Lunedì 19 Febbraio 2018
   
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"Paradossi Democratici"

Salice - Giuliani - Risplendente

Il Partito Democratico "boccia" l'amministrazione che continua a sostenere.
Intervista ai tre ex segretari del PD turese sulla guida targata Gravinese e sulla tenuta del governo Coppi

 

Nel tracciare il bilancio del 2017, il segretario del circolo del PD, Giuseppe Gravinese, su queste colonne aveva "bocciato" il governo Coppi, recriminando - tra le varie cose - l'incapacità di usare per intero l'avanzo di amministrazione e quella di intervenire con maggiore determinazione su opere qualificanti il nostro paese.

Gravinese aveva anche parlato di "difficoltà di comunicazione in una maggioranza decimata rispetto alla vittoria elettorale"; inoltre, interpellato sulle prospettive di tenuta dell'amministrazione in questo 2018, aveva risposto con estrema schiettezza che "quando le cose non girano bene, tutto può accadere", rimarcando che si è già assistito ad una "emorragia che ha colpito questa maggio¬ranza in favore dell’op¬posizione. Ci sono stati consiglieri che in rottura anche con il proprio partito e movimento hanno stacca¬to la propria parte di spina”.

Emorragie e tensioni interne, amministrazione claudicante anche in virtù delle tante ed eterogenee anime che la compongono. Verrebbe da domandarsi perché il segretario del Partito Democratico, a fronte di una "pagella" per nulla soddisfacente, non decida di ritirare la propria fiducia. Dal momento che il partito guidato da Gravinese è uno dei pilastri portanti di questo governo - ricordiamo, infatti, che esprime il sindaco, un assessore ed un consigliere - non dovrebbe essere il primo a dichiarare il fallimento del progetto politico, restituendo la parola ai cittadini elettori?

Un interrogativo che ci ha spinto a spostare l'asse sulle dinamiche interne allo stesso PD turese, per poi ampliare l'inquadratura all'intera azione amministrativa. A guidarci i tre ex segretari Pietro Salice, Donato Giuliani e Pietro Risplendente, cui abbiamo rivolto quattro domande:

1) Come giudica la guida del PD targata Gravinese?

2) I suoi rapporti con il Circolo locale? Viene coinvolto nelle decisioni di partito?

3) Coppi deve dimettersi?

4) Quali a suo parere gli errori più eclatanti di questa consiliatura?

Dalle risposte ricevute, che potrete leggere di seguito, emerge un giudizio interlocutorio sull'attuale gestione del PD. Giuliani parla di un'aggressività di partenza che ora pare "affievolita", mentre Salice, pur elogiando la crescita del partito nei contesti sovracomunali, non tralascia di evidenziare atteggiamenti "ruvidi" in alcune circostanze, al punto da far dubitare "circa il grado di aderenza del partito al progetto politico in campo". Voce fuori dal coro quella del dott. Risplendente che non addebita alcuna criticità nella condotta del partito guidato da Gravinese.

Quanto invece all'opportunità delle dimissioni di Coppi, il giudizio, con le dovute sfumature, si profila abbastanza omogeneo: c'è ancora tempo per riscattarsi.

 

Pietro Salice e l'abitino della "orgogliosa inadeguatezza" della maggioranza

Pietro Salice

1) È innegabile che sotto la sua guida il PD turese ha assunto un nuovo e più forte carattere. Oltre all’aumento degli iscritti e degli aderenti, ha anche incrementato la propria capacità di iniziativa politica e di presenza nei diversi contesti, anche sovracomunali. Cionondiméno, in alcune occasioni locali, il suo agire è parso alquanto ruvido. Tanto da far insorgere, in alcuni, qualche dubbio circa il grado di aderenza del partito al progetto politico in campo.

2) Sono iscritto al Partito Democratico sin dalla sua nascita e al Coordinamento cittadino ho sempre assicurato la mia presenza. Nelle occasioni date, non ho mai fatto mancare il mio personale, seppur modesto, contributo. Ed è chiaro che, in ragione della propria partecipazione, si è coinvolti e si diventa assieme responsabili delle scelte che si compiono.

