Giovedì 01 Ottobre 2020
   
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Il Pd turese contro l’emendamento del Consiglio metropolitano

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Alcuni estratti della lettera aperta del Pd di Turi. Dopo l’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio comunale dell’atto di indirizzo politico amministrativo, con cui lo stesso dissente dalla decisione adottata dal Consiglio Metropolitano il 21 dicembre, anche il circolo locale del Pd affida ad una lettera aperta diffusa sul web tutta la sua disapprovazione. Ne riportiamo alcuni estratti. “Abbiamo deciso di condividere il nostro ultimo pensiero del 2015 convinti che ci stiamo davvero, e finalmente, lasciando alle spalle un periodo storico difficile che ha visto spesso scadere, giorno dopo giorno, la politica sotto l'aspetto gestionale, etico e morale lasciando gli Enti Locali spesso abbandonati a se stessi e pervasi da un forte senso di solitudine e di impotenza”. “Si è appreso, fra l’altro in maniera davvero inusuale, che nella seduta del Consiglio Metropolitano del 21 dicembre u.s. in sede di approvazione della proposta deliberativa sulla ‘programmazione della rete scolastica e dell’offerta formativa anno scolastico 2016-2017’, è stato approvato un emendamento che prevede – in perfetto contrasto con l’originaria, conosciuta e condivisa proposta di deliberazione – lo smembramento dell’Istituto Tecnico Commerciale “Pertini Montale” di Turi-Rutigliano e l’accorpamento dell’Istituto Turese all’ITIS “Luigi Dell’Erba di Castellana Grotte e di quello rutiglianese allo scientifico “Ilaria Alpi” dello stesso comune. Tale spiacevole avvenimento, pur considerandolo un mero parere del Consiglio Metropolitano, appare del tutto privo di fondamento sia logico che giuridico”. “Come può essere comparabile e inquadrabile in un contesto legislativo chiaro e fortemente incentrato sulla condivisione e sulla consultazione di tutti i soggetti interessati l’approvazione di un emendamento arbitrariamente predisposto che stravolge l’intera programmazione condivisa con i territori interessati? Come può essere spiegato l’atteggiamento di chi prima prova attraverso i ricorsi e poi attraverso emendamenti sul fotofinish a supportare, legittimamente s’intende, interessi campanilistici? Ed ancora, come può essere possibile che sempre interessi campanilistici promuovino i poli nei propri centri ed invece il polo omogeneo di due Istituti Tecnici Commerciali insistenti su paesi viciniori e distanti appena 10 km non appaia importante?”.

Le dichiarazioni del segretario Gravinese. In merito, abbiamo raggiunto il segretario Gravinese, il quale ha affidato alle nostre colonne le seguenti dichiarazioni.

Segretario, come mai nessuno ha messo al corrente Turi? Tra i consiglieri metropolitani del Pd, come lo stesso rutiglianese Giuseppe Valenzano (fortemente voluto dal vostro coordinatore provinciale e dallo stesso Decaro e che sicuramente ha fatto gli interessi del proprio comune), nessuno vi ha detto cosa stava accadendo?

“Fino al 21 dicembre, giorno dell'ormai famoso Consiglio metropolitano, la proposta di deliberazione che doveva essere oggetto di approvazione del Consiglio stesso era da noi conosciuta e condivisa e non prevedeva alcuna modificazione per il nostro Istituto tecnico. La nostra amministrazione e la stessa scuola erano, di conseguenza, tranquilli nonostante fossero consapevoli del fatto che questo è un problema che si ripresenta ogni anno dato che il nostro istituto Pertini non possiede un numero di iscritti minimo necessario per poter essere autonomo e, purtroppo, deve sempre essere accorpato ad altro istituto (necessariamente più piccolo nei numeri del nostro) per poter mantenere la dirigenza nel nostro centro. Fatta questa importante precisazione, il problema di stile che si è verificato io lo contesto fortemente. Un accordo trasversale fra amministratori locali facenti parte anche del Consiglio metropolitano non può essere presentato sotto forma di un emendamento e stravolgere tutta la concertazione con i territori. Nessuno ha avvisato l'amministrazione turese proprio perché ben si conosceva la sua possibile reazione”.

Si è fatto un'idea di quanto accaduto? Secondo lei si è trattato di un gioco di potere?

“Le linee guida regionali, che disciplinano appunto le modalità a cui bisogna attenersi per la definizione del dimensionamento e della distribuzione della rete scolastica, impongono la concertazione con tutte le amministrazioni interessate e con le stesse scuole che, dopo un'ampia e condivisa valutazione, fanno - appunto - proposte condivise. Lo stravolgimento dell'iniziale proposta di deliberazione attraverso un emendamento in aula è certamente cosa legittima (poiché previsto dai regolamenti) ma in aperto contrasto con le direttive regionali e in aperto contrasto con uno stile politico che dovrebbe appartenere a soggetti che, alla pari dei nostri amministratori, vivono la realtà dei piccoli centri come Turi dove ogni eccellenza, così com'è il nostro Istituto Pertini, viene assolutamente tutelata”.

A livello di partito, farete sentire il vostro disappunto?

“Certamente, abbiamo lamentato la nostra posizione a tutti i livelli del nostro partito, l'amministrazione di Turi non può essere estraniata da scelte così importanti. Ma ci tengo a ribadire che non è il partito democratico il posto dove è nato questo emendamento, certamente alcuni esponenti di esso ne erano a conoscenza, ma insieme a loro anche esponenti di altre forze politiche a noi storicamente avverse”.

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