Sabato 23 Novembre 2019
   
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Condivisi i passi della maggioanza

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C'è chi ritiene che improntare l'attività politica al raggiungimento della massima giustizia sociale possibile significhi null'altro che condurre mere battaglie ideologiche o, peggio, vendere sogni alla cittadinanza (come insegna il consigliere neo-indipendente Birardi).

Per noi così non è: il nostro impegno in Consiglio comunale ci spinge a cercare di distribuire le ricchezze in modo che tutti paghino le tasse (secondo un criterio di progressività, per cui chi più ha, più deve dare) e che tutti, a fronte di tale dazione, possano riceverne beneficio in termini di servizi (si pensi, ad esempio, all'istruzione).

Ecco spiegata la nostra quasi nauseante insistenza nel fornire un’impronta sociale al bilancio comunale e la nostra caparbietà nel richiedere un aumento delle aliquote IMU sulle seconde abitazioni; l'accoglimento di tale richiesta da parte del Consiglio comunale avrebbe fatto sì che i proprietari di patrimoni immobiliari (locati e non), pagando un importo superiore di IMU, avrebbero aiutato ad abbassare la pressione fiscale che grava su chi vive con un dignitoso (ma non altissimo) stipendio e che, del resto, rappresenta la grande maggioranza della popolazione turese . 

Ecco, dunque, che, partendo dall'IMU, si giunge a parlare di addizionale comunale IRPEF, argomento dello scorso consiglio comunale. Abbiamo condiviso il piccolo passo in avanti compiuto dalla maggioranza, che ha introdotto la soglia di esenzione di 10.000 € sui redditi imponibili, ma non possiamo nascondere il nostro disappunto circa il fatto che, ancora una volta, non si sia rispettata la giusta suddivisione delle ricchezze. 

Si pensi a quanto accaduto l'anno scorso: la stessa maggioranza, in virtù del tanto decantato senso di responsabilità (che va molto di moda in questi ultimi tempi), decise di aumentare del doppio l’addizionale comunale (passando dallo 0,4% allo 0,8%), chiudendo il bilancio comunale in estrema serenità, tanto da ottenere un importante avanzo di amministrazione.

Anche alla luce di tale esperienza, nell'ultimo Consiglio abbiamo chiesto che si andasse verso una diminuzione dell’addizionale, applicando, oltre alla soglia di esenzione, anche una rimodulazione dell’aliquota in base agli scaglioni IRPEF.

La nostra richiesta avrebbe portato sicuramente ad un mancato introito per le casse comunali di circa 220.000 € rispetto ai 739.069,29 € già incassati l’anno scorso,  ma avrebbe garantito giustizia sociale all'imposizione fiscale sui redditi. Ovviamente, la copertura del mancato introito avrebbe potuto essere ottenuta proprio dall’aumento dell’IMU sulle seconde abitazioni, sebbene la si potesse considerare già coperta, visto l'aumento già deliberato dell’aliquota IMU sugli immobili di categoria D (impianti fotovoltaici), stimato a circa 200.000 €.

Si consideri, da ultimo, che la proposta da noi avanzata avrebbe interessato l'intera popolazione turese, consentendo la reale progressività dell'imposizione fiscale e facilitando con aliquote più basse i redditi meno abbienti; si tratta di una circostanza non secondaria, posto che, al contrario, la pur meritoria esenzione disposta dalla maggioranza copre solo il 19% della popolazione turese, lasciando la restante parte gravata dall'aliquota massima.

Sinistra ecologia e libertà

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