Mercoledì 17 Ottobre 2018
   
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Fratelli d'Italia inizia il confronto con il centrodestra

Sandro Laera e Giorgia Meloni

Laera: "Nessuno spazio per i compromessi.


Programma e candidato sindaco dovranno essere condivisi in un percorso comune, tra gente che sa come si amministra"


Rientrato qualche giorno fa da Atreju, dove si è celebrata la festa dei giovani di Fratelli d'Italia, Sandro Laera riporta a Turi il messaggio della Meloni: far confluire le forze conservatrici, liberali e sovraniste in un unico contenitore, un polo di centrodestra in cui le singole ideologie partitiche vadano a sommarsi per uscirne rafforzate, anche in termini di consensi elettorali.

Sandro Laera Atreju 2018

Sostanziando l'idea della Meloni nelle dinamiche della politica cittadina, Laera ci anticipa che già nei prossimi giorni Fratelli d'Italia sarà impegnato in una serie di confronti con le forze affini. L'obiettivo? Non arrivare impreparati all'appuntamento con le urne, iniziando a scrivere per tempo il programma del centrodestra e definendo in parallelo chi sarà la squadra che dovrà prendere l'impegno di attuare i punti, pochi e realizzabili, che saranno concordati.

Dunque, piena disponibilità a mettere da parte gli screzi del passato - che dovranno comunque servire come monito per il futuro - e dialogare con tutti a condizioni precise: nessuna "investitura dall'alto" del candidato sindaco, un programma che sia frutto di un percorso di condivisione e non di compromessi al ribasso, ed una squadra fatta di persone competenti in grado di assicurare a Turi stabilità e continuità amministrativa, quella che è mancata nell'ultimo quarto di secolo e che ha pregiudicato la crescita del nostro paese.

 

Se dovesse riassumere la convention di Atreju, quale messaggio vi è stato consegnato?

«Dall'affluenza di quest'anno, che è stata davvero numerosa, si è percepito che c'è voglia da parte del centrodestra e degli stessi militanti del partito di partecipare ed aggregarsi.

Il messaggio che Giorgia Meloni ha voluto dare è stato abbastanza chiaro: apertura a liberali e conservatori, non trascurando i principi sovranisti di Fratelli d'Italia, per costruire un polo che vada oltre le specifiche ideologie di partito.

Non a caso durante la manifestazione si sono alternati esponenti come Raffaele Fitto, Nunzia De Girolamo, l'eurodeputato Nello Musumeci e Magdi Allam. È intervenuto anche Giovanni Toti, una presenza significativa che testimonia che, se il progetto dovesse andare a buon fine, si metterà in piedi una grande squadra formata da un buon pezzo del centrodestra».

 

La partecipazione di Fitto a questo eventuale polo è stata duramente criticata.

«Non nascondo che l'ipotetico ingresso di Fitto ha suscitato qualche malumore. Come si è visto dall'episodio del manifesto realizzato dai ragazzi di Gioventù Nazionale di Lecce, c'è ancora un po' di "amaro in bocca" per gli errori commessi dall'ex Governatore che hanno determinato le sconfitte del centrodestra in Puglia.

A tal proposito, penso che dovremmo imparare dal passato per cercare di non commettere più gli stessi errori: mi auguro che la lezione sia servita a tutti e che oggi si riesca a ricompattare una squadra che possa aspirare alla guida del governo nazionale assieme a Salvini, che ormai ha consolidato il suo consenso.

Il primo banco di prova della validità di questo progetto saranno le elezioni europee».

 

Le idee liberali e quelle sovraniste sono agli antipodi, ad iniziare dalle politiche economiche. Non si rischia di creare un amalgama valido per superare lo sbarramento del 4% ma destinato a sfaldarsi?

«Così come Fratelli d'Italia dovrà aprirsi alle logiche liberali, anche l'ala liberale non dovrà trascurare le ideologie sovraniste, cioè quelle legate all'identità di una nazionale, che possono essere la famiglia, il crocifisso piuttosto che il legame alla Patria.

Sulle politiche economiche, sono dell'idea che il libero mercato possa convivere con la valorizzazione dell'origine dei prodotti.

Ovviamente è uno sforzo che si chiede ad entrambi gli orientamenti politici che stanno per combinarsi».

 

Veniamo alla politica locale. Come vi state organizzando per la sfida delle amministrative?

