Giovedì 21 Novembre 2019
   
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Inaugurata la nuova sede della CGIL di Turi

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La CGIL di Turi ha cambiato sede, traferendosi in Via Virgilio. All’inaugurazione dei nuovi locali ha presenziato il Segretario Generale della CGIL di Bari, Pino Gismundo che ha affrontato il difficile discorso della crisi, incoraggiando alla speranza in una politica migliore.

Il problema fondamentale, nell’ultima fase storica del nostro paese, è stato l’individualismo sfrenato, l’arrivismo dei singoli, che ha portato a nutrire aspettative che, purtroppo, non hanno avuto sfogo alcuno; ciò ha creato solitudini, in cui, tutti correvano per raggiungere il proprio obiettivo personale, ritrovandosi soli.

“I luoghi della CGIL sono luoghi dove riconciliare le solitudini. Luoghi dove poter costruire un pensare comune; le conquiste sono state raggiunte con la capacità di mettere insieme piattaforme comuni e con la forza del cambiamento. Le disperazioni della gente vanno messe insieme: quando vai in una fabbrica e vedi, nei vari presidi, i lavoratori con le loro mogli, disperate ma piene di dignità; quando vedi bambini di dieci anni con la bandiera della CGIL e non certamente per gioco. Siamo un popolo di sinistra che ha vissuto per valori importanti”- ha asserito il Segretario Generale Gismundo, per poi proseguire che c’è da costruire una nuova politica del lavoro perché i diritti vanno rispettati e non è giusto che i lavoratori rischino di essere licenziati, senza alcun diritto. Perché senza lavoro, non c’è dignità e non c’è prospettiva futura. “Bisogna riportare in avanti la macchina del tempo. Questi sono i luoghi della speranza della gente. Qui, le persone ci raccontano di tutto. Ci raccontano dei propri  figli costretti a partire all’estero, come un tempo, con la valigia di cartone. Dobbiamo, quindi, credere che esista una soluzione migliore. Sicuramente i sindacati hanno fatto degli errori ma voglio dire che la CGIL è un’altra cosa rispetto alle altre organizzazioni; lo è rispetto al sistema dei servizi. Dà consigli e sa ascoltare. Non siamo faccendieri ma tuteliamo i diritti e usiamo questi luoghi per socializzare. Lo dico con grande orgoglio. Abbiamo contribuito a costruire la democrazia del paese. Abbiamo lottato contro il fascismo quando cercava di chiudere le Camere del Lavoro. Non siamo un orpello inconsistente che non vale nulla.”

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