Domenica 27 Maggio 2018
   
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Statale 172 dei Trulli e Ospedale

Il consigliere regionale Fabiano Amati

Intervista al consigliere regionale Fabiano Amati, candidato all’uninominale per il Senato


“Il programma dei 5 Stelle è incentrato sul convincimento che è meglio fare nulla purché venga fatto bene”. Così, Fabiano Amati nell’intervista che segue.

 

Cominciamo dai programmi. Quali sono le priorità del nostro territorio che andrà a rappresentare a Roma?

“A Roma si rappresentano le esigenze del territorio che appartengono alla competenza dello Stato nazionale. C’è una priorità: l’ingiustizia del riparto del fondo sanitario nazionale derivante dalla mobilità passiva”.


Che significa?

“La mobilita passiva è la somma delle remunerazioni delle prestazioni richieste dai pugliesi in altre regioni. C’è però qualche particolare da chiarire. Se io pugliese prendo un farmaco in Molise è giusto che quella regione addebiti il prezzo del farmaco alla Puglia. Ma nel caso di ricoveri, o prestazioni ambulatoriali, il costo unitario diminuisce all’aumentare del numero delle prestazioni, perché - facendo un esempio - il costo fisso di funzionamento di un reparto non muta all’aumentare delle prestazioni, per cui se la tariffa è fissa anche per i ricoveri o le prestazioni ambulatoriali una parte di essa diventa un guadagno. Poiché alle regioni vengono assegnate le somme per garantire i livelli essenziali di assistenza, ne consegue che il riparto soffrirà di una decurtazione pari al costo sostenuto per la mobilità passiva. Esempio relativo all’ultimo riparto: alla Puglia spettavano 7.100 milioni circa, a cui sono stati sottratti 187 milioni. Bene, questo non mi pare giusto e dovrebbe essere modificato”.


Altro?

“Sempre in sanità, mi pare che la normativa in materia di liste d’attesa sanitaria, che già ora obbliga all’allineamento tra i tempi delle prestazioni pubbliche e private, dovrebbe sancire il principio secondo cui in caso di disallineamento le prestazioni private devono essere bloccate, investendo sulla professionalità degli stessi medici per ridurre i tempi. Infatti, mi sembra utile che qualora il motivo del disallineamento sia imputabile a carenze strutturali o di organico, e quindi non a negligenza degli operatori, debbano essere erogati in favore degli stessi operatori incentivi economici prelevati dal fondo vincolato per la riduzione delle liste d’attesa. Più o meno ciò che ho già proposto per la Puglia, ma per farlo valere in ogni regione italiana”.


Ma solo sanità?

“Certo che no. Ci sono attività non legislative su cui un parlamentare nazionale può certamente impegnarsi, come - per esempio - tallonare ANAS per la realizzazione di importantissime opere stradali”.

 

Che ne pensa della passata legislatura? Per cosa la ricorderemo nella storia?

“Nella storia i diritti civili. Nella cronaca qualche appuntamento mancato e un elenco di cose buone, che per quanto noioso e poco social vale la pena citare. Stanziati 20 miliardi di euro per un piano industria 4.0 fra incentivi, fondi per la ricerca e detrazioni per le start up. Aumento del compenso della borsa di dottorato a partire dal 2018 per valorizzare il lavoro dei dottorandi. Più soldi alle forze dell’ordine, ai militari del comparto sicurezza e difesa dello Stato con un nuovo contratto. I Patti per il Sud per rimettere in moto il Mezzogiorno; il credito d'imposta per innovazione e ricerca, per acquisto di nuovi macchinari, il credito d'imposta per l'agricoltura o le decontribuzioni per le assunzioni. Reddito di inclusione sociale; il bonus mamma e il bonus bebè e finanziamenti per l’edilizia scolastica. Il Bonus cultura di 500 euro (confermato dalla legge di bilancio 2018) per i giovani che compiono 18 anni nel 2018 e nel 2019; la civilissima legge sui vaccini e la riforma del terzo settore”.


Il piano di riordino ospedaliero è tornato di attualità. Che ne pensa dei movimenti e dei convegni organizzati a Putignano contro il piano?

“La sanità è cambiata, questo deve essere chiaro una volta per tutte ma si fa ancora fatica a capirlo. Il piano di riordino è stato pensato per cercare di andare incontro alle nuove esigenze di cura dove la degenza si è trasformata in day hospital. Ora bisogna puntare alla realizzazione di ospedali in grado di salvare la vita per curare malattie tempo-dipendenti come ictus e infarti, per questo mi sono impegnato in questi anni - dal 2011 - a portare avanti la costruzione del nuovo ospedale Monopoli Fasano che colmerà un’assenza imperdonabile: la mancanza nel raggio di 130 km tra Bari e Brindisi di un ospedale capace di curare malattie tempo dipendenti. E questo ospedale nuovo nulla centra con la sorte dell'ospedale di Putignano il quale deve comunque svolgere un ruolo per la cura degli acuti - magari in tandem con il De Bellis di Castellana - perché a tacer d'altro raccoglie la domanda di salute di un territorio che non ha le strade. L'importanza del binomio ospedaliero Putignano-Castellana risiede proprio nel fatto che privi di questi riferimenti le malattie tempo dipendenti non possono essere soccorse nei tempi previsti dalle linee guida proprio a causa di una carente infrastrutturazione stradale. Se eletto, allora, farò in modo che la normativa stradale possa conciliarsi con l'esigenza di tenere assieme un istituto di ricovero e cura a carattere scientifico come il De Bellis e il Santa Maria degli Angeli di Putignano”.


La statale 172 dei trulli sarà finalmente messa in sicurezza, interamente?

“Per quanto riguarda la 172 dei trulli siamo sulla strada giusta e per la restante parte, la 172 dir, siamo all’aggiudicazione dei lavori”.

 

Qual è stato il segreto del successo nel tratto di Martina? Mentre l'altro è rimasto invariato…

“La determinazione è la stessa, solo che i due lotti hanno complessità diverse e costi diversi”.

 

Nella composizione delle liste, Emiliano l'ha spuntata su Renzi. Condivide questa tesi?

“Nella politica ci sono sempre stati e ci saranno sempre gli scontenti, i delusi o chi vince e chi perde. Questo è il "gioco", nulla di nuovo. Ma la mia attenzione in questi giorni l'ho rivolta più alle cose da fare e alle decisioni da prendere che allo scontro interno politico. Mi sento più un amministratore che un politico”.


Molti militanti della sinistra daranno il proprio voto al M5S. Vi sentite responsabili? Come si recupera questo elettorato?

“Smentendo ogni singola affermazione dei candidati o rappresentanti Cinque stelle colpevoli di cavalcare l'onda emotiva senza proporre soluzioni. Gli elettori dei 5S devono capire che la politica è fatta di decisioni, un bravo politico è prima di tutto un bravo amministratore. Urlare non serve a nulla. Anche perché, a pensarci bene, il programma dei 5 Stelle è un programma incentrato sul convincimento che è meglio fare nulla purché venga fatto bene, infatti tra le loro proposte si trovano risposte inconciliabili o in contraddizione”.

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