Martedì 16 Ottobre 2018
   
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Tardi si dimette dalla delega allo sport

Il sindaco Coppi e il segretario Gravinese

Menino Coppi ora è solo

Giuseppe Gravinese (segretario PD): “La maggioranza non c’è più. È giusto che arrivi il Commissario”


Il consigliere Giuseppe Tardi ha rimesso le deleghe allo Sport. Dopo il caso di Pedone e tanti altri colpi di scena, il sindaco Menino Coppi ormai è rimasto solo, con molte deleghe, e non ha più la maggioranza. Se ci fosse stato un sussulto di dignità, si sarebbe dimesso da anni. E ora, che farà? Sembra scontato un commissariamento del Comune… Intanto, anche il segretario del partito del sindaco ammette che la maggioranza non c’è più e ci svela, nell’intervista esclusiva, che da Bari apprezzano la sua pazienza. Prima di Natale, in esclusiva da queste colonne, Gravinese aveva già dato una picconata forte alla maggioranza, poi ripresa dagli altri giornali. Ora consigliamo di leggere con attenzione le sue parole, e prendere atto che Coppi debba dimettersi subito.


Domanda banale ma non così scontata leggendo il consuntivo che lei ha tracciato per l'anno 2017: il PD appoggia questa amministrazione e il suo operato?

“Il ruolo di un partito non è mai quello di appoggiare incondizionatamente una amministrazione. I partiti devono collaborare con le amministrazioni, non sono solo un taxi per i candidati durante le elezioni.
È innegabile che fra il partito democratico e tutta la maggioranza vi sono notevoli problematiche. È altrettanto innegabile che siamo ad un punto decisivo, vedremo se si riuscirà a ricucire. Per il rispetto dei cittadini che hanno votato questa compagine di governo non si può pensare di andare avanti fino alla fine in questo modo, essere maggioranza ha un significato preciso.
Sta al capogruppo e al sindaco fare sintesi... giusto, il capogruppo non lo abbiamo da sette mesi, dimenticavo”.


Si ha l'impressione che il partito stia iniziando a "smarcarsi" dall'amministrazione in vista delle future elezioni comunali...

“Il partito democratico è critico con questa amministrazione da parecchio tempo e dallo stesso tempo è ancora al suo posto. Se avessimo avuto l'esclusivo fine di smarcarci ne avremmo avuto già da tempo l'occasione. Abbiamo votato un bilancio l'anno scorso e stiamo attendendo, a nostro avviso con colpevole ritardo, di vedere i frutti di quelle promesse quando all'orizzonte vi è già il successivo esercizio finanziario”.


Si parla di frizioni tra il consigliere Tardi ed il sindaco Coppi. Come segretario, è stato chiamato al ruolo di "mediatore"?

“Giuseppe Tardi la settimana scorsa ha rimesso la delega allo sport. Fatta questa doverosa comunicazione è bene precisare che il ruolo di mediazione del partito democratico comincia ovviamente a scricchiolare.

Vi racconto un episodio accaduto sabato scorso ma che ormai a Bari e dintorni mi capita di sovente. Persone vicine alla politica si complimentano con me per la resistenza e per il sacrificio che il partito democratico di Turi sta offrendo al proprio sindaco, ricordando che prima per la sua candidatura ed elezione il circolo subì un commissariamento e che successivamente per la sua tenuta ha rinunciato ad una consigliera storica, unica eletta proprio con i voti del partito che faceva capo al sindaco.
In altri termini, per la maggior parte delle persone (per un periodo anche per la Vostra testata) il circolo di Turi sta sacrificando tutto pur di mantenere in piedi questa amministrazione. Per altri, invece, noi siamo quelli che vogliono mettere in crisi la maggioranza.

A questo punto non credo io debba aggiungere altro. Voglio solo, ancora una volta, ribadire che, anche in un piccolo centro come il nostro, il Partito Democratico non è di nessuno e non è al servizio di nessuno, noi abbiamo un compito ben preciso e lo rispetteremo sempre; l'interesse della comunità alla quale si è chiesto fiducia.

A tutto questo si somma il fatto che da tempo si è lamentata l'esclusione dei partiti dai tavoli programmatici, si è pensato di poter gestire il rapporto fra consiglieri al netto delle appartenenze politiche, anche qualche consigliere ha creduto che quella fosse una strada più semplice da praticare. Invece, quando si deroga troppo spesso alle regole si corre il rischio di perdere il controllo delle cose, e così è successo. Adesso chi è sempre stato estromesso non ha molte possibilità di mediare”.


Per buona parte della consiliatura, l'Assessore al Bilancio è stato scelto dallo stesso PD. Come si è arrivati ad accumulare un avanzo di amministrazione così alto?

“Mah... i suoi conti non mi tornano. Il PD non ha mai dato o imposto nomi per la figura dell’assessore o delegato al Bilancio. Se si riferisce all’incarico di Giuseppe Tardi, mi preme ricordare che ebbe la delega al Bilancio a luglio del 2014, da indipendente. Fece dichiarazione di appartenenza al Partito Democratico a maggio del 2015, si è dimesso da quell’incarico a marzo del 2016. Pertanto il Pd ha “avuto” l’assessore al bilancio per 10 mesi. Questo premesso, mi pare che in quel periodo sono state fatte le cose più importanti di questa Amministrazione, fra le quali la sostanziale riduzione di tutte le aliquote impositive pur garantendo gli equilibri di bilancio imposti dal legislatore.Tutto questo, aspetto fondamentale, senza che ci fosse il responsabile del settore Economico Finanziario!

