Da lunedì niente servizi per il cimitero

Leo Spada

Cinque mesi fa, grazie ad una delibera di marzo dell’ex Commissario Prefettizio, Rossana Riflesso, Leo Spada riuscì a procedere ad una gara per affidare i servizi cimiteriali ad una cooperativa di tipo B per un periodo di cinque mesi,. Prima di allora, il cimiterio giaceva in uno stato di completo abbandono. Si trattava naturalmente di un bando provvisorio, che avrebbe avuto anche lo scopo di comprendere l’efficacia di una simile azione. Riscontrati visibilmente dei risultati positivi, l’Amministrazione pensò bene di procedere ad una nuova gara di appalto, che avrebbe però  previsto un periodo di servizi di gran lunga più esteso. Furono affidate all’ufficio tecnico di competenza, quello dei lavori pubblici, le procedure per istruire il nuovo bando, con un lasso di tempo molto ampio per lavorarci su, poco meno di cinque mesi. Tuttavia, trascorso questo periodo, il delegato ai servizi cimiteriali Leo Spada ci riferisce che proprio l’ufficio tecnico non sarebbe riuscito a fare il nuovo bando e che, proprio per questo, a partire da lunedì prossimo, non ci sarà nessuno ad occuparsi del cimitero. L’ufficio tecnico si sarebbe giustificato – sempre secondo quanto riportato da Spada – affermando di non avrebbe fatto in tempo, che se ne sarebbe addirittura dimenticato.

E ci sarebbe dell’altro. Leo Spada ci racconta che da ottobre, da quando è scaduta la manutenzione elettrica, lo stesso ufficio tecnico non ha mai voluto procedere ad un nuovo bando di gara, anzi “il funzionario dei lavori pubblici avrebbe volutamente detto di non volerlo fare, promettendo di trovare un’altra soluzione, che allo stato attuale ancora non c’è. Ci sono lotti interi senza luce e circa duecento lampade votive fulminate e non si sa per quanto tempo dovranno restare così” – aggiunge Spada, sempre più indignato.

A queste mancanze, si aggiungerebbero anche tutti quei lavori per cui, una volta dati gli indirizzi politici da parte dell’amministrazione, non si riesce a capire come mai neanche la progettazione sia stata data in affidamento. “È tutto fermo, seppure gli indirizzi politici siano stati dati da tutti”.

Ci sarebbero anche dei mezzi in dotazione all’ufficio tecnico, che pare non possano essere messi su strada perché sprovvisti di assicurazione.  E anche in questo caso insorge Spada: “Come mai da maggio non riusciamo ancora a mettere su strada questi mezzi? Ma è così difficile fare l’assicurazione? Credo che siamo arrivati al limite. Chi sbaglia si deve assumere le responsabilità degli errori commessi perché non è giusto che debbano sempre ricadere sul cittadino. Noi l’impegno lo stiamo vedendo, ma non ci sono i risultati. Resta il fatto che l’ufficio tecnico è stato, è e continuerà ad essere il neo del Comune di Turi”.

L’indirizzo politico, dunque, sarebbe stato dato. “È la macchina amministrativa che è inceppata da qualche parte e non si riesce a sbloccare”.

Anche con l’ufficio tecnico che si occupa di urbanistica sarebbero sorti problemi: “Non si riescono a dare più concessioni edilizie, bloccando in questo modo la riscossione degli oneri di urbanizzazione e obbligando l’amministrazione ad aumentare i tributi. Il responsabile dell’ urbanistica trova le norme che vietano le cose e non quelle che le agevolano. Anziché trovare le soluzioni, trova i problemi. Siamo fermi anche qui. Ma dove vogliamo arrivare? È arrivato il momento che i funzionari diano conto del loro operato. È ovvio che non ne faccio di tutta l’erba un fascio. Ci sono moltissime persone che lavorano e fanno molto di più di quanto dovrebbe. Sicuramente l’ufficio tecnico lavora, ma non garantisce quello che dovrebbe garantire. Troppo lavoro dichiarato, poche cose realizzate”.