Giovedì 19 Luglio 2018
   
Text Size

Lo spettro del Commissario aleggia a Palazzo di Città

Menino andrà a sciare e resterà in carica

Coppi rivendica il buon lavoro svolto finora, gioca la carta della "responsabilità" e richiama all'ordine il Partito Democratico

Dopo la lettura della lettera di dimissioni, il primo cittadino ha commentato le motivazioni che lo hanno spinto a quella che più volte, nella conferenza stampa appositamente convocata, ha definito senza mezzi termini una "decisione gravissima"; una scelta obbligata che porterebbe Turi a subire 15 mesi di commissariamento.

"Da diversi mesi - esordisce Coppi - ci sono delle fibrillazioni e delle difficoltà all'interno della maggioranza che ora hanno avuto il loro culmine con quest'ultima dichiarazione del consigliere Tardi. Questo mi porta inevitabilmente alle dimissioni, perché credo che, soprattutto in prossimità dell'approvazione del Bilancio di previsione 2018, sia assolutamente necessario avere una maggioranza ben definita e stabile".

"Naturalmente - aggiunge il primo cittadino - siamo consapevoli del fatto che questa è una decisione gravissima, che inciderà in modo negativo sulle sorti del nostro Comune perché si prospettano ben 15 mesi di commissariamento.
I Commissari fanno l'ordinaria amministrazione e non possono portare avanti iniziative che abbraccino finanziamenti, ed in questo periodo la Regione Puglia sta emanando molti bandi che sono grandi opportunità.
Noi questi mesi abbiamo continuato a lavorare con risultati che si vedranno a breve, probabilmente succederà il fatto paradossale che le opere arriveranno a conclusione proprio nel momento di questo eventuale commissariamento, e quindi il messaggio che daremo ai cittadini è che sono molto più bravi i commissari dei politici".

"In questi 20 giorni - chiosa il sindaco - continueremo come giunta a lavorare indefessamente: cercheremo di portare a termine alcune procedure in corso, ma anche di mettere in campo quanto più possibile per partecipare a bandi ed assicurare a Turi i finanziamenti che servono. Noi abbiamo pensato sempre il nostro impegno con spirito di servizio e il nostro interlocutore sono i cittadini".

 

L'invito alla responsabilità

Oltre a "dimissioni", la parola più ripetuta in tutta la conferenza stampa è stata "responsabilità", strizzando l'occhio al Partito Democratico, cui si ricorda che sia il sindaco che l'assessore Caldararo sono iscritti.

"Faccio un invito al senso di responsabilità di tutti, consiglieri e partiti, e mi riferisco in principal modo ai partiti della maggioranza, perché credo che abbiamo avuto un onere che è quello di amministrare Turi e dovremmo portarlo a termine".

 

Richiamo all'ordine per il PD

"Il consigliere Tardi si è autosospeso dal PD" ma anche "io e l'assessore Giusy Caldararo siamo iscritti al Partito Democratico e questa è una situazione che il PD deve esplicitare: se è favorevole a tenere in piedi questa amministrazione, ci dovranno essere degli atti consequenziali".

Così Coppi, da esperto politico, sposta l'asse della crisi, trasformandola in una questione tutta interna al Partito Democratico ed affrettandosi a precisare che, nella riunione di maggioranza precedente la conferenza, "il segretario Gravinese ha espresso la volontà di fare tutti gli sforzi possibili per evitare la caduta dell'amministrazione"

Pur essendo sempre stato critico? "Sì - replica secco - anche nella lettera di Tardi si evidenziano delle cose che non sono andate, io con quel giudizio non sono d'accordo perché abbiamo da sempre lavorato. Certo, ci sono delle difficoltà ma sono sistemiche, non esistono solo a Turi".

 

La listarella delle opere che verranno

"Non ho rilasciato interviste o repliche perché credo che il compito principale del sindaco deve essere quello di comporre e non di distruggere; però, se devo dare un giudizio rispetto al lavoro svolto, è assolutamente positivo.

Ho una listarella di opere pubbliche che partiranno nei prossimi mesi, mi sono fatto qualche conticino ed arrivano a 2milioni e mezzo di euro. Per Turi questa è una cosa molto importante che concretizza il nostro buon lavoro".