Tornando alla sua domanda, non è compito dell’assessore al bilancio spendere i soldi ma reperirli mantenendo gli equilibri. Le responsabilità degli avanzi sono da ricercare in altri settori. Questo valeva per Tardi e vale ora per il delegato al bilancio. Adesso, collegandomi alla sua precedente domanda, Tardi pone una questione, si può pensare di redigere un nuovo bilancio previsionale dopo aver mancato agli appuntamenti e alle promesse del precedente?”.


Siamo al quarto anno e buona parte del programma elettorale è rimasto su carta. Cosa non ha funzionato finora?

“In effetti questo è uno degli aspetti che il nostro partito ha posto sul tavolo della maggioranza. Mi pare che si siano fatte delle cose ma quasi tutte non scritte nel programma. Su queste colonne abbiamo parlato degli impegni presi in campagna elettorale ad esempio quello di ridare dignità ai nostri cari defunti e alle persone che frequentano il cimitero. Ho un amico, il sig. Nino Rossi, che ha speso tantissime forze e tantissimo tempo per raccogliere tutte le sottoscrizioni, quasi mille, dei turesi interessati all'ampliamento e all'ammodernamento del cimitero e poi ne ha spese altre per sostenere questa amministrazione che nel programma si impegnava a farlo. Provate a richiedergli il voto.

Questo solo un esempio, ad oggi gran parte di quel programma è stato disatteso, avete ragione”.


Al netto del giudizio sull'amministrazione, il PD sarebbe pronto ad optare per il commissariamento?

“Non è il PD che opta per il commissario, è quest'ultimo che suo malgrado arriva quando la maggioranza non è più maggioranza.
Questa maggioranza ha avuto la fiducia di circa un terzo degli elettori alle passate elezioni, se non avrà più l'autosufficienza è giusto che vada a casa. Io continuo a sostenere che è impossibile governare a prescindere. Innanzitutto non si può governare a prescindere dai partiti, lo ripeterò fino alla nausea. Sono consapevole di ribadire l'ovvio ma qui c'è qualcuno che davvero non lo comprende e crede che l'amministratore nasca tale e grazie al suo status possa fare a meno della politica. Niente di più sbagliato, niente di più antidemocratico”.


Veniamo alla sua Segreteria, ritiene di essere stato "ruvido" in alcune situazioni come affermato da Pietro Salice

“In questi anni sono stato ruvido, sono stato liscio, sono stato tirato, accorciato, allungato, io e la mia segreteria siamo stati tantissime cose. Forse non siamo stati mai noi stessi con continuità proprio perché dovevano mediare mediare e mediare”.


Crede di aver perso la sana aggressività dell'esordio?

“Forse quel modo ruvido a cui si accennava prima riguarda proprio la mia voglia di fare e di vedere le cose cambiare. Io nella vita, nella professione e nella politica adoro i cambiamenti e le riforme. Oggi la politica spesso ha tempi più ristretti rispetto al passato, oggi bisogna battere sul tempo la concorrenza degli altri paesi sulla ricerca dei finanziamenti, bisogna arrivare decisi sulle scelte che si fanno all'interno dell'Area Metropolitana...se non si è sul pezzo e se non si aggrediscono i tempi e la burocrazia si è fuori da tutto e si resta fermi”.


Una domanda sulle prossime elezioni nazionali. Soddisfatto delle liste PD in Puglia?

“Quando un partito candida nel proprio territorio il segretario regionale e quello provinciale vuol dire che è un partito che funziona e che rispetta la base. Quando il territorio non diventa terreno di conquista per candidati paracadutati da altre regioni non credo che ci si possa lamentare molto. Certo ci sono esclusioni importanti, penso all'onorevole Grassi, al senatore Latorre, entrambi amici ed entrambi passati dal nostro circolo, ci dispiace molto perché avrebbero potuto dare ancora tantissimo al nostro paese.
Nel nostro collegio avremo candidati di altissimo livello e per la maggior parte donne, Liliana Ventricelli, Loredana Lezoche, Assuntela Messina, Colomba Mongiello in compagnia di Marco Lacarra, Dario Ginefra, insomma non possiamo lamentarci”.


Per concludere, quanta fatica le costa incassare le critiche che riceve mantenendo un impeccabile aplomb?

“Critiche? Quali critiche? E da chi? Noi siamo il Partito Democratico non un partitino qualsiasi che perde lo stile e il buon senso. Se vi sono critiche noi le raccogliamo e quelle apprezzabili le portiamo sul tavolo della maggioranza, a quel tavolo se i consiglieri e il sindaco non le ritengono mai significative noi non possiamo fare altro che insistere fino, se nessuno ci ascolta, a lasciare il tavolo. Non esistono altri sistemi. Le problematiche non risolte le risolveremo quando le condizioni politiche saranno più favorevoli, è una promessa”.

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