Mercoledì 13 Novembre 2019
   
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Tutta colpa nostra… e di Franco Mercieri!

Leo Spada

La lettera che ha spaccato ulteriormente la maggioranza di Coppi è arrivata ovunque, anche nella posta elettronica del consigliere di opposizione Leo Spada.

“Dal momento che mi è stata gentilmente inviata, ritengo doveroso dare la mia opinione nel merito” – ci scrive così Spada, che incontriamo per fare il punto sulla situazione di stallo (anzi di sbando) amministrativo.

“Sono concorde a quanto Lavinia scrive in merito ai riconoscimenti e alle lodi nei confronti della Conturband, concordo sulla tutela del prodotto locale (fatemi passare il termine), concordo sul fatto che le associazioni locali debbano tra di loro collaborare, però – precisa Spada – è anche vero che non si può e non si deve offrire alla cittadinanza sempre e soltanto la solita minestra.

La questione che vorrei fortemente far notare alla Vicesindaco, è che la tutela del prodotto locale non può e non deve solo essere una prerogativa della cultura e degli spettacoli, ma deve essere considerata a tuttotondo.

La Vicesindaco non può intervenire solo sulle associazioni, invitandole a considerare innanzitutto le risorse locali, se ai lavori pubblici, urbanistica ed altro ancora non considerano per niente i professionisti locali, pur avendo titoli e competenze.

Pertanto, ritengo in questo caso che si tratti di pura demagogia da parte sia della Conturband, che ritengo voglia in tutti i modi evitare che una loro costola distaccata entri a Turi dalla finestra, sia da parte della Vicesindaco che non può essere o fare la solidale con una parte della popolazione, o meglio solo con quelli che fanno comodo a lei.

Chiudo, nell'invitare la vicesindaco ad occuparsi più della collettività in quanto tale, perché al di fuori della cultura c'è il mondo, forse per lei tutto da scoprire”.

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Lo sfogo e i pentimenti dopo la lettera

Leo Spada ricorda le ripicche sul contributo messe in atto contro la ProLoco, particolari che vi abbiamo narrato nell’editoriale, e rincara la dose sui componenti di questa maggioranza politica e sulle riunioni rissose. Dopo quella lettera, si è sfogato e confidato ulteriormente.

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“Lavinia, ipocrita e viziata!”

“E da quando la Lavinia si preoccupa di considerare il turese? Troppo comodo farlo solo in ambito di associazioni e cultura, per difendere il proprio operato. Deve rispondere di tutti gli altri fallimenti amministrativi e delle assegnazione di affidamenti superpagati a non turesi” – entra nei particolari Spada, quando apprende della determina con 47 mila € (!) in favore di un tecnico forestiero per la programmazione antincendio nelle scuole di Turi.

“Lavinia – fa notare – non si è mai preoccupata degli Uffici Tecnici che continuano ad elargire soldi e a dare incarichi solo e soltanto a tecnici di altri comuni, e solo e soltanto a imprese forestiere, ignorando i locali.

Lei è Vicesindaco e non mi puoi dire “io sono assessore alla cultura e penso alla cultura. Già un amministratore non deve pensare al proprio orticello, lei che è Vicesindaco è vicario del sindaco, e ha il sacrosanto dovere di lavorare a tutto campo, di intervenire quando gli altri settori non fanno quello che devono fare”.

“La verità – rincara – è che lei, da buona comunista ipocrita, è una ostentatrice di solidarietà; e io i soprannomi li azzecco sempre (vedi sindaco pensionissimo!).

È una ostentatrice di solidarietà che pensa solo a coltivare il proprio orticello, come se potesse ambire a vincere il premio bontà, quello che si dava quando andavo alle scuole elementari.

Credo che per la signorina, la vita e il mondo siano ancora tutti da scoprire, perché è circoscritta soltanto al proprio ego. Io mi auguro che cresca in qualche modo; è ancora una ragazzina viziata, che ha tutto da imparare. Anzi, la vera razzista è lei quando non capisce che qualche volta bisogna dire NO e che c’è qualcuno che non la pensa come lei e va rispettato.