 

La telefonata di Emiliano

Prima delle votazioni politiche, i ben informati sapevano già che la segreteria regionale del PD, avrebbe dato il via libera a sacrificare l'amministrazione Coppi.

Uno scenario che si è puntualmente verificato e risulta difficile pensare ad una fatale casualità. Tuttavia il primo cittadino nega categoricamente: "Emiliano è a conoscenza della situazione di Turi. Mi ha chiesto personalmente e ho dato la mia versione dei fatti; dopo di che non so se abbia fatto un intervento, ma posso smentire chi ha scritto che Emiliano ha fatto un intervento per far cadere me".

 

Allenatori nel pallone...

In ogni conferenza che si rispetti, oltre alle battute di spirito, non possono mancare le metafore. A chi chiede se il lento sfilacciarsi della maggioranza sia dovuto ad un errore di partenza, presentandosi con una lista di forze eterogenee, Coppi risponde ricorrendo all'immagine dello sport più amato dagli italiani...

"La lista - argomenta - era piuttosto composita: aveva dei rappresentati di partito, degli indipendenti e un gruppo civico che conteneva vari orientamenti politici. Non so se era sbagliato all'inizio, ma credo che con il sistema elettorale che abbiamo è inevitabile mettere insieme persone ed orientamenti anche compositi. Tutto sta nel trovare la capacità di stare insieme per l'attuazione del programma su cui si era d'accordo; se non si riesce a stare insieme, c'è sicuramente una responsabilità dell'allenatore, ma c'è anche una responsabilità dei calciatori".

 

Non mi piacciono i trasformismi

Metafore a parte, come fare a ritrovare la maggioranza? Pescare dall'opposizione è l'unica risorsa, dando per scontato che, anche solo per dignità e coerenza, il partito di Gravinese difficilmente ritornerà sui suoi passi.

"Non ho intenzione di andare a pescare proprio niente - replica quasi stizzito Coppi - è uno sport che non ho mai esercitato. Io chiedo chiarezza e responsabilità, non i numeri. I trasformismi non mi piacciono molto. Mi rendo conto che per senso di responsabilità dobbiamo cercare di ritrovare unità, ma ci sono anche dei limiti: non possiamo arrivare a negarci".

 

Il 3 aprile vado a sciare...

Perché non tentare la strada della verifica politica dopo la dimissione di ben tre consiglieri di maggioranza? Un'osservazione più che lecita che, però, indispone Menino. Ed allora è pronto alla virata verso un'improbabile repertorio di 'fiducia istituzionale' e, seppur nessuno glielo abbia chiesto, a vele ormai spiegate coglie l'occasione per rimarcare che non è "affezionato alla poltrona".

"Io credo che l'atto di dimettersi non è un atto su cui giocare. Voglio sottolineare la gravità della situazione. L'ho fatto ora e non prima perché credo che questa non è una mossa usuale per vedere cosa succede. Qui c'è una situazione di grave crisi della maggioranza e, a fronte di questo, come ultima spiaggia mi dimetto".

"Ho grandissimo rispetto del ruolo istituzionale, mi dimetto perché oggi non ho i numeri e questo credo che debba creare un senso di responsabilità per tutti, se non lo crea il 3 aprile vado a sciare. Sento tutto il carico di responsabilità di fronte al paese, perché si determineranno delle cose non buone per Turi, ma prendo atto di una situazione e nessuno può dire a Menino Coppi che è affezionato alle poltrone, io lascio tranquillamente libera la poltrona".

 

Il ponte della discordia

Tra un'opera pubblica da farsi e un bando a cui partecipare, rispunta anche la vicenda del ponte di via Conversano.

"I 95mila euro stanziati per il ponte c'erano e ci sono. Davanti ad una diversità di vedute che esisteva ed esiste, ho preso un'iniziativa autonoma come sindaco ed ho chiesto un parere al prof. Vittorio Ranieri, ordinario del Politecnico di Bari,rispetto a cosa fare. Sulla base di questo parere, che arriverà a giorni noi agiremo".

