Martedì 16 Ottobre 2018
   
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Monica Notarnicola candidata al Parlamento

Monica Notarnicola

Intervista alla candidata alla Camera, capolista del Collegio di Bari per il Partito Comunista

 

Come mai hai deciso di candidarti al Parlamento?

“Non ho deciso. È successo. Mi è stato proposto dal Direttivo Regionale”.

 

Perché con il Partito Comunista?

“Sono sempre stata di sinistra. Ho solo cercato, in questi ultimi anni, di non schierarmi, in virtù del mio lavoro con l’associazione turistico-culturale TURISTI IN TOUR. Questo mi ha dato la possibilità di collaborare con quattro amministrazioni comunali e di sentirmi in sintonia con tutti. L’importante alla fine è perseguire obiettivi comuni di crescita sociale, umana e culturale.
Mi è sempre stato chiesto di candidarmi, sia da liste civiche, che dalla destra e dalla sinistra. Mi hanno proposto, il più delle volte, un eventuale ruolo di promozione culturale e artistica. Ruolo, in cui mi ci trovo a mio agio.
Negli anni, da osservatrice, mi sono resa conto che la sinistra è cambiata. Si è parcellizzata. Non mi è piaciuta, molto particolarmente, la politica di Renzi. Sono una nostalgica gramsciana e non condivido proprio come, passo dopo passo, si sia potuti arrivare a fare una politica di sinistra che sembra di destra. Mi spiego: secondo le migliori strategie di marketing politico e territoriale, ciò che funziona va preso e riutilizzato, strategicamente. Su questo, non ci piove. Ma, senza perdere, la propria identità. E’ questo il punto. Motivo, per cui, ho deciso di candidarmi col Partito Comunista che ripropone un po’ storicamente, i principi da cui si è partiti, quando, ancora si credeva in una sinistra italiana”.


Hai mai fatto politica sinora?

“Certo. Ho iniziato a 20 anni. Ricordo ancora la prima tessera con i Democratici di Sinistra. Di come, io, sostenitrice della mozione Fassino, fossi entrata a far parte del Consiglio Provinciale dei Garanti e fossi stata eletta Leader delle Pari Opportunità, tre anni dopo. Incarico al quale dovetti rinunciare per dedicarmi più assiduamente a Turi e alla co-gestionee ricostruzione del partito, in chiave riformista, come voluto dai vertici, essendo in direttivo, oltre che alla cura e al monitoraggio delle attività della Sinistra Giovanile. A Bari, invece, ero attivista/simpatizzante di Socialismo Rivoluzionario, a favore dell’autodeterminazione dei popoli e della ‘comune universale’. Ho fatto molta formazione sia, grazie ad incontri formativi organizzati dai DS, sulla comunicazione e organizzazione di eventi politici e sull’animazione politica, che su strada, andando a manifestare attivamente a Roma, almeno 3 volte l’anno, fino al 2005, circa, al fianco dei sindacati. Ho consumato un sacco di scarpe”.


Che proposte di legge faresti?

“Leggi che potenzino il Welfare. Garantire a tutti il diritto alle cure e alla salute. Far aumentare il personale medico e ospedaliero. Basta con i disservizi. Aiutare quelle famiglie, ad esempio, che non possono permettersi l’acquisto dei libri di testo; aumentare i fondi statali per le scuole e per i giornali, veicolo di democrazia e cultura”.
Aumentare i fondi per l’associazionismo. Attuare un piano di sostegno alle strutture scolastiche e universitarie, per l’edilizia scolastica, per quella residenziale degli studenti fuori sede e garantire agli istituti di d’istruzione la presenza di strutture adeguate alla didattica, alla pratica sportiva e alle attività ricreative.
Aumentare i servizi pubblici e gli spazi di verde condivisi. Attuare un piano nazionale per la cultura, con incremento dei giorni di accesso gratuito ai musei, ai teatri, al cinema e agli spettacoli. Far confluire maggiori risorse economiche verso la ricerca, per ridurre la dispersione dei cervelli, verso l’estero.
Creare sempre più sostegno alle famiglie, in base ai bisogni reali di ciascun individuo, correlati a quelli dell’intera società. Favorire leggi sui mutui agevolati. Incrementare la natalità, con aumento degli sgravi fiscali e assegno di natalità per i figli a carico.
Sostenere la maternità e attuare una revisione dei congedi parentali, per favorire l’equità tra uomo e donna. Assicurare ai giovani, il pieno sviluppo della loro personalità, indipendentemente dalla condizione sociale delle famiglie di provenienza.
Vorrei pensare, soprattutto, ai giovani, tutto qui. A quei giovani che come me, si sono trovati nell’occhio del ciclone della crisi e fare leggi che ne facilitino l’inserimento nel mondo del lavoro e fare politiche con uno sguardo di riguardo per l’arte e per la cultura, che rendono l’anima e la società migliori”.


Chi sono i politici o personaggi tuoi modelli di riferimento?

“Cicerone e i grandi oratori classici”.

 

Politica locale. Che ne pensi di questa amministrazione?

“Penso che sia composta da persone valide ma che si siano disperse troppe energie in troppi litigi. Ciò ha tolto carisma alle misure politiche”.

 

Parliamo della Monica artista. Cosa sta succedendo nella tua carriera? Quali novità?

“Ti posso solo dire che febbraio sarà un mese pieno di mostre e incontri letterari”.


Un sogno per Turi…

“Per il turismo qualcosa io e i miei collaboratori l’abbiamo fatta. Ora punterei all’insediamento di industrie di trasformazione del prodotto locale cerasicolo che permetterebbe un maggiore indotto economico e più occupazione per tutti”.

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