Mercoledì 18 Luglio 2018
   
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Intervista a Monica Notarnicola

Monica Notarnicola

Monica Notarnicola, candidata alla Camera, commenta il risultato di queste elezioni e ci riprova alle comunali


“Molte associazioni di mia conoscenza hanno votato a destra o il M5S perché deluse a livello locale in primis dall’operato del sindaco”. A dichiararlo è Monica Notarnicola nell’intervista che segue.

 

Come valuta il risultato delle elezioni?

“L’esito delle elezioni dipende dal ruolo della sinistra in questi ultimi anni. Le classi popolari e le classi dei lavoratori si sono sentite abbandonate dal Partito Democratico e ciò ha trascinato con sé, indistintamente, tutte le forze di sinistra. Non esistono più le zone ‘rosse’. Ho seguito, in questi giorni, uno speciale in tv, dove, si parlava di una città operaia del napoletano che da essere, classicamente, di sinistra è diventata del M5S. Come si spiega il voto del meridione e delle isole in questa direzione? Le classi popolari, i giovani disoccupati, arrabbiati, hanno espresso il proprio voto di protesta. Un voto di protesta che non si è canalizzato nei partiti a sinistra del PD, ma, si è diretto verso Di Maio e Salvini.Salvini che, dopo aver criticato la destra, è contro gli stessi meridionali. Che garanzie può darci?

Molti parlano dell’influsso della promessa del reddito di cittadinanza su questa scelta. Ma, augurandomi che ciò funzioni, da dove verranno presi questi soldi, ricordandoci che l’Italia è al secondo posto per debito pubblico più elevato, in Europa, dopo la Grecia? Il Sole24Ore direbbe che in rapporto al debito aggregato, ovvero ai livelli di indebitamento di tutti gli attori economici (Stato, imprese, banche e famiglie),l’Italia si potrebbe rivelare d’emblée un paese nella media. Teorie. Abbiamo bisogno di fatti concreti. E la gente, anziché, usare la politica come strumento per esprimere diritti e bisogni, fa la lotta alla politica. La sconfitta del PD travolge con sé Liberi e Uguali. Io mi sono candidata con la consapevolezza piena che stessi andando controcorrente. Il risultato raggiunto è buono. Parliamo del Collegio di Bari: 354 voti all’uninominale e 522 in Puglia 1, al plurinominale. Senza sedi di partito, siamo in ricostruzione, o risorse per farsi una degna campagna elettorale. Sono stata votata al quartiere San Paolo ma se avessi avuto altri appoggi in tutte le circoscrizioni, quel risultato sarebbe potuto essere moltiplicato per 15 volte. Certo, risultati migliori si sarebbero raggiunti in coalizione. Parlo, a livello nazionale. E il Partito Comunista ha chiesto un’alleanza che non è avvenuta, purtroppo.Ci si è candidati facendosi la guerra. Lottando a chi fosse più comunista di chi.Tutti uniti si sarebbe ottenuto di più.

A Turi, molte associazioni di mia conoscenza hanno votato a destra o il M5S perché deluse a livello locale in primis dall’operato del sindaco. Mi è dispiaciuto ascoltare queste lamentele ma questa campagna elettorale mi ha dato proprio la possibilità di parlare con la gente, di leggerne l’insoddisfazione, di raccogliere scambi di opinione locali e nazionali”.

 

Che ne pensa di questa nuova esperienza?

“Mi è piaciuta. Mi sono divertita, sono cresciuta e ho potuto esprimere la mia rabbia. Mi sento più forte. Ne avevo bisogno”.

 

Prevede una sua militanza nel partito?

“Sarebbe una bella responsabilità. Vedremo”.

 

Seguiranno altri appuntamenti con la politica?

“In realtà, sto avendo proposte da altri paesi”.

 

Che ne pensa di Turi e di come è amministrata?

“Faccio decidere alla gente e mi pongo in modo positivo e propositivo. Comunque, se le cose non vanno, vuol dire che si devono chiudere e cambiare direzione”.

 

Quali sono le priorità di Turi?

“Quelle nazionali. Lavoro e diritti sociali”.

 

Si candiderà alle prossime comunali?

“Perché no. Ci sto pensando ma preferirei creare una lista civica”.

 

Altri progetti in cantiere?

“Sto ridando sfogo alla mia creatività”.

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