3) Menino Coppi è il capo dell’amministrazione e se di dimissioni si dovesse mai trattare, queste devono essere di tutta la maggioranza. Però, è il caso che ce lo diciamo: questa amministrazione, ingenuamente, si è fatta cucire addosso dall’opinione pubblica e dall’opposizione un bell’abitino, il cui modello pare, a giudizio di alcuni, riveli tutta la sua “orgogliosa inadeguatezza”. Giudizio questo che, per altro, viene corroborato anche dalle continue tensioni e scaramucce interne alla stessa coalizione.

4) Non ritengo siano individuabili ed imputabili particolari errori, parlerei semmai di una “governance” complessivamente deficitaria. Questa consiliatura e l’amministrazione che ne è scaturita credo possieda gravi difetti che riguardano l’insieme delle procedure e dei principi. Principi e procedure che ben definite e condivise, dovrebbero essere posti a capo dell’agire amministrativo. Mi chiedo, per esempio, come è possibile, per una coalizione fatta di eletti appartenenti a partiti diversi, non poter contare e neanche avvertire l’esigenza di un Capogruppo Consiliare. Chi tiene, in sua assenza, le redini dell’agire politico-amministrativo? Chi tiene i rapporti con i Partiti, tra la Giunta e i Consiglieri? Chi controlla se quello su cui si sta operando sia nel solco del programma tracciato ed sia buono e giusto per l’interesse comune? Evidentemente, per tutto questo, ci si affida al protagonismo dei singoli e al buon senso di chi ce l’ha. Con la diretta conseguenza però che anche chi è dedito ed instancabile contribuisce, suo malgrado, a connotare negativamente il gruppo, la coalizione e l’amministrazione tutta.

 

Giuliani: la "guida aggressiva" del PD si è affievolita

Vito Donato Giuliani

1) All’inizio dell’investitura dell’avvocato Gravinese la guida del Partito Democratico era molto aggressiva adesso vedo che questa peculiarità si è affievolita.

2) Volutamente mi sono fatto da parte perché alle ultime elezioni ho fatto parte di una lista civica "Impegno per Turi", per statuto non potevo essere tesserato a nessun partito. Come simpatizzante ho partecipato a tutti i momenti elettivi del PD.

3) Il sindaco Coppi non deve dimettersi, deve ritrovare la squadra che lo ha eletto.

4) A questa domanda le rispondo "chi non commette errori scagli la prima pietra". Ciò che questa consiliatura non ha fatto è investire sulle opere pubbliche e sul decoro cittadino. È ancora in tempo prima che finisca il mandato.

 

Pietro Risplendente: con Gravinese il PD di Turi è cresciuto

Pietro Risplendente

1) Il circolo PD di Turi è cresciuto con la guida di Giuseppe Gravinese. Si è riappropriato del proprio ruolo politico, ha definito collegialmente la linea politica del circolo e rivendica, a buon diritto, la facoltà di esporre la propria proposta politica e valutare l’operato dell’amministrazione.

2) Buoni, non sono presente come vorrei ma, quando posso, partecipo alla discussione e contribuisco alle decisioni

3) Così come viene posta, la domanda non mi piace. Non è Coppi che “deve dimettersi”. Il sindaco Coppi è il portavoce di una giunta, di un progetto Ed è su questo progetto la giunta deve interrogarsi, deve chiedersi se ha fatto bene, ha rispettato il programma elettorale ecc. e decidere in merito. Ritengo che il progetto politico-amministrativo di questa compagine di governo abbia subito rallentamenti che, secondo noi del Partito Democratico, non avrebbero dovuto verificarsi. Il Partito Democratico ha posto in essere una serie di proposte cui andavano date risposte, a cui vanno date risposte. Comunque, piuttosto che pensare alle dimissioni di Coppi, che pure è il rappresentante di tutta la amministrazione, dovremmo pensare a tutti gli esponenti della sua giunta, dovremmo analizzare la operatività di ogni delega, di ogni incarico e solo dopo giudicare. Rispondo comunque alla domanda così posta: non è il momento.

4) Alcuni esponenti eletti in questo consiglio comunale non hanno compreso che si sono proposti e sono stati scelti per quello che è un servizio alla comunità, non certamente un servizio per soddisfare il proprio ego, le proprie ambizioni. La politica è un esercizio di mediazioni nobile che deve sempre tendere alla risoluzione dei problemi della comunità, e ogni persona, ogni partito è parte integrante di questa “mission”. Se non lo si capisce, se prevale l’interesse di parte… questo Consiglio ha fallito.


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