Martedì 11 Dicembre 2018
   
Text Size

"Abbiamo scelto la strada del fare a quella dell’urlare"

Mirta Lerede

Mirta Lerede: "Vogliamo parlare con chi intende veramente
fare gli interessi del paese e non i propri"


Mentre il centrodestra siede ai tavoli di concertazione per trovare un punto di sintesi su programmi e candidati, la sinistra rimanda il dibattito elettorale in attesa che le singole componenti - dal PD a Sinistra Italiana - concludano la fase riorganizzativa dei rispettivi vertici.

Una riorganizzazione, obiettiamo, troppo "silenziosa": negli ultimi mesi, salvo qualche eccezione, si è lasciato che gli unici messaggi veicolati fossero quelli del centrodestra che, a prescindere dai contenuti, è risultato vincente sul piano della comunicazione. Una tesi respinta da Mirta Lerede, segretario del circolo locale di Rifondazione comunista, che rimarca come il partito continui a preferire «la strada del fare a quella dell’urlare», restando estraneo alle polemiche mediatiche.

Venendo poi all'appuntamento con le urne della prossima primavera, la pietra miliare da cui partire per Lerede è già ben scolpita: la sinistra deve «smarcarsi dall'intendere una coalizione politica come un "ombrello" che accoglie esponenti della cosiddetta società civile, appetibili solo per il loro presunto bacino elettorale». Inizio e conclusione del percorso dovrà essere una coalizione che nasca «dalla voglia di cambiare realmente, attraverso la cooperazione di menti pensanti non deviate da ambizioni personali». E se questi presupposti non ci dovessero essere, Rifondazione è pronta a fare un passo indietro: «Se la passione è autentica, si fa politica utile e al servizio del paese anche fuori dal Consiglio comunale».

 

A Turi si ha l'impressione che in questi ultimi mesi la sinistra si sia posta ai margini della scena politica, lasciando "campo libero" al centrodestra. Scelta o necessità?

«Né l’una né l’altra. In tutto il percorso della scorsa amministrazione, abbiamo scelto la strada del fare a quella dell’urlare. Se diversi compagni di viaggio della maggioranza uscente avessero dedicato al lavoro lo stesso tempo impiegato per interviste, editoriali, post infuocati sui social, Turi ne avrebbe beneficiato. La destra sa fare bene una cosa: odiare. Non intendiamo competere su quel terreno. Ci interessa risolvere i problemi, non sprecare l’esistenza a gettare veleno e fango sugli altri».

 

Avete avuto modo di confrontarvi con il Commissario?

«Si, Lavinia è in contatto col dott. Cantadori con riferimento ad alcune questioni che ha seguito direttamente quando era in Giunta. Non possiamo che dare atto a chi attualmente amministra il Comune di Turi di prestare particolare attenzione nel portare innanzi i progetti avviati dall'Amministrazione Coppi, pur scontrandosi con le note problematiche gestionali in cui s'imbatte chiunque si trovi a governare il paese».

 

Il Partito Democratico, al momento, non ha tra i punti all'ordine del giorno la competizione elettorale. Non si rischia di arrivare impreparati?

«Rivolgete al Partito Democratico la domanda. Noi abbiamo provato a costruire alle scorse elezioni una coalizione larga che sapesse opporre alla destra un altro modo di gestire il bene pubblico. Se sarà possibile avanzare una nuova proposta seria, con interlocutori seri, intenzionati a un rinnovamento vero, allora ci saremo. Altrimenti faremo un passo indietro. Se la passione è autentica, si fa politica utile e al servizio del paese anche fuori dal Consiglio comunale».

 

Anche voi prevedete di rinnovare i vertici del partito?

«Abbiamo sempre considerato il rinnovo dei vertici del partito come una fase non tanto necessaria (in funzione di defezioni, dimissioni o sconfitte elettorali, come accade altrove), quanto estremamente utile al fine di consentire a chiunque si avvicini a Rifondazione Comunista di fare esperienza e di crescere politicamente. Per questa ragione abbiamo optato per un frequente avvicendamento in seno alla Segreteria e così continueremo ad agire».

 

Rifondazione Comunista è stata organica alla posizione di Coppi fino alla fine. Pensate di pagare lo scotto dell'insoddisfazione dei cittadini?

«In realtà crediamo che molti cittadini abbiano apprezzato il nostro ruolo e abbiano ben compreso che il nostro partito, nonostante i suoi limiti, non abbia avuto responsabilità alcuna nell'epilogo poco felice dell'amministrazione. Certo, scelte pesanti e situazioni difficili non sono mancate, ma abbiamo sempre lottato affinché la trasparenza fosse garantita in qualsiasi azione amministrativa e soprattutto che non prevalessero personalismi e posizioni supportate da motivazioni incerte e poco chiare. Rifondazione Comunista, attraverso l'encomiabile lavoro di Lavinia Orlando, ha cercato di arginare gli interessi dei singoli, favorendo azione di forte impatto socio - culturale atte a mettere al primo posto gli ultimi».

 

Dopo la fine "traumatica" del governo Coppi, ci sono margini di dialogo con il circolo del PD?

«Noi dialoghiamo con tutte le persone perbene e serie che intendono mettersi al servizio di Turi, condividendo progetti fondati su solidarietà, accoglienza, rispetto dell’ambiente e dei diritti, sviluppo equo e sostenibile. Vogliamo parlare con chi intende veramente fare gli interessi del paese e non i propri».

 

Quali sono gli errori che la sinistra dovrà evitare nelle ormai prossime amministrative?

«Spesso accade che, in vista delle elezioni amministrative, si creino impensabili scenari che vedono apparentarsi divergenti fedi politiche e soprattutto aspiranti canditati discutibili, esclusivamente interessate ad avere 'le mani in pasta'. Crediamo che la sinistra, a maggior ragione, debba smarcarsi dall'intendere una coalizione politica come un "ombrello" che accoglie esponenti della cosiddetta società civile, appetibili solo per il loro presunto bacino elettorale. La coalizione, ribadiamo, nasce da intenti comuni, dalla voglia di cambiare realmente attraverso la cooperazione di menti pensanti non deviate da ambizioni personali che nulla hanno a che vedere con la comunità. La politica per noi è altro: come già detto, se riterremo di non appartenere, in termini di intenti e modus operandi, a nessuna delle coalizioni che si formeranno, continueremo a lavorare 'da fuori', come sempre abbiamo fatto».

FD

Commenti  

 
B.Elefante
#1 B.Elefante 2018-10-11 00:54
Non se ne può più. Arrivano le elezioni e rispuntano gli avvoltoi di tutti i colori organizzandosi per predare voti e seggi per se, e per giunta destinati all'autodistruzione e a causa di liti per questioni personali.
Che si fosse anche solo una volta sentito di una divergenza di posizioni politiche sul da farsi: macchè deliberano sempre tutto all'unanimità come un branco di pecore, poi all'improvviso senti che uno si dissocia un altro si dimette, un altro pretende l'assessorato.
Ma per fare cosa? ...
Per la poltrona si uniscono e per la poltrona si sfasciano.
Tutti a zappare di ogni colore.
Citazione
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI