IL PRIMO MESE DEGLI ESPONENTI DELLA NUOVA GIUNTA

OCCHIOSALATO_SATIRA

Settimo e ultimo rimpasto. Dopo c’è il vuoto, il baratro, l’uomo nero, il commissario prefettizio che tutti temono ma tutti sanno che il suo arrivo è solo rimandato. Ma dall’ultimo rimpasto cosa è cambiato? Che novità ci sono in Comune? Scriviamo due parole sui componenti della Giunta (Franco D’Addabbo compreso), su come si sono mossi, su come sono rimasti fermi. Lunedì prossimo ci soffermeremo su tutti gli altri esponenti del Consiglio comunale.

Iniziamo dal sindaco Vincenzo Gigantelli. Rivolto ai suoi ha detto (come ha fatto sempre dopo ogni rimpasto): “Stavolta è vero, dobbiamo lavorare, applicarci, dedicarci seriamente e dobbiamo arrivare a fine MANDATO. Sperando che non ci mandino (o ci auto-mandiamo) a casa prima…”

Passiamo al vice-sindaco. Quale dei due? Parliamo dell’ ex vice sindaco Franco D’Addabbo che però è (in pectore) il vero vice con Tundo vice-del-vice. Franco fa esattamente ciò che faceva prima, ma anche di più, dato che fa ciò che dovrebbe fare Tundo ma che, per inesperienza, non fa. Soprannominato ‘il professore’ perché si è scoperto  insegnante di politica. I suoi alunni sono i ragazzi del Pdl ai quali pare abbia detto: ‘Farò un bel lavoro solo se vi insegnerò a non essere come me’. Famoso il suo detto: ‘Più che sentire, dovete ascoltare’. Ci trova d’accordo: a forza di sentire solamente si rischia di diventare Nico(la) De Grisantis.

E siamo all’altro vice-sindaco: Paolo Tundo. Chi l’ha visto assicura porti la fascia tricolore da sotto la camicia. Quando serve mette l’altra da sopra. È il vice-sindaco più ‘fasciato’ che esista. L’uomo delle fasce ha detto sì. L’uomo che ci rappresenterà nei paesi vicini. Sguardo fiero. Mente lucida. A volte usata dai suoi colleghi come… specchio.

Modesto Cazzetta. Dicono di lui che pare abbia detto che, se può fare il candidato-sindaco D’Addabbo, “figuriamoci se non lo posso fare io.” Modestamente. Quindi Cazzetta a sindaco? Peccato non possieda le parole per tenere un comizio. Per il momento è meglio che si accontenti di fare l’assessore.

Vito Totaro. La cosiddetta ‘ruota di scorta’ delle Amministrazioni. Arriva per ultimo, occupa i posti e, nel caso, li fa cadere. Portatore sano di iella purissima. Il Marco Masini delle Giunte. Avrebbe voluto tanto, lo sport e campo sportivo. Si deve accontentare del cimitero... Via xx settembre pre-Vitototaro: tante auto ma si riusciva a transitare. Periodo post-Vitototaro: si formano ingorghi, e che ingorghi! Collabora attivamente nel creare il maxi-ingorgo l’autovettura del neo vice-sindaco Tundo.

Antonio Tateo. Avremmo non voluto scrivere di Tateo (trattasi di antipatia… reciproca) ma che volete fare, ci tocca! E lo facciamo. Famosa la sua frase dopo il sesto rimpasto: ‘ho chiuso con la politica’, ma va subito a spalancare tutte le porte, comprese le finestre. E si fa trovare pronto quando il suo Enzo Giga lo chiama a sé. La mansione è in codice Giga: AENN (Assessore Esterno Non Necessario). E ora ci aspettiamo che ingolfi lo spazio della posta in arrivo con commenti poco entusiasti. Scontato.

Giacomo Valentini. La ‘ciliegia’ è finalmente tutta mia. E si dedica alla raccolta dei suoi prodotti preferiti tipici di Turi: porcini, pistacchi, cipolle di Tropea. La sera che precede il settimo rimpasto dichiara di essere ancora indeciso se accettare o meno l’entrata in Giunta. Si scopre poi che aveva deciso già dal rimpasto precedente.

Gianfranco D’Autilia. Intoccabile. Intelligente. Integro e di sana e robusta costituzione. Individualista. Ispanico. Istrionico quanto basta. Istaminico. Inimitabile. Inarrivabile. Inestimabile. Inaccessibile. Ispido. Intangibile. Ieratico. Idv.


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terdeflor