Giovedì 24 Maggio 2018
   
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Bilancio positivo per “La buona amministrazione”

Mimmo Leogrande

Sulle orme di Aldo Moro, si conclude il primo meeting organizzato per conoscere i retroscena della macchina amministrativa

 

Circa un mese di incontri, dibattiti, confronti e percorsi di conoscenza con il Centro Studi Aldo Moro di Turi per svelare e comprendere meglio da tutti come amministrare un Comune. Uffici, funzioni, meccanismi burocratici, tempistiche e norme alla base di quello che per tanti si risolve in poche battute, spesso criticate, ma che nascondono un iceberg che in pochi conoscono. Una buona amministrazione è quello che tutti sperano, e un buon amministratore quello che ogni cittadino si augura di avere. Ma come possiamo individuare un buon amministratore? Come si costruisce una buona amministrazione? Se ne è discusso in un meeting appena concluso e noi tiriamo le somme col suo ideatore e presidente del Centro Studi Aldo Moro, il professore Mimmo Leogrande.

 

Quello che si è appena concluso è, come ha detto, solo l'inizio di un percorso. Di cosa c'è bisogno per "una buona amministrazione"?

“Io direi un buon inizio. Sono particolarmente soddisfatto della riuscita di questa iniziativa. L’attenzione e l’interesse che hanno mostrato i partecipanti in tutti gli incontri hanno confermato che c’è da parte di molti la voglia di ascoltare e capire meglio i meccanismi di come si amministra un ente pubblico, in particolare il comune. Una buona amministrazione deve partire proprio da questo: ascoltare chi sa, confrontarsi con chi conosce e avere la capacità di fare sintesi per attuare i buoni propositi. Noi del Centro Studi abbiamo ritenuto di avviare un percorso nuovo con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti le competenze di esperti di materie specifiche. Un percorso difficile se pensiamo che oggi la conversazione e il dibattito sono diventati molto rari, soprattutto perchè molti ritengono di sapere tutto soltanto perché hanno a portata di mano Internet e Wikipedia e non hanno bisogno di coloro che hanno acquisito competenze attraverso lo studio, l’applicazione e l’esperienza. Noi ci crediamo”.

 

Giovani e meno giovani. Semplici curiosi ed esperti delle vicende amministrative. Quali i feedback che ha avuto da questi quattro appuntamenti?

“Feedback molto positivi. Da un lato, la partecipazione di molti giovani è stata la prova che c’è interesse a voler capire da parte di coloro che potrebbero essere i nostri futuri amministratori. Un fatto estremamente positivo. Dall’altro i meno giovani, come me, anch’essi desiderosi di approfondire le proprie conoscenze su questi temi. Tra gli aspetti positivi devo evidenziare anche la presenza di qualche amministratore di vecchia data, segno di umiltà e di consapevolezza che c’è sempre da imparare. Ecco, se devo proprio trovare un feedback negativo direi l’assenza di coloro che hanno avuto esperienze amministrative che avrebbero potuto dare un contributo ai dibattiti che si sono tenuti dopo gli interventi degli esperti. Non fa nulla, abbiamo fatto lo stesso. Per precisare, gli incontri sono diventati cinque in quanto i temi affrontati da un relatore, il segretario generale del Comune di Turi, hanno portato via tutto il tempo programmato per due interventi. Quindi si è ritenuto di organizzare un altro”.

 

Per Mimmo Leogrande... Un buon amministratore è un buon politico? E viceversa?

“Domanda difficile. Una risposta banale potrebbe essere: un buon amministratore deve essere un buon politico e viceversa. Devo dire che è molto difficile oggi amministrare un Comune. Da un lato, la scarsità delle risorse a disposizione impongono delle scelte negli interventi e il buon amministratore deve fare quelle che sono più vantaggiose per la collettività che amministra, senza sprechi e senza vessazioni per i cittadini. Dall’altro, il buon politico deve avere la capacità di creare una squadra coesa e responsabile che deve portare avanti un programma attuabile e utile alla crescita del territorio. Un buon politico deve stare tra la gente per capire le necessità e i bisogni per poi trasformarli in azioni di intervento. Un buon politico deve collaborare con tutte le associazioni presenti sul territorio per contribuire a realizzare interventi che possano rendere attrattivo il nostro paese. Un buon politico è colui che riesce a creare relazioni importanti con enti superiori, quali città metropolitana e regione, per intercettare progetti utili al proprio territorio. Un buon politico è colui che è alla continua ricerca di opportunità per tutti i cittadini del proprio comune. Un buon politico è colui che, come ha evidenziato la dott.ssa Tampoia nel suo intervento e sottolineato dagli altri relatori, è capace di creare sinergia tra la parte politica e la parte tecnica di un comune. Ognuno ha le proprie competenze e il proprio raggio d’azione, il buon politico diventa a questo punto un buon amministratore quando riesce a conciliare le due cose: attuare il proprio programma con il sostegno dei tecnici che conoscono le regole e i tempi necessari per attuarli”.

 

Il meeting è stato il primo passo del sua presidenza al Centro Studi Aldo Moro. Cosa vede nel prossimo futuro?

“Ho già avuto modo di dire che il nostro intento è quello di creare continuamente occasioni per ricordare la figura dell’On. Moro e non soltanto in particolari momenti. In questi giorni ricorre il quarantennale della sua uccisione, molti lo hanno ricordato; aspetteremo la prossima ricorrenza per sentire daccapo il suo nome. Noi, invece, vogliamo farlo fuori dagli schemi organizzando iniziative che, partendo dal pensiero di Moro, siano occasione di riflessioni utili e attuali. Nel prossimo autunno, abbiamo intenzione di organizzare altri incontri sempre nell’ambito della buona amministrazione, invitando esperti sui temi di responsabilità civile, penale e contabile degli amministratori locali. E su altri temi che ci verranno in mente o che qualcuno vorrà suggerirci. Certamente organizzeremo incontri di carattere più politico, ma anche considerando altri aspetti della figura di Aldo Moro.

Come ho detto in precedenza, bisogna creare occasioni di confronto e dibattito su molti temi. Vorrei approfittare di questa occasione per ringraziare tutti coloro coloro che hanno reso possibile l’iniziativa conclusa, dai relatori che con entusiasmo hanno creato interesse e curiosità, ai partecipanti che hanno capito lo spirito costruttivo dell’iniziativa e l’hanno resa viva, agli amici del direttivo del Centro Studi Aldo Moro che hanno contribuito attivamente alla realizzazione e grazie a voi della stampa che avete trasmesso l’iniziativa in tutti i passaggi”.

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