Mercoledì 19 Settembre 2018
   
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Il parlamentare Gemmato in visita al Carcere di Turi

L'ingresso al carcere di Turi

Carcere sottodimensionato. “Pronte due interrogazioni parlamentari
per operatori sanitari e Polizia penitenziaria”


Prima un incontro con i componenti del Comitato intercittadino “Giù le mani dal nostro Ospedale”, poi una visita al carcere di Turi per verificare le condizioni di lavoro degli agenti di Polizia Penitenziaria. Prosegue per il deputato pugliese di Fratelli d'Italia Marcello Gemmato, neoeletto Segretario della Commissione Sanità e Affari Sociali alla Camera dei Deputati, il giro di incontri per raccogliere le istanze di ognuno dei 258 comuni della Puglia.

L'incontro con l'on. Gemmato

“A Turi -dichiara Gemmato - insieme alla classe dirigente cittadina di Fratelli d'Italia (Dott. Laera Sandro, Dott. Settanni Giovanni, Dott. Sportelli Massimo e Maggiolini Diana), in assenza del Coordinatore locale per impegni di lavoro, ho ribadito la disponibilità del partito di Giorgia Meloni ad affiancare i cittadini, gli operatori e i professionisti di categoria nella battaglia che stanno conducendo in difesa dell'Ospedale "Santa Maria degli Angeli" di Putignano e l'insindacabilità e l'inviolabilità del diritto alla Salute previsto dall'art.32 della nostra Costituzione. Un diritto che da mesi è messo alla gogna dalle scelte scellerate e scriteriate intraprese dal presidente della Regione Michele Emiliano - che, com'è noto, tiene per sé la delega assessorile alla Sanità - non ultima la decisione di chiudere nella provincia di Bari molti dei Punti di Primo Intervento presenti sul territorio”.

L'on. Gemmato ha dunque suggerito al Comitato la strada da intraprendere per arginare la deriva decisionale che ha completamente sguarnito il Sud-est barese di una seria di Presidi ospedalieri d'urgenza emergenza, preannunciando un'interrogazione parlamentare al Ministro della Sanità Giulia Grillo la quale, a sua volta, nella scorsa legislatura interrogò il Ministro Lorenzin circa il futuro della Sanità pubblica nella provincia di Bari.

 

La visita al carcere di Turi.

Gemmato ha poi fatto visita al carcere di Turi, nei giorni scorsi teatro di aggressioni ai danni degli agenti di Polizia Penitenziaria per mano di un detenuto. “Ho portato la piena solidarietà alla direttrice della Casa Circondariale e al comandante della Polizia Penitenziaria - ha dichiarato Gemmato. È inammissibile che i nostri agenti debbano essere aggrediti nelle ore di servizio, quando già svolgono il loro lavoro in situazioni logistiche precarie. Interrogherò il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede su come il nuovo Governo intenda risolvere le criticità strutturali ed organiche personalmente appurate negli istituti di Sicurezza pugliesi, con particolare riferimento alle condizioni di lavoro degli operatori e degli agenti della Polizia Penitenziaria”.

 

160 detenuti e appena 40 unità.

Il carcere di Turi dovrebbe avere una capienza regolare di circa 120 detenuti. Ma senza i lavori adesso in corso, si possono superare le 160 unità, a fronte di una pianta organica sottodimensionata. È vero che ci sono 77 unità, ma se togliamo i due commissari che hanno funzione di comandante e vicecomandante, quattro sovrintendenti che hanno funzioni amministrative, dieci persone del nucleo che devono fare solo quei compiti e non utilizzati all’interno, di solito si arriva a 40 unità.

Turi è ormai una succursale di Bari, una valvola di sfogo, c’è un “turismo penitenziario”. Bisogna incrementare il personale oppure più educatori. “Siamo in continua emergenza, che porta a lavorare male e sotto stress” – dichiara Palmisano, agente del carcere.

NIC.TEO

Commenti  

 
vito totire
#1 vito totire 2018-07-06 13:15
Dichiaro la mia solidarietà all'agente Palmisano che denuncia la situazione di stress; ma è il "ceto politico" che vuole tenere gli agenti nella loro attuale condizione; la Ausl nella quale lavoravo ha spesso fatto interventi sul tema del "distress" lavorativo con disposizioni e prescrizioni fino ad imporre di fatto l'aumento degli organici; per esempio per i macchinisti ferroviari;
ora la domanda è: chi vigila sulla applicazione del TULS decreto 81/2008 , compreso l'art.28 che riguarda il distress lavorativo? la classe politica ha voluto dare questo compito , per i lavoratori penitenziari, al VISAG , un organismo che dipende dallo stesso datore di lavoro degli agenti penitenziari (il Ministero di Grazia e Giustizia); UN ORGANISMO DUNQUE CHE NON PUO' AVERE LA NECESSARIA AUTONOMIA;

in sostanza cosa vanno a visitare i "politici" (cioè certi politici) se non gli effetti dei loro stessi errori ;
se ne rendono conto o no?

La lamentela è facile-soprattutto se accompagnata da un po' di visibilità-ma bisogna cambiare con i fatti.

Se il carico di lavoro è eccessivo (COME LO E' EFFETIVAMENTE) OCCORRE CHE INTERVENGA UN ORGANO ISPETTIVO CON IL POTERE DI CAMBIARE IMMEDIATAMENTE LA SITUAZIONE.

Grazie della attenzione.

Vito Totire
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