Giovedì 21 Novembre 2019
   
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Il concorso nella scuola, tra propaganda e retorica

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Il governo Monti, tra tagli di diritti e tasse (ai più poveri), ha deciso, per mezzo del ministro Profumo, di speculare elettoralmente sulla scuola.

Il concorso cosi pomposamente annunciato, in realtà, più che un’occasione per i giovani,  di fatto serve esclusivamente a spostare il riflettore dalla politica finora seguita dal governo Monti (e dai precedenti) di riduzione delle cattedre, soprattutto sul sostegno e nel Sud, delle ore di lezione, dell'accorpamento degli istituti con sempre meno risorse.

Viene spacciato per una “iniziativa per lo sviluppo” quel che è  solo un  osso lanciato alle nuove generazioni dei lavoratori della conoscenza, già frammentate in branchi di abilitati di diverso tipo e sempre più divise da logiche di reclutamento poco chiare e sempre diverse.

Dietro l’inganno la realtà: ogni modifica alle modalità di assunzione crea effetti retroattivi  e si dimostra del tutto inefficace  se si tagliano le cattedre e si persevera con i contratti precari.

Essere contro questo concorso non significa essere contro i giovani.

E’ giusto e doveroso trovare spazi per inserire i tanti laureati che non hanno potuto accedere ai vecchi canali abilitanti. La scuola ha bisogno dei giovani. E i giovani hanno bisogno di lavoro, non di retorica o di spot elettorali.

Il dramma è che questo governo da una parte promuove una riforma delle pensioni che eleva i requisiti minimi ad un livello tale che si starà al lavoro fino a 70 anni, dall’altra, con una faccia tosta insopportabile, parla di inserimento dei giovani.

Lo spazio ai giovani nella scuola si genera  tagliando cattedre, riducendo le ore di scuola, aumentando il numero dei disabili per classe, riducendo gli insegnanti di sostegno. Lo spazio ai giovani si determina investendo, assorbendo i precari, qualificando la scuola, non deturpandola!

DIETRO QUESTO CONCORSO, UNA VERGOGNOSA OPERAZIONE DI MORTIFICAZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA. QUESTA E’ LA VERITA’

I docenti precari già esistono e sono più di 200.000: hanno vinto concorsi, hanno potenziato la propria professionalità con corsi di specializzazione (costosissimi) di livello universitario, contribuiscono già, con i loro contratti precari, al funzionamento del sistema scolastico.

Quando furono create le SISS si garantì  che l'accesso limitato si sarebbe basato sul calcolo delle necessità effettive di docenti delle regioni. Quella norma è stata totalmente disattesa.

Lo sviluppo vero sarebbe il ritorno a investimenti nelle risorse nella SCUOLA PUBBLICA e nell'aumento dei tempi della formazione!

Per questo il 21 e il 22 settembre Rifondazione Comunista manifesterà a fianco dei lavoratori precari della conoscenza, impegnandosi ad allargare il fronte della lotta contro il governo delle banche e della finanza, sostenuto da Pd, Pdl e Udc, che utilizza la crisi – nella scuola come altrove – per azzerare tutele e diritti e indebolire il ruolo dello Stato.

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