«Le amministrative per noi di Fratelli d'Italia iniziano da questa settimana. Abbiamo già fissato una scaletta di incontri per capire le idee sul futuro di Turi, chi sono gli uomini che si vogliono esporre nella competizione amministrativa e soprattutto per parlare dei programmi: pochi punti, concreti e realizzabili.

Stiamo lavorando fin da ora per non raccogliere una squadra all'ultimo minuto, perché in un percorso disteso nel tempo si possono comprendere le divergenze e provare a limarle, non arrivando a compromessi ma elaborando un programma comune».

 

Favorevole o contrario alle primarie per scegliere il candidato sindaco?

«Molto favorevole alle primarie».

 

Fratelli d'Italia sarebbe disponibile a fare un passo indietro per promuovere una figura rappresentativa dell'intero centrodestra?

«In più occasioni ho detto che saremmo stati disposti a fare un passo indietro, ma c'è un aspetto fondamentale: il candidato sindaco, soprattutto in questa competizione elettorale, lo dobbiamo discutere a termine della creazione della squadra. Una volta definito il programma e selezionati i rappresentati della lista, il "capolista" può essere chiunque».

 

Tundo, nonostante lo screzio avuto con Sportelli, si è detto pronto a dialogare. Siete interessati alla sua apertura o preferite guardare altrove?

«Parto dal presupposto che a Turi non esiste Casa Pound, quindi immagino che quando si afferma che gli "estremisti" di destra non sono graditi, il messaggio sia rivolto a Fratelli d'Italia.

Nonostante queste dichiarazioni, esco dalle logiche ristrette e ribadisco che saremo sicuramente disposti a dialogare. Tuttavia voglio fare una considerazione: c'è la necessità di avere in squadra persone serie e competenti, che sappiano leggere e interpretare gli atti e che siano in grado di condurre l'attività amministrativa».

 

Dobbiamo dedurre che qualcuno si sia dimostrato incapace ad amministrare?

«Nella passata amministrazione è emerso un aspetto molto deludente: diversi consiglieri eletti purtroppo non hanno espletato il loro mandato politico nel rispetto degli elettori. Ritengo che tutti coloro che assumono un ruolo in un'amministrazione pubblica, ricevendolo attraverso il voto, debbano dare il giusto impegno.

Io presumo che, come consigliere d'opposizione, ho fatto la mia parte: mi sono assentato una sola volta in tutte le commissioni e i Consigli Comunali. Questo lo dico non per autoreferenzialità ma per far comprendere a chi vorrà mettersi in gioco in queste elezioni che anche se la partita non si vince, anche se il ruolo che viene attribuito è marginale e privo della parte economica - che molti ricercano attraverso le candidature - l'impegno deve essere uguale, non può essere proporzionale al compenso o subordinato all'attribuzione di una delega o di un assessorato.

Tutti devono sapere che il consigliere comunale non percepisce più di 400 euro l'anno come gettone di presenza e devono partire dalla convinzione che dovranno spendersi con dedizione perché Turi possa cambiare.

Ritornando alla domanda precedente , Fratelli d'Italia è disposto a dialogare con Tundo e con tutti purché non ci siano pretese: non ci devono essere candidati sindaci calati dall'alto, devono essere condivisi alla pari del programma: se è vero che si vince con i consensi, è altrettanto vero che poi bisogna amministrare. Turi non cresce perché negli ultimi 25 anni non ha avuto una continuità amministrativa».

 

Sandro Laera ha deciso di candidarsi?

«Sono pronto a mettermi in gioco nel momento in cui vedrò una squadra che abbia possibilità e capacità di assicurare stabilità e continuità al governo cittadino; laddove non ci fossero questi presupposti probabilmente non sarò presente in queste competizione, a prescindere dal ruolo».

FD

Commenti  

 
Mimmo L..
#2 Mimmo L.. 2018-10-06 08:34
La politica dovrebbe riflettere sulla possibilità di mantenere il Commissario legato a Turi come consulente per la legalità o in wualche organismo anche dopo la fine dell'incarico ( che spero avvenga il piú tardi possibile). È una persona apprezzata da tutti destra sinistra e centro, che ha dimostrato di sapere afftontars egregiamente anche situazioni di emergenza come immigrati e giubileo. Sarebbe un danno non avvalersi della sua esperienza e credo che chi lo proporrá vincerá le elezioni.
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Rubertoeppe
#1 Rubertoeppe 2018-10-05 09:39
Qui l'unico che sa amministrare è il Commissario. Tutto il resto fuffa. Si sono fatte più cose in sei mesi col Commissario che nei dieci anni precedenti.
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