Mercoledì 24 Luglio 2019
   
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DOMENICO CAPUTO: BASTA FALSE PROMESSE

Domenico-Caputo

dcaputo“Il mio sogno da politico è quello di non avere nessuna persona, nessun ragazzo, genitore, madre che mi venga a chiedere un posto di lavoro. Una cosa mortificante, capita a me come a tutti quelli che fanno attività politica.”. Domenico Caputo, consigliere regionale uscente e candidato con il partito di Sinistra Ecologia e Libertà (Sel) di Vendola presidente, vorrebbe concentrare l’azione politica sulla questione lavoro e formazione. Caputo è convinto che molti candidati rimpinzano nel calderone delle promesse elettorali false speranze agli elettori. I discorsi si fanno più stereotipati e si rischia di giocare con le sofferenze altrui. Una convinzione da smontare assolutamente per educare a un voto utile e consapevole.

 

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“Io non sono capace di assumere impegni di questo tipo. Posso dire che mi impegnerò affinché col mio piccolo contributo si mettano in moto meccanismi di sviluppo. Gli elettori dovrebbero diffidare dalle facili promesse di occupazione. E’ vero, la domanda di lavoro e la pressione su politici è notevole, ma con le promesse classiche di posti di lavoro si rischia di prendere in giro la gente. Io dico invece che bisogna impegnarsi affinché ci siano condizioni di sviluppo. Il lavoro è frutto dell’impegno degli uomini e delle istituzioni. Dobbiamo creare un clima di fiducia intorno alla nuova amministrazione Vendola. Una scommessa importante anche per tutte quella aziende che hanno la testa altrove, fuori dalla Puglia. La Bosh, Getrag, l’Ilva sono grandi sistemi industriali e possono scommettere di stare qui se innanzitutto, ci crediamo noi. Serve un clima di fiducia per poter creare un circolo virtuoso”.

Cosa ha imparato da questa sua breve esperienza da consigliere regionale?

“Questi sei mesi di apprendistato mi hanno reso consapevole, forse grazie anche alle capacità professionali, la complessità della macchina amministrativa regionale e la grande incisività della Regione, che è vista probabilmente dai cittadini come un ente molto più lontano rispetto alla reale capacità di incidenza che ha sul territorio, sul nostro comportamento. Ormai la Regione decide quasi su tutte le materie. La vita della comunità regionale dipende dall’intervento della Regione che è una macchina ancora complessa. Secondo me non siamo molto consapevoli, perché la Regione viene vista più lontana fisicamente. L’ente regionale ha un problema di fondo: non è ancora adeguato nella struttura e nella organizzazione alle nuove esigenze e competenze degli ultimi dodici anni. Un’operazione fatta con intelligenza dalla giunta Vendola è stata quella di riordinare i dipartimenti. Ora bisogna fare sistema come per esempio per le grandi infrastrutture, le aree portuali dove non arrivano i container e non abbiamo possibilità di fare stoccaggio, perché manca la viabilità. Bisogna attrezzarsi anche per un collegamento ferroviario. Bisogna rimodulare questi contenitori di programmazione della spesa. Preferisco spendere così, piuttosto che investire su dieci campanili, per esempio. La politica non si deve far prendere dalla mano delle pressioni del territorio. Altro esempio sono i consorzi: bisogna superare quella logica di campanile. Noi abbiamo i sistemi turistici locali, o integrati, oppure di filiera. Se gli enti locali o soggetti privati, imprese fossero in condizioni di poter programmare interventi mirati sul territorio e aree più vaste, un esempio sono gli itinerari turistici culturali del Sud Est Barese: mare a Monopoli e Polignano, grotte a Castellana, trulli ad Alberobello. Bisogna immaginare cose che abbiano un riflesso su tutto il territorio. Dobbiamo collegare gli aiuti che abbiamo dato con i bollenti spiriti con la capacità di mettere in campo l’imprenditoria reale sul territorio. Questa è la grande scommessa.