Il sottotesto è che, se l'ennesima "fortunata"consulenza dovesse proporre soluzioni alternative, il progetto presentato mesi or sono dal Partito Democratico potrebbe tranquillamente diventare carta straccia.

 

L'avanzo di amministrazione

"Con il nuovo sistema del bilancio, entrato in vigore due anni fa, in tutti i Comunisi è verificato l'aumentato dell'avanzo di bilancio". Per giunta, "per molti anni sono stati imposti vincoli alla spesa con il rispetto del Patto di Stabilità. Patto allentato solo l'anno scorso, e noi siamo stati uno dei tre Comuni in tutta la Puglia che ha ottenuto la possibilità di utilizzare quell'avanzo in opere pubbliche".

"L'anno scorso - aggiunge Coppi - era utilizzabile circa un milione di euro, quest'anno sarà molto meno l'avanzo di amministrazione perché entro lo scorso 31 dicembre abbiamo fatto un lavoraccio per impegnare tutto quello che era impegnabile".

"Abbiamo accumulato quelle risorse negli anni, destinandole ad opere pubbliche che ora realizzeremo". Niente paura, dunque, le tasse dei contribuenti saranno presto capitalizzate e Turi - dopo soli 4 anni di attesa - si trasformerà in un cantiere a cielo aperto.

 

I dipendenti e il "giudizio universale"

Spazio anche per affrontare il tema degli Uffici comunali, il cui sottodimensionamento sarebbe addossabile alle precedenti amministrazioni che non avrebbero saputo sfruttare la risorsa del turn over.

"Ci sono problemi degli Uffici che non sottovaluto. A Turi abbiamo 44 dipendenti, un numero limitatissimo. La media italiana è di 6,2 dipendenti per ogni mille abitanti; quella pugliese, che è la più bassa d'Italia, è invece di 4.2. Noi, invece, abbiamo 3,3 dipendenti ogni mille abitanti, questo dimostra una sofferenza dovuta al fatto che nel passato il turn over non si è utilizzato, perché non si era mai fatto un calcolo sui costi del personale, cosa che invece noi abbiamo fatto e che ci ha permesso di assumere. Questo non è l'unico elemento, ci sono dei problemi organizzativi e di qualità, ma i dipendenti sono quelli e con quelli dobbiamo lavorare".

"Si dice - riprende fiato Coppi - che noi non saremmo intervenuti sul personale. Siamo stati la prima amministrazione che ha fatto un regolamento delle performance con cui vengono valutati i nostri dipendenti. Io non credo che le punizioni sortiscano dei risultati positivi, ma, contrariamente a questo mio dire, siamo stati gli unici che lo scorso anno hanno giudicato l'operato dei dipendenti e non hanno fatto prendere ad alcuni caposettore il premio di fine anno".

 

Nessun favoritismo

La conclusione, secondo il manuale della buona retorica epidittica, impone di tirare le somme con un'orgogliosa immagine di virtuosismo.

Coppi non è da meno: "A Turi abbiamo stilato una graduatoria di aventi diritto alla casa che l'hanno ottenuta e non abbiamo offerto il fianco a nessun favoritismo, né abbiamo dato incarichi agli amici degli amici. Questo è il nostro modus vivendi".

FD

Commenti  

 
quan ce vole ce vole
#2 quan ce vole ce vole 2018-03-22 18:28
Animalista hai proprio ragione e condivido! Ve lo dico io il perchè: per il suo enorme IO egoistico e narcisistico. In parole povere perchè è invidioso di tutti e lui deve sempre primeggiare ed essere il primo. Se poi qualcuno gli contesta qualcosa, allora lui gli fa guerra dicendo che è invidioso. Ma de ce razz de cristiene steme a parlè...
Citazione
 
 
Animalista
#1 Animalista 2018-03-19 13:03
il TUO "modus vivendi"... è una "EGOISTICA STATICITA' ora invece fai uno scatto e vai a casa.! Altrimenti potrei chiederti perchè sei rimasto senza l'ombra di un amico!..??! Potrebbe sembrare una domanda fuori luogo, per chi non TI conosce, ma TU sai....
Citazione
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI