Giovedì 24 Maggio 2018
   
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"Veti inqualificabili e ricatti politici"

Fabrizio Resta

Fabrizio Resta traccia il bilancio dei quattro anni di amministrazione e rimarca le responsabilità del Partito Democratico


Nello scorso numero abbiamo pubblicato la lettera in cui l'ex assessore Giusy Caldararo ha voluto condividere con i cittadini "l'altra verità", quella "mai ostentata quotidianamente sui social o sui giornali" e "sottaciuta per il bene del gruppo". Tanti i punti toccati dall'ex assessore che, oltre a fare una sintesi dei provvedimenti in cui si è spesa, ha aperto un'ulteriore breccia attraverso cui guardare i giochi di potere che si sono consumati all'interno del Palazzo di Città e che hanno portato al fallimento dell'amministrazione.

Continuando il "gioco della verità" inaugurato dalla Caldararo, abbiamo pensato di dar voce alle altre anime della maggioranza commissariata. Iniziamo con l'intervista a Fabrizio Resta, segretario uscente della locale sezione di Sinistra Italiana.

 

Condivide la ricostruzione dell'esperienza amministrativa fatta dall'ex assessore Caldararo?

"Ovviamente vista da una prospettiva differente ma, generalmente parlando, direi di sì. Ricordo che quando mi giunsero per la prima volta le voci di un possibile ingresso nel PD da parte di Giuseppe Tardi e di Giusy Caldararo, nello stesso pomeriggio convocai una riunione tra segretari a cui partecipò anche Giuseppe Gravinese. In quell’occasione, anche se l’argomento non era stato neanche accennato dal diretto interessato, scelsi di essere chiaro e avvisai il segretario cittadino del PD che tesserare due assessori sarebbe stata una scelta foriera di guai. Comprendendo le sue esigenze (il PD non aveva nessuno eletto a parte il sindaco), gli suggerii di tesserarne solo uno. Non era tanto una questione di poltrone ma piuttosto di quanto un singolo Partito potesse incidere all’interno di una maggioranza. Il PD all’improvviso in una giunta di cinque persone si trovava ad avere l’assessore alla Pubblica Istruzione, l’assessore alle Politiche Sociali e l’assessore al Bilancio, senza dimenticare il sindaco. Tanto per far capire il divario, a Rifondazione spettava la Cultura e a Sinistra Italiana la Polizia Municipale.

Nei primi tempi della Giunta Coppi c’era solo il PD al comando. Sappiamo tutti com’è andata a finire e possiamo oggettivamente affermare, senza timore di essere smentiti, che la prima e più profonda crepa dell’amministrazione Coppi si è formata quel giorno".

 

Parla di "prima crepa", ve ne sono state altre?

"La seconda crepa è arrivata successivamente con Tardi, che si dimise proprio qualche giorno prima di presentare il bilancio, motivando questo gesto con la scarsa collaborazione dei dipendenti comunali. Anche ammettendo (tutta da verificare) la problematica, nessuno è riuscito a spiegarci il motivo per cui dell’argomento non si è mai discusso in nessuna sede e per quale motivo non è stato possibile rassegnare le dimissioni dopo aver espletato la sua principale funzione: il bilancio. Toccherà all’assessore alla Polizia Municipale, Gianvito Pedone, improvvisarsi sostituto e presentarlo in Consiglio.

C’è di più: nel corso di questi quattro anni il PD ci ha definito spesso un partito attaccato alle poltrone. Stranamente però, nei giorni precedenti al rimpasto, fu proprio il PD a chiedere di togliere un assessore a Sinistra Italiana durante il rimpasto, altrimenti si andava a casa. Poi è scoppiato il caso del Ponte dove 8 consiglieri su 9 (compresi 2 esponenti del PD) erano contrari ad intervenire strutturalmente. Nonostante questo, e sempre allo scopo di venire incontro alle richieste del PD, ci siamo impegnati ad intervenire non strutturalmente, impegnando 95 mila euro per miglioramenti vari. Neanche quello andava bene.

Potrei scrivere intere enciclopedie su questi anni ma, sinteticamente parlando, si può dire che il PD ha cercato di farci cadere, ponendo veti inqualificabili e creando tensione all’interno della maggioranza con continui ricatti politici. Il resto è storia. In questi anni i giornali ci hanno additato come schizofrenici e accusati di essere una sinistra lontana da Turi e supponente. Dico solo questo: credo che con il tempo si siano visti i veri valori in campo".

 

Quali i punti su cui dissente?

