LA TRAMA DEL FILM "CAOS CALMO"

La satira di occhiosalato

rivisitata e… scorretta

La vita di Vincenzino Vincenzelli viene sconvolta dall’allontanamento  improvviso ( ma da lui stesso voluto) della sua addetta (a-scritta, ap-parlata, a-riprenditi, a… a…a…assessore cercasi!) alla cultura, alla pubblica d’istruzione, alla scuola  e allo scuola-bus,  Dinina Spadelli. Ad aggiungere sgomento al dolore per l’allontanamento della mai tanto amata superdoctor-essa  c’è anche il fatto che, al momento dell’abbandono, Vincenzino,  insieme al fratello di partito Michelino Boccardelli, sta cercando di salvare ( non riuscendovi?)  la vita alla legislatura e a se stesso. Temendo che la figlia adottiva Domenichella  possa soffrire per questo allontanamento della Dinina, le cerca di stare vicino per non farla tanto patire. Ma non ne soffre né lui né tantomeno lei. Tuttavia, una insolita,  inaspettata, apparente calma  lo porta ad osservare il mondo (cioè via xx settembre e piazza SilviOrlandi)  dalla finestra della sala consiliare dove si rifugia, giorno dopo giorno, ad attendere sua figlia all'uscita dal bar-antica-caffetteria di-difronte, insieme all’amica disGiunta conGiunta agGiunta, Teresina Deflorelli(na) e a volte in compagnia del come-è-andante ( anzi più-che-andante…) Michelino Cassanelli(no). In questo suo stato di “Caos calmo”, Vincenzino resta fermo, resta immobile, resta impassibile, resta-tina e inizia a rendersi conto che chi gli sta accanto, invece di dargli consolazione, riversa su di lui angosce e problemi. C’è Vitino Totarelli, soprannominato “ho inventato io lo sport”, che aspira ( ma da quanti anni  aspira-respira-cospira-ispira? E non si è ancora stancato?) alla poltrona  dello sport, c’è il principe Pierino Palascianelli ( detto “ da quando sto io nella maggioranza non ci succede una cosa buona”…) che non vorrebbe ma vorrebbe, non sa manco lui cosa. C’è Modestino Cazzettelli ( che parla tanto ed è soprannominato  “il  Perniolà della maggioranza”) che aspira alle faccende agricole e anche a quelle domestiche. C’è Teresina Deflorelli(na) che è contro ogni rimpasto perché lei sta bene dove sta. Ha trovato il giocattolo preferito e … guai a toglierglielo! E poi Franchino D’Addabbelli che sa tutto di costruzioni, cemento, calcestruzzo e pretende l’ urbanistica, Peppino  Denovelli(no)  che giammai  si occuperebbe di Bilancino e Paolino Ro-tundelli che sbraita, prega e va in giro seduto alla poltrona. Per non parlare di Giacomino Valentinelli, l’uomo dai mille Pistacchi. E che dire di Pinino Carenzelli, l’uomo dalle tante idee e dai tanti  falchetti-anti-colombi. Nonostante tutto, Vincenzino Vincenzelli sopporta tutto e tutti anche le letterine  ai giornali e gli improperi di Vitino Lenatelli. Non riesce a decidere e stiamo con la giunta al freddo al gelo a zero(gradi e a zero di gradimento), mentre lui seduto immobile ad una panchina della villa pensa che i suoi assessori non lo meritano. E, fra decidere e non decidere, in attesa del 4 marzo,  sceglie di andare a… casa.