Giovedì 15 Aprile 2021
   
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Vietato fare pipì

Il ponte ormai ridotto a una bacheca di auguri

La fenomenologia del “Cessa”, da Casamassima ha contagiato pure Turi. Ricatti, numeri risicati, richieste… tutto questo è ‘meravigliosamente’ politica!  Il sindaco casamassimese Cessa sta amministrando in trappola, con la tagliola del ‘ricatto’ politico pronta a scattare. A Turi è accaduto con Sel la settimana scorsa, poi è bastata una lucida fascia tricolore, e in un attimo qualcuno ha riacquistato la ‘fede’, e non solo quella religiosa: scusate il gioco di parole, ma non è uno scherzo, Vito Notarnicola ha davvero rappresentato il Comune di Turi alla cerimonia di ingresso del nuovo vescovo Favale. Nella forma, meglio del piumino di Menino… indossato dal sindaco alla cerimonia di investitura a Castellaneta, tra l’imbarazzo generale.

Il Consiglio comunale di venerdì.

Il Consiglio comunale di venerdì scorso sarà stato pure amministrativo, più tecnico che politico, ma la tensione era alta. Intanto era un Consiglio comunale deserto, al limite del numero legale: undici consiglieri seduti a trattenere la pipì… sennò ad andare in bagno, si sarebbe andati dritti dritti… a casa! E prima del dovuto. Prima ancora che ‘Impegno per Turi’, come si vocifera, possa uscire dalla maggioranza.

Tari in aumento: +30%

Venerdì scorso, snocciolando i punti all’ordine del giorno, tra un’aliquota in aumento di qua e in calo di là, e un + 30% della Tari (che serva per una giusta causa), i consiglieri hanno trattenuto la pipì come quando al liceo si facevano i compiti in classe. Il problema è che molti di questi consiglieri non sono manco capaci di copiare. Così il sindaco Menino Coppi ha chiesto all’ex assessore al Bilancio, Giuseppe Tardi, di fare uno sforzo. Non per la pipì, sia chiaro, ma per raccontare la favoletta dei conti, che quella è, perché se la politica si riducesse ai soli numeretti, non avrebbe un cuore. I conti sono più o meno in ordine. Dopo anni di austerità imposta dall’alto, e di scarsa autonomia dei Comuni, i bilanci sono almeno sani e in avanzo: a Turi abbiamo in cassa 2,3 milioni di € in parte rivenienti dall'accertamento dei residui, dagli accantonamenti al fondo pluriennale vincolato e a quello per i crediti di dubbia esigibilità. Ne avremmo di più se si decidesse una volta per tutte di far pagare gli oneri di urbanizzazione persi durante le disastrose e complici avventure amministrative del passato. Ma su questo c’è ancora tanto riserbo.

Ma il problema non sono i numeri.

L’aumento della Tari era inevitabile se si vuole adeguare Turi agli altri comuni che fanno la raccolta differenziata. Ma il sindaco non racconti la favoletta del “pianeta da salvare” e del “miglioramento della qualità di vita”. Nei paesi dove si è sperimentata la raccolta spinta porta a porta, gli unici ad essersi salvati sono i bilanci delle aziende, di dubbia e inquietante provenienza, che si sono arricchiti. Oltre al pianeta, dovevano salvarsi le tasche dei cittadini: a un aumento della differenziata, doveva corrispondere un calo del costo dei rifiuti e una produzione sempre più al ribasso di monnezza. Invece stranamente accade che ci tagliano solo la ‘mancia’ dell’ecotassa, e intanto la nostra discarica di Martucci, gestita da una Lombardi sotto processo per disastro ambientale, continua a riempirsi di m…onnezza. E nasconde falde acquifere inquinate di percolato.

Il dibattito del Consiglio turese, gli interventi poveri rispetto a quanto raccontiamo ogni settimana dai nostri undici comuni, è davvero disarmante. 

Tundo non perde il ‘vizio’ delle tasse, con la scusa delle quali si diede la spallata a Onofrio Resta nel 2013, consegnandoci poi una delle peggiori amministrazioni di sempre, l’attuale. E oggi torna a puntare l’indice: “Siete l’amministrazione delle tasse”, come se il problema fosse questo.

Il gioco delle parti impone il teatrino, ma di fatto quello è il gettito, quelle sono le entrate, quelli sono i numeri. I problemi non sono i conti, i problemi sono ben altri e l’opposizione farebbe bene a percorrere la strada che aveva intrapreso. Il problema non è tanto la Tari che graverà del 30% in più sui turesi. Il vero problema è come Turi potrà prepararsi al grande cambiamento culturale della differenziata porta a porta, con eventuali pattumelle (come avviata a Mola, Rutigliano, Polignano, Conversano da diversi anni), se alla guida del Palazzo abbiamo una maggioranza rissosa, con un esecutivo allo sbando, ma, cosa ancora più grave, dirigenti e funzionari comunali incompetenti, e che stranamente proprio le minoranze e coloro che stanno fuori (in attesa come sciacalli) difendono. Le nostre cronache dettagliate dai comuni limitrofi potranno aprirvi gli occhi; il cambiamento in materia di rifiuti non è stato facile e neppure indolore. Il sindaco Coppi assicura che avremo tre mesi per prepararci (da luglio a settembre 2016!). In questi tre mesi non si farà nulla.

Noi invece ci auguriamo, per il bene dei turesi, che riescano ad uscire dal pantano del rimpasto, che il ponte sia aperto e sicuro, e che coloro i quali hanno sbagliato, paghino una volta per tutte. Questo è l’unico Comune a non avere un Nucleo di Valutazione serio, che valuti in modo totale i dirigenti e i dipendenti comunali (il disastro della opere pubbliche è sotto gli occhi di tutti). Per incapacità dell’amministrazione Coppi, per incapacità di controllo politico e amministrativo, per incapacità di programmare l’attività – Turi è l’unico Comune a non aver approvato degli atti di indirizzo di giunta che inchiodino i capi settore degli uffici comunali. È vergognoso e davanti a tanta inerzia, si dovrebbe solo andare a casa, e se possibile senza passare dalla porta del bagno.

Commenti  

 
polemico
#1 polemico 2016-05-11 19:36
ah, alzando la tassa sui rifiuti si aggiusta tutto? secondo me è sbagliato, perchè la gente penserà che comunque vadano le cose, la tassa aumenta: a quel punto inutile perdere tempo e testa a fare la raccolta differenziata, buttiamo tutto insieme e via, tanto sempre quello è. ma la sinistra non ha capito che ormai alcuni (la minoranza) ha capito che sanno solo aumentare le tasse senza dar nulla in cambio? non asfaltano le strade, non migliorano la viabilità, i rifiuti hanno l ostesso standard di 5 anni fa (ma pagavamo la metà di ora), le fiere stanno sparendo...restano solo le feste in piazza in estate. ai turesi va bene così? vedremo alle prossime elezioni
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