale del finanziamento verso altre strutture comunali, come ad esempio gli Istituti scolastici, dandoci il tempo di ottenere i certificati mancanti. Procedura che era stata già adottata per la "Casa delle Idee"».

«Non vorrei - puntualizza - che questo ragionamento sia interpretato come una nota polemica verso il dott. Cantadori, persona che rispetto, che sta facendo il massimo possibile nell'ambito dei limiti connaturati al suo "mandato tecnico" e che è stato sempre disponibile nei vari confronti che abbiamo avuto su questo e altri temi. Mi limito solo ad annotare che non si può continuare ad addebitare responsabilità a un'amministrazione che oggi non è più nelle condizioni di intervenire nella risoluzione di qualsivoglia problema».

 

Troppo facile dare addosso agli Uffici comunali

Un appunto anche in merito al fuoco incrociato che si è abbattuto sull'Area Tecnica del Comune di Turi.

«Dare addosso agli Uffici comunali è fin troppo semplice. Non voglio santificare nessuno - chiarisce Orlando - ma, avendo vissuto per quattro anni all'interno della macchina amministrativa, ritengo importante che si tenga in debito conto il contesto generale in cui gli Uffici lavorano. In particolare l'Area Tecnica, oltre a doversi districare tra l'accavallamento di normative nazionali, che tutto fanno tranne che semplificare e snellire gli aspetti burocratici, si è trovata a gestire contemporaneamente una serie di procedure, tutte egualmente importanti, in una situazione di carenza d'organico – si consideri che, da diversi mesi, l'Ufficio Tecnico ha pure perso i due ingegneri assunti durante l'Amministrazione Coppi».

«Attendo con ansia la nuova campagna elettorale e l'insediamento della nuova Amministrazione per capire come riterrà di risolvere le tante problematiche che attanagliano il settore tecnico del Comune di Turi. È davvero molto semplice lanciare invettive, più complesso risolvere concretamente le questioni, fermi restando gli scarsi poteri che la legge riconosce agli Amministratori».

 

Casa delle Idee: Settanni chieda a Laera

Un'ultima nota Lavinia Orlando la riserva al dubbio che Giovanni Settanni ha sollevato durante la conferenza stampa di Fratelli d'Italia. La "Casa delle Idee" è agibile?

La risposta è sì: «Il piano terra della Biblioteca ha tutti i requisiti di agibilità, eccezion fatta per la stanza, attualmente chiusa al pubblico, dove sono stati ritrovati reperti archeologici risalenti all'epoca peuceta. Locale che, grazie all'aggiudicazione di un altro bando cui la giunta Coppi ha partecipato, sarà presto oggetto di interventi mirati.

Tuttavia Giovanni Settanni avrebbe potuto soddisfare la sua legittima perplessità chiedendo al compagno di partito Sandro Laera, dal momento che il dott. Laera ha fatto parte dell'organismo del "mediatore civico", che ha curato tutto il percorso di accompagnamento fino alla stipula del patto di collaborazione con la "Casa delle Idee"».

FD