"Più che dissentire una precisazione: l’idea del Lunch box è stata accantonata non perché non valida (c’è il parere favorevole dell’Asl e quindi tutte quelle voci che circolavano sulla presunta tossicità sono risultate chiacchiere da bar) o perché avessimo cambiato idea, ma semplicemente perché il paese non era probabilmente pronto per un’idea così innovativa. Ad ogni modo, non era proprio il caso impuntarsi su una posizione e rallentare l’azione amministrativa quando c’erano dei problemi più seri da risolvere. Certo, ammetto che altri partiti successivamente non hanno dimostrato la stessa maturità, ma non spetta a me giudicare il grado di responsabilità degli altri. Questo compito spetta agli elettori".

 

Facendo un bilancio della consiliatura appena conclusa, il provvedimento di cui andate più fieri?

"Sicuramente l’Edilizia Residenziale Pubblica, la cui graduatoria non veniva stilata da anni e che, grazie al nostro intervento, ha messo a disposizione di ben 25 famiglie degli alloggi funzionali. Quattro di essi, ex Iacp, sono stati liberati. Abbiamo ottenuto 1.200.000 € che abbiamo destinato per la costruzione delle case popolari in via Cisterne ed altri 325.000 € per sistemare altri 8 appartamenti nei pressi di San Giovanni che sono già disponibili. Abbiamo ridato attenzione alle famiglie di anziani, ai nuclei con persone invalide o disabili gravi, a chi ha tre o più figli a carico, alle famiglie mono genitoriali, a chi ha a carico una persona disabile grave. Non mi sembra poco.

Amministrare un paese significa anche controllo del territorio. Sinistra Italiana ha portato in Consiglio comunale la questione dell’antenna di via Mola, che risultava posizionata in un luogo diverso da quello originario, con approvazione dell’ordine del giorno per invitare l’ingegnere comunale ad annullare in autotutela un silenzio-assenso illegittimo e a disporre la demolizione del manufatto.

Negli ultimi mesi si è parlato tanto del ponte ma quasi nulla dell’insediamento del forum consultivo comunale permanente per l’insediamento degli impianti di telefonia mobile, che avrà l’incarico di redigere il Piano di Installazione Comunale delle antenne. Il Pic, che da anni è sempre stato un nostro obiettivo prioritario, servirà a minimizzare l’esposizione ai campi elettromagnetici e a monitorare le emissioni. Lo riteniamo molto importante perché è l'unico strumento che permette all'amministrazione comunale di regolamentare la collocazione delle antenne e quindi di tutelare la salute di tutti noi. Siamo soddisfatti perché questo forum è un passo determinante verso il Pic e crediamo di aver mantenuto la parola data ai numerosi cittadini preoccupati per la questione.

Il Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni si è rivelato essere lo strumento di cui cittadini e amministrazioni locali avevano bisogno. La “Casa delle Idee” ma anche il Chiostro dei francescani sono diventati un centro vitale del paese, un mezzo di riappropriazione del territorio da parte dei cittadini. Tuttavia, sia chiaro, il Regolamento è solo uno strumento, quello che è veramente importante è che le persone stanno creando legami sociali, che ci sia maggiore senso di appartenenza e integrazione, insomma maggiore coesione sociale. Credo che in questi effetti “non materiali” risieda il più grande risultato.

Infine, l’anno scorso abbiamo ridotto sia l’Imu che la Tari, e quest’ultima l’abbiamo ridotta ulteriormente quest’anno. Volevamo incidere il meno possibile sulle tasche dei cittadini, ma se abbiamo fatto questa scelta è perché ce lo siamo potuti permettere grazie ad un bilancio sano, che noi abbiamo contribuito in modo significativo a rendere tale. Non molti paesi limitrofi sono riusciti a fare lo stesso. Sinistra Italiana poteva fare di più? Forse. Tuttavia Credo che in questi anni abbiamo fatto il possibile anche se non è stato sempre facile".

 

Quello che avreste voluto concretizzare ma non avete avuto modo o tempo?

"Sicuramente la carenza di specialisti ambulatoriali del nostro poliambulatorio e l’assenza del secondo pediatra. Abbiamo lavorato molto su questi temi e abbiamo prodotto nel luglio 2014 una delibera di Consiglio comunale votata all’unanimità e portata all’attenzione dei responsabili del settore senza alcun esito. Probabilmente, se avessimo avuto un po’ di tempo in più, saremmo riusciti a fare una denuncia alle autorità competenti per mancato rispetto della delibera di giunta regionale n. 384 del 4 marzo 2014.

