Martedì 11 Dicembre 2018
   
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Mala tempora currunt, sed peiora parantur

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Stiamo vivendo brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori, il peggio potrebbe ancora arrivare. È una delle frasi di Marco Tullio Cicerone, vissuto fra il 106 e il 43 a.C. Senatore, Filosofo, Scrittore e Politico dell'antica Roma. Tale frase è attuale per i nostri tempi e specialmente per i cittadini ed amministratori turesi.

Cercheremo di spiegarvi il perché, cercando di non tediarvi.

Tutti pensavamo che, con le dimissioni annunciate in conferenza stampa del nostro Sindaco Menino, il peggio fosse passato e che finalmente qualcuno, mettendo da parte l’attaccamento alla poltrona ed allo stipendio, avesse avuto un sussulto di dignità, anche se tardivo. Speravamo anche che l’intera classe politica turese avesse tratto insegnamento dagli anni passati a litigare e trascorsi senza operare per ben amministrare. Pensavamo che ci sarebbe stata una presa di coscienza da parte di tutti i nostri politici (Maggioranza e Minoranza), che riconoscessero i loro errori e cercassero di andare avanti e di uscire dalla situazione di stallo in cui Turi si trova ormai da molti anni. Pensavamo che almeno una volta lasciassero da parte i loro egoismi personali ed agissero per il bene dei concittadini. Tutte speranze vane, il teatrino della politica è continuato come prima, se non peggio. Tutti si agitano e parlano tanto per aprire bocca, senza collegarla al cervello. Le colpe sono sempre degli altri e mai proprie.

Da una parte c’è il Sindaco che cerca di giocare come il gatto con i topi con i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza. Richiama al senso di responsabilità i consiglieri comunali che non la pensano come lui, cerca di ricattarli addossando ai dissidenti ed alla minoranza future responsabilità per eventuali danni che potrebbero derivare dalla gestione Commissariale del Comune. Si assolve da solo da tutti i danni che ha causato in questi anni, anzi giudica ottimo il suo operato dandosi un bel dieci pieno. Il Sindaco volpone, gioca anche sul fronte degli ammiccamenti, cercando di irretire qualche consigliere della pseudo minoranza (vedasi Topputi e forse anche qualche altro). Azioni tutte certamente non rivolte a conseguire il bene dei turesi, ma le proprie ambizioni personali. Sembra che al momento questa becera politica, che mai ci saremmo aspettati di vedere ancora, possa dare i suoi frutti, infatti basta leggere le dichiarazioni riportate dalla stampa locale fatte da Topputi, Sandro Laera e Tundo. Con questa mossa Menino sta dividendo la minoranza e nello stesso tempo sta incoraggiando i suoi fedelissimi, che proprio non intendono mollare lo stipendio e la poltrona, chissà quando gli ricapiterà mai di occuparla. Menino, sei proprio un bel Volpino!

Dall’altra la minoranza, che avvicinandosi le possibili elezioni amministrative, ancora non è pronta in quanto i galli nel pollaio sono troppi e nessuno è fornito del carisma necessario a guidare la lista di destra o una lista civica in cui dovranno confluire i prossimi candidati. Non sanno cosa fare senza una guida autorevole e vanno a ruota libera, farneticando proclami e discorsi che fanno ridere e nello stesso tempo incutono paura per la loro vacuità.

A nessuno interessa il futuro dei concittadini, tutti sono ammalati di protagonismo acuto.

Che tempi, che costumi!

Sia la maggioranza che la minoranza non hanno le doti necessarie richieste ai futuri amministratori per ben governare il nostro Comune. Ognuno è in lotta con gli altri, ognuno vede nemici a cui segare le gambe per prevalere. Non hanno alcun senso di sacrificio, per Loro la Politica è un gioco a cui dedicarsi nelle ore libere. Non sanno che la vera Politica richiede tempo, sacrifici e rinunce. Il vero Politico deve essere sempre disponibile, non deve avere orari e deve essere sempre al servizio di tutti, anche di chi non la pensa come lui e che pertanto non lo voterà. Al momento, purtroppo, questi sono i protagonisti della nostra politica locale, speriamo per il futuro che si facciano avanti nuovi e migliori personaggi. Se ciò non avverrà, allora il peggio per il nostro Comune potrebbe ancora arrivare.

Turi non si salverà se non nascerà un nuovo senso del dovere da parte della classe politica e anche da parte dei cittadini, che dovrebbero più interessarsi alla Politica per ben scegliere i loro rappresentanti.

Concludiamo ancora con una frase del famoso Cicerone, leggermente adattata alla bisogna: «Fino a quando dunque, Menino, abuserai della nostra pazienza?. Quanto a lungo ancora codesta tua follia si prenderà gioco di noi? Fino a che punto si spingerà il Tuo sfrenato attaccamento alla poltrona ed allo stipendio facile? Tu e tutta l’Amministrazione Comunale?».

Movimento Civico Azione Popolare "Angelo Genghi"

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