GIGANTELLI RITENTA CON IL SETTIMO ASSESSORATO?

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Che succede in Comune in questi giorni? Il sindaco Gigantelli non doveva, secondo gli esperti di politica nostrana, andare a casa con tutta la sua maggioranza? E Tundo non doveva puntare i piedi se non avesse avuto la carica di vice-sindaco? Niente di tutto ciò. Tutto fermo. In stand-by. In attesa forse che Tundo, prima o poi,  si convinca che la carica di vice-sindaco non valga certo una caduta dell’Amministrazione Gigantelli.

Il fatto è che questo aspettare assomiglia ad un lento e triste stillicidio e, ahimè ahinoi, questo ping pong farcito di noia, questo cosiddetto gioco delle deleghe fanno sì che ci si dimentichi che si sta in Comune anche (o soprattutto?) per amministrare.

E poi tanti, troppi errori commessi dal Sindaco. Con o senza fortuna, nella buona e nella cattiva sorte. Un esempio per tutti: Giacomo Valentini, già privato dell’assessorato all’agricoltura, si è visto negare anche la delega al ‘verde pubblico’, dopo aver potato e ‘pulito’ tutti gli spazi verdi. E intanto si va avanti ‘a pìcche e a ripicche’ e a ‘lìsce, ribùss e liscebbùss.’ Fino a quando? Finchè il sindaco abbia un’idea. E sembra che (era ora!) l’idea ce l’abbia e si sia illuminato il volto di Gigantelli.

Pare che al sindaco stia venendo l’dea di ributtare nella mischia  l’assessore con la ‘A’ maiuscola, Antonio Tateo, se Tundo dovesse finire per mettersi, sua sponte, fuori dalla giunta. In quel caso potrebbe entrare anche un altro: il settimo assessore. E  avrebbe le sembianze di Modesto Cazzetta.