Tardi abbandona la maggioranza

Due amici al bar... Giuseppe Tardi e Giuseppe Gravinese

"Abbiamo perso credibilità".

"Non ritengo ci siano più le condizioni per amministrare questo paese"

 

Il Consigliere Giuseppe Tardi ha lasciato il gruppo di maggioranza. Le indiscrezioni che si rincorrevano da settimane hanno trovato ufficialità in una lettera protocollata oggi.

Nella missiva - indirizzata al sindaco, ai Consiglieri comunali e al segretario del Partito Democratico, Tardi riconosce che l’amministrazione vive “una perpetua crisi” che ha portato, nel tempo, a “mancare tanti obiettivi. Obiettivi che erano alla base della mia decisione di candidarmi nella lista Impegno per Turi: contribuire al miglioramento del mio paese”.

“Ho più volte provato a determinare un cambiamento - si legge in un altro passaggio della lettera - ed ho più volte chiesto più incisività a me stesso e a tutta la maggioranza. Come già anticipato ad alcuni, penso che l’azione dei singoli non è stata cattiva ma l’azione sinergica è mancata o è stata spesso inefficace. Oggi abbiamo perso credibilità mancando nelle risposte ai cittadini e nel confronto con loro”.

“Non ho intenzione di continuare in questo modo - aggiunge il Consigliere - e per questo, sospendendomi anche dalle fila del Partito Democratico, al quale riconosco il mio stesso impegno in tal senso, comunico la mia volontà di uscire dal gruppo di maggioranza.

“Non ritengo ci siano più le condizioni per amministrare questo paese - conclude perentorio Tardi - dobbiamo essere coerenti e responsabili con i nostri cittadini”. 

 

I possibili scenari 

A questo punto si aprono due scenari possibili per l’amministrazione Coppi, orfana ormai della maggioranza numerica in Consiglio.

Il sindaco, come tutti ragionevolmente si aspettano, dovrebbe consegnare le proprie dimissioni e aprire la crisi di governo: 20 giorni per tentare di ritrovare i numeri utili ad amministrare o, in caso di mancante intese, certificare la fine del governo ed aprire le porte di Palazzo di Città al Commissario Prefettizio. 

Nella seconda ipotesi, Coppi potrebbe decidere di temporeggiare fino al 31 marzo - giorno in cui dovrebbe essere convocato il Consiglio comunale per l’approvazione del Bilancio - e sperare nel sostegno “trasversale” di qualcuno che siede tra i banchi dell’opposizione. 

Aggiornamenti ed approfondimenti nel prossimo numero de La Voce del Paese, in edicola venerdì 16 marzo.