Caso Moro...

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"Chi e perchè hanno ucciso Aldo Moro?". È questo il titolo dell'incontro realizzato nella serata di lunedì 23 marzo, presso la Biblioteca Comunale di Turi. Ad organizzarlo, la sezione del PD turese, presieduta dal suo segretario, avv. Giuseppe Gravinese che ha accolto i tanti intervenuti all'approfondimento storico.

Attraverso le parole dell'On. Gero Grassi, infatti, Turi ha riaperto e, in qualche modo, riscritto, la cronologia degli eventi che hanno interessato, nella storia contemporanea, l'intera nazione italiana, che il 9 maggio 1978 ha dato l'ultimo saluto ad Aldo Moro.

"Ma ancora oggi poche sono le verità attorno a quell'accadimento!" - sono le parole d'avvio dell'incontro pronunciate dal segretario del PD, Gravinese, sottolineando come Turi sia sempre stata molto legata alla figura del politico, giurista, accademico, Aldo Moro, scomparso a Roma alla fine degli anni '70.

"Ricordo ancora quel giorno – esordisce così il sindaco Menino Coppi – quando in fila in una banca di Turi appresi della sua morte". Passa poi a sottolineare l'esempio di una persona che nella sua vita ha rappresentato l'immagine del politico ideale, al servizio degli italiani, di grande integrità morale ed etica che ha "messo vicino, in un unico corteo, i rappresentanti politici dell'epoca, senza distinzione alcuna".

"Ringrazio per questa serata – ha preso la parola Vito Nicola De Grisantis, presidente del Centro Studi Aldo Moro di Turi – e ringrazio l'Onorevole Grassi per la sua disponibilità, poichè con la sua testimonianza tutti noi andremo via arricchiti". Rivolgendosi così ai numerosi giovani presenti in sala, ha spiegato che "questa è un'opportunità di conoscere un uomo che era e continua ad essere un riferimento sociale e personale, oltre che politico".

Si è alzato in piedi, l'onorevole Grassi, Vicepresidente del Gruppo PD della Camera dei Deputati per portare a conoscenza dei turesi la verità su Moro. Una verità taciuta, nascosta ai più, "ma avevo capito che qualcosa non era stato detto, qualcosa era stato nascosto". Inizia così, l'onorevole, membro della Commissione d'Inchiesta sul caso Moro, a liberare dalla polvere i mattoni di una vicenda triste e sconvolgente della politica e della giustizia italiana e in un silenzio quasi assordante, hanno risuonato i momenti più prossimi alla fine di Moro, lasciando tutti stupiti, attoniti, immobili.

Aldo Moro – racconta la storia – fu rapito il 16 marzo 1978 da un commando di brigatisti in via Fani a Roma, non prima di aver ucciso i cinque uomini della scorta. Dopo 55 giorni di prigionia, che tennero col fiato sospeso l'intera nazione, il corpo senza vita del Presidente della Democrazia Cristiana fu ritrovato a Roma, in via Caetani, nel bagagliaio di una Renault rossa.

Su Aldo Moro e la sua vicenda umana e politica sono stati scritti oltre mille libri. Sono stati prodotti diversi film e girati un'infinità di documentari e servizi giornalistici. Si sono svolti cinque lunghissimi processi. Nel 1979, il Parlamento ha realizzato la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia e la Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi nel 1992, 1994, 1996, 2001. I lavori di queste Commissioni hanno prodotto una trentina di Relazioni ed oltre 150 volumi. Una quantità immensa di documenti dai quali, purtroppo, nonostante gli anni intercorsi, non emerge ancora la completa verità sull'intera vicenda.

L'omicidio di Aldo Moro – definito all’epocaun delitto dell’abbandonoda Carlo Bo - è senza ombra di dubbio una delle pagine più buie della storia repubblicana italiana ma, secondo Gero Grassi, è ancora pieno di zone d’ombra. "Ottomila pagine, cinque processi e tre commissioni, eppure ancora oggi le domande sono le stesse di 37 anni fa” - esordisce il deputato Gero Grassi, prima di argomentare una serie di sconvolgenti fatti legati al caso Moro, che coinvolgono servizi segreti, brigadisti, generali, politici e giornalisti.

"Bisognerà far luce sul rapimento di Aldo Moro avvenuto in via Fani, dove, in base a quanto sostiene la magistratura con sentenze definitive, c’erano persone non riconducibili alle Brigate rosse e che, stando agli ultimi sviluppi, sarebbero uomini dei servizi segreti - afferma Gero Grassi". L’ipotesi, in sostanza, suffragata anche dalle testimonianze di brigatisti è che pezzi dei servizi segreti abbiano complottato perché Aldo Moro non riuscisse nell’intento, considerato all’epoca rivoluzionario, di portare il Partito comunista al Governo, anche se solo nella fattispecie di un suo appoggio esterno. Contrari sarebbero stati, all’interno, pezzi della Chiesa e della stessa Democrazia Cristiana e, all’esterno, le principali superpotenze, Usa e Russia in primis. "Infine - continua l'onorevole - vanno smascherate le false verità di via Gradoli, del lago della Duchessa e della prigione di Moro che non è unica, come dicono i brigatisti, perché i rilievi medico-scientifici sul corpo del presidente della Democrazia Cristiana lo hanno accertato ed escluso". Al termine dell'interessante racconto dei fatti legato al Caso Moro, l’onorevole Grassi è stato salutato da un lungo e caloroso applauso del pubblico presente.

"É importante conoscere la verità, perché il Paese ne ha bisogno e perchè serve ad evitare il ripetersi di tragedie come questa" – è il messaggio che al termine della serata è stato lanciato, con un saluto ed il pensiero di tutti ad un uomo che con il suo trascorso ha firmato in maniera indelebile la storia della nostra Italia.