A parte questo, forse solo il rimpianto di aver preparato tante cose e di averle lasciate al Commissario Prefettizio. Sto parlando del manto stradale di Largo Pozzi, dei marciapiedi e delle piazze dal Bar Domiziano fino a San Giovanni, della strada Conversano-Monopoli, dell’allargamento di via Noci, per cui siamo riusciti ad ottenere circa 500.000 € dalla Città Metropolitana, la pubblica illuminazione del centro storico, per cui sono già stanziati 700.000 €, la realizzazione del piano viario, ben 412.000 € per terminare il giardino dell’area ex Ospedale, 602.000 € per il cimitero. Senza dimenticare che sono state fatte due delibere di giunta per ammissione a finanziamento per la gestione delle acque pluviali e per la demolizione dell’ex mattatoio di via Conversano, oltre alla partecipazione ad un bando per finanziare il dissesto idrogeologico di Largo Pozzi per euro 1.500.000 e tanto altro ancora. Il Commissario probabilmente verrà considerato il migliore della storia.


Nota dolente del governo Coppi è stata la scarsa capacità di comunicare con i cittadini. La Caldararo afferma che dovevano essere proprio i partiti a far eco a quanto la maggioranza costruiva in favore del paese. Ritenete di non aver assolto a questo compito?

"I partiti hanno sempre risposto “presente” a qualunque necessità degli amministratori. Nella fattispecie abbiamo tenuto molte riunioni tra di noi per costituire un gruppo comunicazione, allo scopo di affrancare la maggioranza dall’ulteriore compito di tenere informati i cittadini di quello che si faceva.

Purtroppo, dopo l’iniziale collaborazione, il Pd ha cominciato ad entrare per l’ennesima volta a gamba tesa, ponendo dei veti inammissibili: si poteva collaborare nel gruppo a patto che nei social o in qualsivoglia mezzo di comunicazione non si criticasse Renzi o Michele Emiliano. Questo veto non valeva solo per i comunicati ufficiali o per quelli dei Segretari ma anche per qualsiasi tesserato. Insomma io Segretario di Sinistra Italiana dovevo controllare tutto quello che scrivevano sui social i miei tesserati ed eventualmente ordinare loro di eliminare quanto scritto. E così anche il gruppo comunicazione “Cadde boccon, dell'armi a gran fracasso”.


D'altro canto, come più volte denunciato dal segretario Gravinese, c'è stata la scelta di allontanare i partiti dalle riunioni di maggioranza. Quanto ha pesato questa decisione?

"Non so rispondere a questa domanda perché sia io che Mirta Lerede (coordinatrice di Rifondazione n.d.r.) alle riunioni c’eravamo sempre. Chi mancava era sia il Segretario che il Consigliere del Pd (Tardi n.d.r.). Per mesi li abbiamo visti solo attraverso i giornali".

 

Abbiamo appreso che la sezione locale di Sinistra Italiana rinnoverà la sua dirigenza. Quale percorso seguirete?

"Sì, in seguito alla mia elezione a Rsu del Policlinico di Bari, ho dovuto rassegnare le dimissioni in quanto i due ruoli sono incompatibili. Nei prossimi giorni il mio incarico sarà affidato temporaneamente ad un membro del Direttivo, che successivamente provvederà a convocare l’assemblea cittadina per definire tempi e modalità per l’elezione del nuovo segretario".


Un suo commento sull'esperienza di segretario appena conclusasi? Continuerà ad occuparsi della politica turese?

"Nonostante io fossi inesperto, poco “scafato”, ho cercato di fare del mio meglio. Abbiamo svolto un gran numero di iniziative ed abbiamo vinto le elezioni comunali, portando ben tre consiglieri in maggioranza, e svolto un lavoro egregio durante gli anni d’amministrazione del nostro paese. Siamo cresciuti anche come organico e il nostro impegno è stato riconosciuto anche al di fuori di Turi, nella Segreteria provinciale dove occupa un incarico prestigioso la nostra compagna Valeria Zita; a riprova che da noi non conta il Segretario ma il gruppo. In questi cinque anni è stato per me motivo di grande orgoglio ricoprire questo ruolo e sono fiero dello straordinario lavoro fatto. Vorrei ringraziare i compagni che mi hanno permesso di fare questa esperienza e che hanno collaborato con me: Nico Catalano, Vito Notarnicola e Gianvito Pedone, ma anche Sara Coppi, Lavinia Orlando, i ragazzi di Rifondazione Comunista con i quali si è instaurato un rapporto meraviglioso e i consiglieri degli altri partiti.

In ogni caso no, non smetterò di occuparmi della politica turese anche se non sarò più in prima fila. Avrò probabilmente meno tempo da dedicare, ma i miei compagni sanno che sono a loro disposizione in qualsiasi momento".

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