Giovedì 18 Ottobre 2018
   
Text Size

Lavinia Orlando candidata sindaco?

27639402124_be27203a0f_b

Di questo e altro, ne parliamo nell’analisi politica e amministrativa con Mirta Lerede

“L’operato di Lavinia Orlando è sotto gli occhi di tutti”. Così, Mirta Lerede, segretaria di Rifondazione Comunista, che ha risposto alle nostre domande.

 

A mente lucida, dopo diverse settimane, quale analisi avete fatto della caduta amministrativa?

“Sulla caduta ci sarebbe tanto da dire. Tuttavia la cosa più importante non è neanche più sapere se si tratti di una scelta solitaria di Tardi o di un piano studiato a tavolino con la segreteria del Pd. Quello che i turesi devono sapere è che si è fatta cadere la maggioranza esattamente un attimo dopo l’ultima scadenza utile per andare presto ad elezioni. Non è un fatto di poco conto. Quest’anno ci sono in cassa tanti soldi, frutto della buona gestione di questa amministrazione, che sono stati investiti su un piano ampio di lavori per Turi. C’erano due opzioni che avrebbero fatto entrambe il bene di Turi. Far andare avanti la maggioranza e portare a compimento questi progetti, tra cui il rifacimento delle strade adiacenti largo Pozzi e piazza Moro e le asfaltature ex novo della strada di collegamento tra via Conversano e via Monopoli, l'allargamento di via Noci, la manutenzione del cimitero, la riqualificazione del parco di via Conversano, del Punto Sport e dell'area verde di via dell'Andro, la modernizzazione della pubblica illuminazione nel centro storico, ecc. La seconda opzione risiedeva nella possibilità, legittima, di rilevare l’insensatezza di questa maggioranza e farla cadere in tempo per nuove elezioni immediate. Invece si è scelta la strada peggiore per Turi, un commissariamento di tredici mesi. I turesi ricorderanno bene quanto accaduto. Come ricorderanno il lavoro prezioso di Lavinia Orlando, eccezionale per impegno e passione, generosa non solo per il tempo dedicato al suo ruolo, ma pure economicamente, dato che ha restituito alla comunità più di diecimila euro dei suoi compensi per favorire il lavoro delle associazioni”.


È stata tutta colpa del PD e di Gravinese?

“La colpa non è di certo soltanto di un partito o di una persona. Questa maggioranza ha perso pezzi per strada da più gruppi e noi per primi siamo stati spesso critici rispetto ad alcuni passaggi. Il sindaco ha le sue colpe, forse la principale è stata l’eccessiva timidezza amministrativa. La colpa di tutti è stata quella di non essere mai diventati un vero gruppo coeso, ma un insieme di soggetti spesso troppo spesso preso da polemiche sterili e inconcludenti. La colpa del PD? Che dire, personalmente faccio persino fatica a capire cos’è stato il PD in questi anni. Del PD era il sindaco, ma pure la consigliera di maggioranza passata all’opposizione (Arianna Gasparro, ndr). Non erano del PD due indipendenti eletti, ma dopo pochi mesi scoprono la passione per i democratici. Uno dei due, poco dopo, si è dimesso da assessore al bilancio poco prima di redigerlo, senza concordare col partito le dimissioni. E lo stesso assessore dimissionario, ancora senza consultare il partito, è uscito dalla maggioranza. Del Pd era pure un segretario comunale il cui sport preferito è stato scrivere sui giornali la settimanale omelia critica con la maggioranza. Insomma, per la mia salute mentale, preferisco non riflettere eccessivamente sulle loro confusioni”.


Condivide la ricostruzione dell'esperienza amministrativa fatta dall'ex assessore Caldararo? Su quali punti dissente?

“L'assessore Caldararo ha espresso la propria idea, frutto della sua personalissima esperienza, peraltro citando situazioni ed avvenimenti che non hanno coinvolto direttamente né me né il mio partito, riguardando infatti il PD e tutta una serie di vicende che sono molto contenta di non aver vissuto in prima persona. Il rammarico è dettato dal fatto che tutto quanto accaduto, riguardando una forza politica interna alla maggioranza, ha inevitabilmente avuto ripercussione negative sull'Amministrazione e sul nostro paese. Se il PD e tutti i suoi esponenti avessero pensato maggiormente al bene comune, invece che alle proprie beghe interne, Turi ne avrebbe ricavato maggiore beneficio”.


Nota dolente del governo Coppi è stata la scarsa capacità di comunicare con i cittadini. La Caldararo afferma che dovevano essere proprio i partiti a fare eco a quanto la maggioranza costruiva in favore del paese. Ritenete di non aver assolto al vostro compito?

