Turi non è il Feudo di nessuno

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Il gruppo “Turi Città Futura” attacca l’amministrazione comunale ribadendo che è impegnata solo: “in una corsa solitaria all’apparenza priva di contenuti”. Nico Catalano e Vito Notarnicola – consiglieri di opposizione - rispondendo alle nostre domande criticano pesantemente l’amministrazione comunale invitandoli a non considerare Turi come il proprio feudo, ma come un bene da salvaguardare.

L'amministrazione comunale ha appena festeggiato i sui primi 100 giorni; come giudica il suo operato?

L'amministrazione Resta mi sembra impegnata in una corsa solitaria all'apparenza priva di contenuti. Ad esempio, nell'ultima seduta consiliare (quella in cui si è approvato il bilancio di previsione) abbiamo assistito a tutta la tragicomica incapacità di effettuare una seria programmazione dei lavori pubblici, oltre  che  economica, finanziaria e di gestione del personale comunale (ad oggi, alla mancanza ormai consolidata del direttore di ragioneria, si è aggiunta anche quella del segretario generale); il tutto è evidenziato dalla mancata risoluzione delle problematiche che da sempre attanagliano la nostra cittadina.

Il Sindaco Resta ha scelto per la sua giunta molti uomini con poca esperienza, secondo lei l'attuale assetto riuscirà a durare o ci sarà bisogno di qualche ritocco?

Non è una questione di persone, di età anagrafica o di esperienza, si tratta piuttosto di impegno e di studio: il nostro paese non merita lo spettacolo indecoroso di assessori ai lavori pubblici o all'urbanistica che presentano, nell'ambito del "Piano triennale dei lavori pubblici", delle proposte che sembrano niente di più che un semplice "concorso di idee". In questi primi mesi, hanno dimostrato totale mancanza di nozioni sul ruolo che ricoprono ed assenza di programmazione, con un'inutile sottrazione di risorse ai servizi elementari per i cittadini. Ritengo, inoltre, che sarebbe opportuna una rimodulazione delle deleghe assessorili, in quanto sono troppe le deleghe vitali per la nostra cittadina assegnate ad di fuori dalla giunta, ad esempio, polizia municipale e viabilità, bilancio, tributi e finanze, diritto allo studio; quest'ultima delega, in particolare, necessità di impegno quotidiano (ricordo che chi era con me in giunta, quando ho ricoperto il ruolo di assessore, lavorava in tal senso anche a Ferragosto).

Come giudica l'estate turese? L'amministrazione è stata in grado di soddisfare le richieste della popolazione?

L'estate turese è stata organizzata soprattutto grazie al contributo delle varie associazioni, mentre l'amministrazione non ha svolto alcun ruolo di indirizzo politico: abbiamo assistito infatti ad un susseguirsi di iniziative, le più svariate e distanti tra loro, prive di un filo conduttore, tranne forse quello della logica  del contentino "clientelare"; in un'era di forte competitività globale, un'amministrazione deve puntare ad una seria programmazione di differenzazione del nostro territorio; si dovrebbe, ad esempio, sfruttare le enormi potenzialità della nostra agricoltura, esaltandone le tipicità ed abbinandole alla cultura, alle tradizioni ed alle bellezze artistiche ed architettoniche del nostro centro storico, in un'ottica multifunzionale del comparto agricolo. Per realizzare tale obiettivo, occorre avere le idee chiare su cosa fare di questo territorio, evitando cantieri perenni, come lo scempio di Largo Pozzi, che provocano costi inutili e disagi per la popolazione. Iniziative come quella della finale di Miss Italia, specie se sostenute con denaro pubblico, oltre a non portare alcun beneficio, male si sposano con questi intenti, dimostrano, anzi, un'arretratezza culturale da "Italietta degli anni 50".

Pensando al Comune: cosa pensa dovrebbe fare la giunta nei prossimi mesi? Quali sono le priorità per il nostro paese?

Mi auguro, parafrasando Tommaso Fiore, di avere una giunta di formiche e non una giunta di cicale; l'auspicio è che l'amministrazione pensi seriamente alla riduzione della spesa pubblica, magari monitorando i settori amministrativi comunali, riducendoli da 5 a 3. Si dovrebbe avere il coraggio di attuare politiche fiscali che tassino anche le rendite e la ricchezza di fondo ( seconde case, rustici, suoli) e non penalizzino solo i ceti deboli (come già ha fatto la Giunta Resta). Va risolta seriamente l'annosa questione urbanistica e va pensato al nostro territorio, in un'ottica di valorizzazione dello stesso e delle sue risorse agricole e manifatturiere. L'amministrazione deve adottare, nell'ambito dei lavori pubblici, un'ottica di risparmio e non di spese insensate, deve attuare una seria ricognizione degli immobili comunali,non deve più perdere finanziamenti regionali per la manutenzione degli impianti sportivi (come è accaduto nel mese di luglio), deve essere attenta ai servizi per le fasce deboli della popolazione, senza dimenticare i piccoli problemi quotidiani, come la necessità di una costante manutenzione e pulizia del verde pubblico, delle strade e dei marciapiedi. Il nostro paese necessita di una giunta e di un sindaco che considerino Turi, non come il proprio feudo, ma come un bene comune da salvaguardare.

In questi 3 mesi il consiglio ha approvato il bilancio; cosa ne pensa?

Il bilancio economico previsionale da poco approvato appare in continuità rispetto a quanto realizzato dalla scorsa amministrazione. L’attuale maggioranza ha ereditato un avanzo di amministrazione consistente e con una semplice e scontata azione (raddoppio dell’addizionale comunale Irpef ed il 12.5% in più sulla  tarsu), a fronte di meno entrate dal governo centrale, ha chiuso l’esercizio di previsione. In realtà, comporre un bilancio di previsione significa tradurre in numeri il programma politico da espletare nel corso del proprio mandato. Tutto questo non si evince dalla lettura del bilancio. L'amministrazione Resta non ha avuto il coraggio necessario per tassare le seconde abitazioni (proponendo, ad esempio, una mini patrimoniale) e non è stata sensibile nel salvaguardare i redditi minimi per quanto riguarda l’addizionale Irpef comunale che coinvolgerà tutti i cittadini con un reddito superiore a 7500 euro ( con buona pace di chi perde il posto di lavoro e cerca di mantenere l'intera famiglia con i soli ammortizzatori sociali). Sul piano delle opere pubbliche, è stato preventivato ciò che era stato appaltato negli anni precedenti, così come è stato riproposto un recupero all’evasione identico a quello già consuntivato per il 2011. È un bilancio da bocciare, perché non rispecchia le esigenze dei cittadini che, in un contesto sociale già difficile, non solo fanno fatica a giungere alla fine del mese, ma si trovano altresì a pagare tasse raddoppiate.