Sabato 18 Novembre 2017
   
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Inizia il Consiglio... ma regolamento a parte, Tundo deve parlare

Menino Coppi

L’addetto accende i microfoni, qualche buon cittadino prende posto tra le prime file, i consiglieri si accomodano, infine entrano il Sindaco, il Vicesindaco e il Segretario. Si fa l’appello e si dà inizio ai lavori. Eppure qualche nostalgico patriota si accorge che tra assenti e ritardatari, manca un grande protagonista: l’Inno di Mameli. Niente, neppure un accenno. Sarà che vista la grande loquacità dei nostri eletti, qualcuno abbia pensato bene che forse sarebbe meglio risparmiare del tempo prezioso, dato che si parla di tasse, un argomento che richiede tutta l’attenzione possibile da parte di maggioranza ed opposizione. In questo senso si volge il preambolo del Sindaco, il quale apre la seduta leggendo alcuni articoli del regolamento riguardante i consigli comunali, approvato nel 2007 dall’Amministrazione Gigantelli. Secondo questo documento, il sindaco può dare luogo all’inizio dell’adunanza a comunicazioni su cui non si dà luogo ad alcun dibattito; inoltre, quanto riguarda la presentazione di interpellanze o interrogazioni, queste vanno presentate al sindaco per iscritto e firmate. Coppi precisa: “Nel precedente consiglio si è discusso per più di due ore delle cosiddette comunicazioni. Dico questo non per bloccare il dibattito ma semplicemente perché dobbiamo attenerci al regolamento. Credo che oggi abbiamo cose importanti all’ordine del giorno di cui si può benissimo spaziare e dibattere”.

Tuttavia ad aver fatto i compiti a casa non è stato solo il Sindaco, ma anche il consigliere Sandro Laera, il quale anche lui, con regolamento alla mano, non si lascia sfuggire l’occasione per controbattere e per togliersi due sassolini dalla scarpa: “Ha fatto bene a ricordarci gli articoli del regolamento del consiglio comunale. Devo anche ricordare che il regolamento prevede che le comunicazioni debbano anche ricevere una risposta per iscritto o in consiglio comunale”. Il capogruppo di opposizione lamenta, infatti la mancata risposta ad una comunicazione fatta per iscritto, nonostante siano passati i trenta giorni che il regolamento prevede per rispondere. Altra questione di monito, sarebbero i tempi ristretti e i ritardi con cui si riceve la documentazione da studiare per il consiglio, per cui Laera fa appello all’art. 15 dello stesso regolamento che parlerebbe del diritto di iniziativa, un diritto a quanto pare leso secondo il consigliere di opposizione: “Era stato deciso nella riunione dei capigruppo di mercoledì 24 settembre di avere la possibilità di presentare emendamenti entro le 13.30 del venerdì successivo” una “gentile proroga” sottolinea ironicamente il capogruppo. Stando a quanto riferisce in sala consigliare, la documentazione non sarebbe stata garantita nel pomeriggio del giorno successivo, come stabilito, e, data la corposità degli argomenti, i tempi a disposizione per leggere e verificare sarebbero stati ristrettissimi.

Interviene il Sindaco, il quale rassicura Laera e l’opposizione: “Da questo punto di vista cercheremo di migliorare. Non vogliamo ledere i diritti di nessuno”.

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