Che pensa di Rocco Palese e Adriana Poli Bortone?

“Credo che la Poli Bortone sia perfettamente consapevole che non potrà diventare presidente della regione. La battaglia della Poli è tutta interna all’interno degli squilibri del centrodestra pugliese. Probabilmente valuta che Vendola abbia più chance di vittoria di Palese, quindi in caso di sconfitta non è improbabile che arrivi all’interno del centrodestra pugliese una sorta di resa dei conti, ad esempio tra lei, Fitto e Mantovano. Palese che è un ottimo consigliere regionale, ho avuto modo di apprezzarlo come capogruppo dell’opposizione, però è proprio questo profilo funzionariale, burocrate, che non gli consente di fare il salto di qualità. Oggi il presidente della regione non è soltanto l’ottimo burocrate deve avere una capacità di rappresentanza anche esterna alla regione, sia nel contesto nazionale ma anche nei rapporti con Bruxelles e l’Europa. Non è sufficiente saper fare bene il consigliere regionale o conoscere la macchina amministrativa, se non hai una capacità di rappresentanza politica, che onestamente Rocco Palese non ha. Non è soltanto un problema dialettico. Diciamo che Vendola è formidabile, ha una innata capacità di entrare nel cuore dell’interlocutore. “.

Perché ha scelto Sel con Vendola?

“Ho scelto Sinistra Ecologia e Libertà perché credo che il presidente realmente interpreti una sinistra che più assomiglia a quella di stampo europeo. Immaginate Vendola in Francia; lì sarebbe un leader socialista. L’ho paragonato al sindaco di Parigi Delanoe che è uno dei candidati possibili alla presidenza della Repubblica d’oltralpe. La mia scommessa politica è quella di contaminare da socialista che sono, questo percorso di Vendola al punto tale che lui assuma la veste di leader di una sinistra moderna, europea, socialista, laburista, in grado di proporsi poi al governo del paese.”.

Ci sembra di capire che il suo ambito di riferimento è il lavoro e la professione. Qual è il suo impegno alla regione nello specifico?

“Vorrei proporre una forte innovazione per quanto riguarda il sistema della formazione professionale. Noi dovremmo passare da un mercato del lavoro a un sistema del lavoro. I giovani, dopo l’università o la scuola superiore, devono poter entrare in un sistema lavoro di formazione permanente che consenta loro di avere un reddito minimo, anticipando il welfare, il sostegno prima che arrivino le patologie: cassa integrazione, disoccupazione. Anziché spendere soldi dopo, iniziamo ad anticipare questo sostegno, diamo un reddito minimo ai giovani. Oggi invece abbiamo la concezione della formazione, dell’apprendistato legato a modelli tradizionali. Al contrario, cesserebbe questo sistema di protezione. Anticipare le patologie potrebbe essere una bella scommessa da parte mia, e della vecchia amministrazione che ha già mosso i primi passi, seppur in maniera disordinata. “.

Quanto rischia la Puglia sul nucleare?

“Il rischio che la Puglia possa essere sede di centrali nucleari o peggio di depositi, perché qui c’è un problema di depositi delle scorie, aumenta nel momento in cui non vi è una regione in contrasto con gli orientamenti nazionali. Abbiamo un orientamento nazionale guidato da Berlusconi e Bossi che ritiene di dover ritornare al nucleare. Se tutta l’Italia fosse virtuosa come è stata la Puglia probabilmente avremo molto meno bisogno del nucleare. La Puglia produce energia più di quanta ne consuma, e la vendiamo addirittura alle altre regioni. Ritengo che una regione guidata dal centrodestra,ora, potrebbe essere più indotta a subire passivamente le indicazioni nazionali”.



Commenti  

 
mixer
#1 mixer 2010-03-06 14:07
Complimenti per la scelta.
Le auguro successo elettorale:-*
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