Intanto Turi è piena di buche grandi quanto casa sua... a proposito, li ospitasse lei gli stagionali, che ha la casa grande. Il Cimitero è uno schifo!".

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Lavinia, Pedone, Notarnicola, Zaccheo: e chi se li prende più!

I fallimenti evidenti, gli ultimatum velati o no che siano, i direttivi governo-ombra, le risse in riunione… tutte queste cose – ne è convinto Spada – non serviranno a fare la cosa più degna in questi momenti: dimettersi.

“Se per un minuto il sindaco riuscisse a soddisfare un qualche ultimatum di Gravinese – fa un esempio a caso, Leo Spada – che vuole invertire i ruoli dei due uffici tecnici, sarebbe come mettere una pezza e non risolviamo il problema. A me, a scuola elementare, hanno insegnato che invertendo l’ordine degli addendi, il risultato non cambia. Abbiamo perso un altro anno, siamo a luglio e non è stato fatto ancora il consuntivo. Non siamo riusciti a far partire la rotatoria dopo un anno. Di cosa parliamo! Il progetto politico non solo è rotto e senza manico, è irrecuperabile e indecente”.

Stando alle osservazioni di Spada, dunque questi ultimatum diventano come una dose di droga via via da somministrare per soddisfare l’astinenza e tirare a campare fino alla fine. Ma ormai non si può recuperare più nulla.

“Ditemi voi – continua – quando mai Lavinia farà più l’assessore! Non esiste proprio, non se la prende più nessuno. Vito Notarnicola, Gianvito Pedone… ma chi se li prende più. La Zaccheo è alla frutta ormai e si sapeva che non sarebbe stato per lei; non lo era per Camposeo, figuriamoci lei, che è estromessa dagli uffici che continuano a fare danni.

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Lite nella riunione PD!

Si segnala un violento litigio all’interno di una recente riunione del PD, un incontro tra direttivo, consiglieri e sindaco. Si sono levati i toni, tanto è vero che qualcuno del direttivo pensava che il giorno dopo si dimettesse.

“Macché! – ci fa notare Leo Spada – Il pensionissimo Menino non ha la benché minima intenzione di dimettersi. Perché Menino non è quello che pensavamo, cioè una persona tutta di un pezzo… no, lui dice – se non mi volete più, mi dovete cacciare. Io di qua non mi schiodo! L’ho invitato pure io a dimettersi, ma niente. Lui fa finta, fa lo scemo per non andare alla guerra, non si dimette perché dice che va tutto bene, che stanno lavorando, che le cose vanno benissimo, l’urbanistica che detiene lui è perfetta, i lavori pubblici vanno come un treno! Tutte fantasie e menzogne”.

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Colpa nostra. Colpa di Franco Mercieri!

Stiamo portando il pensionissimo alla pensione…

Franco Mercieri

Coppi intanto non va via, non tira i remi in barca, nonostante l’evidente fallimento e i danni che si stanno facendo a Turi e ai turesi. Nonostante questo e le critiche, Menino Coppi assume un atteggiamento pilatesco; tutti litigano in maggioranza, e lui gode. Ma nessuno ha il coraggio di staccargli la spina. E lui aspetta. Aspetta cosa? “La pensione” – ci ricorda deciso, Leo Spada, che per la prima volta si confida e si pente per quanto accaduto prima delle elezioni comunali del 2014; quando Mercieri candidato sindaco si ritirò dalla scena, e tutti andarono a pregare sotto casa di Menino.

“Stiamo portando il pensionissimo Menino alla pensione! Menino – conclude Spada – non ha dignità politica tale da poter dire ‘Basta!”, è senza p***e, non prende mai decisioni, perché sta lì solo per raggiungere la pensione che arriverà nel 2019, a fine mandato, e questo per colpa mia, per colpa di altri che come me nel 2014 sono andati a prenderlo da casa e lo hanno risuscitato da sindaco, e per colpa di Franco Mercieri che si ritirò. Se Franco Mercieri non si fosse comportato così, oggi non saremmo a questo punto. E pensare che Mercieri ha pure protetto Camposeo che andava cacciato via!”.

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