“Abbiamo ripetutamente chiesto, implorato il sindaco di impegnarci per mettere su un gruppo di lavoro che si occupasse di comunicazione, considerando fondamentale questo aspetto. Una comunicazione che non fosse mera propaganda, ma azione di informazione e di coinvolgimento dei cittadini. Purtroppo il sindaco ha scelto, come troppo spesso gli è capitato, di assecondare la volontà di chi non voleva il nostro coinvolgimento. Si è provato a mettere su un gruppo comunicazione tra partiti, ma invece di discutere su come informare i cittadini, ci veniva piuttosto indicato cosa non dire. Ricordo ancora la prima riunione in cui esponenti del partito democratico ci chiedevano di non criticare il presidente regionale Emiliano. Desolante. C’è da dire che la comunicazione non è solo scrivere sui giornali, ma soprattutto stare in comune, tutti i giorni, a dare risposte ai cittadini. E sotto questo aspetto, la nostra Lavinia è stata semplicemente esemplare. I partiti avrebbero potuto fare tanto. Invece qualcuno ha pensato bene di usare i media non per informare sulle attività in essere, ma per pubblicizzare sé stesso”.


D'altro canto, come più volte denunciato dal segretario Gravinese, c'è stata la scelta di allontanare i partiti dalle riunioni di maggioranza. Quanto ha pesato questa decisione?

“Questa era una delle tante polemiche inutili e pretestuose messe su da Gravinese per ragioni che soltanto lui conosce e che preferisco non sapere. I partiti non sono mai stati fuori dalle riunioni di maggioranza per la semplice ragione che i consiglieri sono espressioni dei partiti e dei movimenti. Lavinia non è mai stata ad una riunione a dire qualcosa che non fosse stato concordato con il partito e ha sempre puntualmente riportato le proposte che provenivano dalle nostre preventive riunioni. Se il segretario del PD non aveva lo stesso rapporto fiduciario coi propri eletti, era un suo problema, non della maggioranza. In realtà il guaio non è stato se ci fossero o meno i segretari di partito nelle riunioni, anche perché spessissimo ci sono stati. Il problema vero è stato il loro ruolo, la funzione dentro la maggioranza. Ci sono stati partiti che, pur critici e poco contenti di tante cose, hanno continuato a lavorare fino all’ultimo giorno. E non per amore della poltrona, ma per senso di servizio al paese. Ci sono stati segretari di partito che hanno creduto di poter ricavare qualche voto in più alle prossime elezioni alzando il livello delle polemiche interne. Contenti loro…”


Come vi state organizzando per le prossime comunali?

“Sicuramente in futuro si farà maggiormente attenzione alla coalizione di cui far parte. L’ambizione non è quella di costruire una lista di persone di “sinistra”, definizione che sempre più spesso rappresenta troppe sfumature inconciliabili tra loro o una semplice etichetta, ma includere gente con cui si condividano principi, valori e obiettivi legati al miglioramento del Paese, tenendo ben presente che gli apparentamenti a livello comunale sono ben diversi da quelli nazionali. La priorità è la comunanza di intenti concreti: persone che siano disposte a lavorare 24 ore su 24 per il Paese, disposti a sacrificare in parte la propria vita professionale e personale, poiché il ruolo lo richiede e che si spoglino dei propri interessi privati, mettendo da parte “simpatie e antipatie” personali”.


Il vostro candidato sindaco naturale sarà Lavinia Orlando?

“L’esperienza e le capacità di Lavinia sono sotto gli occhi di tutti e noi siamo i primi ad apprezzarli, rimarcando il suo alacre impegno e la sua onnipresenza al Municipio. Detto ciò, riteniamo non abbia senso parlare sin da ora di un’eventuale sua candidatura come sindaco, in primis perché non sappiamo come, di qui a un anno, cambieranno i suoi contesti dal punto di vista personale (trasferimenti per lavoro o altre condizioni), in secondo luogo perché per noi, come detto in precedenza, i nomi non sono prioritari, diversamente lo è la condivisione sincera di intenti. Non vogliamo quindi alimentare voci nate da un chiacchiericcio infondato, tempo al tempo”.


Ha più sentito l'ex sindaco Menino Coppi?

“Non ho avuto modo di sentirlo direttamente, ma ho assistito al suo comizio in cui ha spiegato, a mio modo egregiamente, le motivazioni delle sue dimissioni inevitabili. Sono stata davvero soddisfatta nell’ascoltare la verità risuonare tra le mura della piazza, con un tono forte e sicuro. Sarebbe stato bello se quella stessa tempra fosse venuta fuori più spesso durante le riunioni di maggioranza, tempra necessaria a ridimensionare i personalismi e la pretestuosità dei tanti che hanno spesso remato contro di lui, ostentando poi pubblicamente il contrario”.


Siamo al Primo Maggio e la sinistra sembra aver smarrito la bussola. Non pensa che i temi civili e sociali appartengano ormai al M5S?

“Questo spaesamento è effettivamente vero, almeno apparentemente. Basti pensare che molte battaglie sociali e civili sono ormai nelle mani di M5S e, azzardando e solo limitatamente ad alcune istanze sociali, addirittura nella Lega. Il Pd, a parte qualche pur edulcorato riconoscimento in ambito civile, non ha fatto altro che approvare politiche liberiste e la “sinistra” appare notevolmente frammentata in una miriade di sigle e partiti. Restano, tuttavia, una lunga serie di dubbi circa la capacità dei grillini di fornire risposta concreta e socialmente orientata alle numerose istanze popolari, ferma restando la natura ibrida e compromissoria del Movimento”.

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI