Domenica 17 Novembre 2019
   
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Il ricorso di Tateo? Pienamente Infondato

Antonio Tateo 2

Il Tar sul ricorso proposto da Tateo Antonio e Santamaria Michele contro l'attuale governo cittadino per ottenere l'annullamento del provvedimento di ammissione alla competizione elettorale della lista “Impegno Comune per Turi” e la relativa proclamazione alla carica di Sindaco del sig. Coppi Domenico e dei candidati proclamati eletti nella stessa lista; Le ragioni del ricorso, secondo Tateo, sono tutte riconducibili alla asserita irritualità dei metodi di raccolta delle firme di presentazione della lista relativamente ad innumerevoli sottoscrizioni senza indicazione di un qualunque documento. Altre sottoscrizioni sarebbero state autenticate indicando quale documento di identificazione il codice fiscale privo di fotografia ovvero non specificando il documento esibito per la identificazione; L'atra viloazione, sempre secondo Tateo, sarebbe da attribuirsi alla quinta Sottocommissione Elettorale Circondariale di Casamassima poichè il consigliere De Leonardis non ricoprirebbe più la carica di consigliere provinciale, essendo state le funzioni del consiglio provinciale attribuite al presidente della provincia. Il Collegio del Tar ha ritenuto il ricorso infondato. Recita la sentenza: " Invero, quanto al primo motivo di ricorso fondato sull’asserita mancanza di un numero sufficiente di firme validamente autenticate, lo stesso va disatteso. Secondo la prospettazione di parte ricorrente le sottoscrizioni sarebbero non conformi alle regole solo perché nello spazio riservato alla indicazione degli estremi del documento di identificazione poteva rilevarsi la mera indicazione a volte di una serie di codici fiscali, a volte di una serie di meri numeri senza specificazione di un qualche documento a cui detti numeri si riferiscono. Tuttavia, diversamente da quanto sostenuto dai deducenti, la legge (art. 21 d.p.r. n. 445/2000) non attribuisce alcuna rilevanza alla eventuale annotazione degli estremi del documento di identificazione del sottoscrittore, essendo sufficiente che dall’attestazione del pubblico ufficiale autenticante risulti, sotto la sua responsabilità, che si è provveduto al preventivo accertamento dell’identità del sottoscrittore in un modo consentito dalla legge. Come sottolineato da T.A.R. Campania, Napoli, Sez. II 3 gennaio 2012, n. 7: «… è utile ricordare che secondo l’art. 21, comma 2, del d.P.R. 28.12.2000, n. 445 “l’autenticazione è redatta di seguito alla sottoscrizione e il pubblico ufficiale, che autentica, attesta che la sottoscrizione è stata apposta in sua presenza, previo accertamento dell’identità del dichiarante, indicando le modalità di identificazione, la data ed il luogo di autenticazione, il proprio nome, cognome e la qualifica rivestita, nonché apponendo la propria firma e il timbro dell’ufficio”. Sotto il profilo sostanziale è, quindi, essenziale il corretto accertamento della identità della persona che sottoscrive (fase accertativa): che può avvenire o per conoscenza diretta o sulla base di un documento identificativo del sottoscrittore. Sotto il profilo formale (fase certificativa) la correttezza del riconoscimento è attestata, in particolare, dalla descrizione sintetica di modalità identificative utili ad evidenziare il rispetto di dette garanzie. …».  In definitiva, l’indicazione, da parte del consigliere autenticante De Leonardis, del codice del documento di identità (relativamente a talune sottoscrizioni) senza specificazione dell’autorità rilasciante e della data di rilascio può essere considerata una sufficiente indicazione della modalità di identificazione dei sottoscrittori. In ogni caso, su 174 sottoscrizioni raccolte (numero di gran lunga superiore rispetto al minimo previsto dalle vigenti disposizioni di legge pari a 100) per la lista “Impegno Comune per Turi”, soltanto un piccolo numero presenta le carenze riscontrate da parte ricorrente, comunque non sufficiente ad inficiare la validità delle operazioni. Il quadro normativo esaminato deve essere coordinato con la disposizione di cui all’art. 1, comma 14 legge n. 56/2014 in forza della quale “… il presidente della provincia e la giunta provinciale, in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, restano in carica, a titolo gratuito, fino al 31 dicembre 2014 per l’ordinaria amministrazione …; il presidente assume fino a tale data anche le funzioni del consiglio provinciale.” In conclusione, non sarebbe ragionevole ipotizzare una diversità di trattamento, peraltro in contrasto con il citato principio di continuità dell’azione amministrativa, tra le città metropolitane (tra cui quella di Bari) e le nuove Province “non metropolitane” con particolare riferimento alla conservazione dei poteri esercitati dai vecchi consiglieri provinciali sino alla scadenza naturale del mandato. Ne consegue che nel caso di specie i precedenti Consiglieri (tra cui il De Leonardis) erano pienamente legittimati, sino al giugno 2014 (essendo intervenuta la proclamazione degli eletti in data 29.6.2009 e la convalida degli stessi con deliberazione consiliare n. 1 del 10.7.2009), ad esercitare le proprie funzioni, tra cui quella di autenticazione di cui all’art. 14 legge n. 53/1990 (e successive modificazioni ed integrazioni). In considerazione della natura e della peculiarità della presente controversia, nonché della qualità delle parti, sussistono gravi ed eccezionali ragioni di equità per compensare le spese di giudizio.

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