Martedì 12 Novembre 2019
   
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Turi alla Bit fu una ‘invenzione’ di De Grisantis

L'ex sindaco De Grisantis in una foto del 2013

La partecipazione di Turi alla Bit di Milano fu un “esperimento” che avviò per la prima volta l’ex sindaco Nicola De Grisantis nel lontano 2006. Quell’anno De Grisantis era Presidente dell’Associazione Nazionale Città delle Ciliegie e nei giorni 11 e 12 settembre fu organizzato a Palazzo Marchesale un convegno molto importante sulla ciliegia con ospiti il ministro prof. De Castro, gli assessori regionali e provinciali, i presidenti nazionali Cia, Coldiretti, Confartigianato e una ventina di sindaci dell’Associazione Città delle Ciliegie. Undici anni dopo quella scommessa vinta, De Grisantis torna qui, ai nostri microfoni, e risponde alle nostre domande, anche sull’attualità politica locale.

Dott. De Grisantis, Turi è alla Bit di Milano. Lei è stato il primo a credere in questo appuntamento, e se non ricordiamo male si scontrò con l'allora consigliere di maggioranza Coppi. Cosa ricorda di quel periodo? 

“La partecipazione alla Bit di Milano fu un’iniziativa della mia amministrazione e non ci furono scontri all’interno della maggioranza. Fu una decisione condivisa da tutti. D’altra parte, nei 2 anni precedenti la nostra ciliegia ferrovia aveva ottenuto il primo premio come migliore d’Italia e la nostra Città iniziava a riscuotere una buona notorietà. Era quindi importante continuare nell’azione di marketing anche in quella sede.”

Quali sono i vantaggi che ottiene la comunità a fronte degli investimenti?

“Notorietà e contatti dei privati con operatori economici del settore.” 

Turi ha un futuro come paese turistico? Cosa si sente di dire ai gestori di strutture ricettive?

“Turi potrebbe presentare delle peculiarità che senza dubbio sarebbero apprezzate dai turisti, anche solo di passaggio, solo se sviluppassimo quelle note ed individuassimo altre che certamente caratterizzano la nostra comunità. Per questo plaudo alla partecipazione alla vetrina milanese dei titolari delle strutture ricettive presenti nel nostro territorio.”

Cosa sta facendo questa amministrazione per la promozione del territorio?

“Poco e molto di ordinario. Manca una visione ambiziosa del futuro della nostra comunità.” 

Intanto si è riaperto il dibattito sulla questione Boc. Che ne pensa degli ultimi sviluppi emersi dalla Commissione di controllo? Ha fatto bene il comune a opporsi alle proposte della banca?

“In verità sui BOC non c’è mai stato un dibattito serio ed approfondito. Ogni tanto qualcuno ne parla lanciando termini anglosassoni senza mai approfondire la questione dalla fase iniziale (situazione finanziaria del Comune dei primi anni 2000) fino agli sviluppi successivi.

Il Comune sta facendo la sua parte e non esprimo giudizi nel merito. Se vuole e lo ritiene utile, soprattutto per i lettori del Suo settimanale, potremmo riparlarne, con dati certi fra le mani e con cognizione di causa, dopo la sentenza del giudice che è prevista per il prossimo giugno.”

Certamente. In ogni caso, l'amministrazione la trova migliorata dal rimpasto a oggi?

“Il modo di amministrare è lo stesso da 3 anni a questa parte. È inefficace nella sua azione di “governo” nel senso che non fronteggia neanche i bisogni minimali della nostra comunità. Ci sono situazioni di “decoro” che, malgrado siano trascorsi almeno 8 anni e che necessitano di poche centinaia di euro, non vengono risolte. Penso alle pensiline dei viaggiatori che versano in una situazione di degrado, alla segnaletica verticale della Città di Turi in via Gioia canale priva di alcune lettere. Ripeto, da 8 anni malgrado siano necessarie poche centinaia di euro.

Per non parlare del cimitero per il quale si sostiene sempre che non ci sono soldi, malgrado il Comune annualmente incassi € 48.000 e ne spenda appena €. 10.000 con un avanzo di € 38.000 che destina altrove. Come dice il buon Topputi: “i morti finanziano i vivi”!

Per cui sul cimitero si può (perché i soldi ci sono) e si deve intervenire per tanti motivi.

Per non parlare di altri servizi per i quali scientemente l’amministrazione è “a perdere”. Quindi...? Comunque, ci sono ancora 2 anni. Io continuo a sperare in una innovazione nel modo di amministrare e nell’ambizione degli amministratori circa il futuro della nostra comunità.”

E del Partito Democratico? Lei voterà alle primarie del 30?  E per chi?

“Io ho già votato per Emiliano ed il 30 aprile voterò ancora una volta per Emiliano che, dei tre candidati, è l’unica figura che può dare un perché al voto per il PD. Con gli altri due, invece, si va decisamente verso una sconfitta prima alle amministrative di giugno e successivamente alle politiche del 2018. E spero che questo non si verifichi. È importante, quindi, votare per Michele  Emiliano.”

Che ne pensa del centrodestra turese e della riorganizzazione? Sarà l'alternativa a Coppi?

“Spero che la prossima amministrazione, a prescindere dai colori delle magliette ormai sbiadite e senza alcuna attrattiva, sia caratterizzata dal forte attaccamento ai “colori” della nostra Città e per questo, al tempo stesso, ambiziosa ed innovativa nella proposta politica e nei metodi di amministrare. Amministrare la cosa pubblica è troppo importante e responsabilizzante da lasciarla all’improvvisazione, alla superficialità ed alla quotidianità. Necessita impegno, studio e riflessione.

In caso contrario sarebbe inarrestabile il declino che ormai caratterizza la nostra comunità da circa un decennio.”

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