QUANDO IL CITTADINO SI SOSTITUISCE ALLA POLITICA

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Riceviamo e pubblichiamo.


 

Anche quest’anno, nel mese di agosto, i cittadini turesi sono stati invitati a sottoscrivere due petizioni popolari: una riguardante la strada di collegamento di via Rutigliano con via Ginestre, l’altra concernente l’eventuale abbattimento di alcuni alberi presenti da decenni lungo la via che porta alla Città dell’uva regina.

In entrambi i casi, il cittadino chiede alla “politica“ (cioè agli amministratori pubblici preposti a fare della bella politica) di occuparsi di alcune problematiche del vivere quotidiano della comunità amministrata nella speranza che vengano rispettate le norme innanzitutto da quanti le promanano (organi ed uffici comunali) e che sia onorata la bandiera dell’interesse generale molto spesso “presa d’assalto“ in primo luogo dai politici stessi.

Secondo il Devoto–Oli per petizione s’intende “la richiesta rivolta per iscritto alle autorità pubbliche perché adottino provvedimenti legislativi o per esporre comuni necessità“.

Il ricorso all’istituto della petizione, quindi, in una situazione di normalità amministrativa e politica, dovrebbe essere eccezionale poiché gli eletti dovrebbero essere in grado di interpretare i cambiamenti e le esigenze provenienti dalla società. In caso contrario, il cittadino “stimola“ gli amministratori pubblici con questo strumento previsto dalla nostra Costituzione e da tutti gli Statuti degli Enti locali. E’ chiaro che quando questo ricorso si fa frequente, vuol dire che il rapporto fiduciario tra il cittadino ed i propri rappresentanti si sta progressivamente incrinando: purtroppo è quello che si sta verificando nella nostra comunità.

Tant’è che, ad opera di quattro giovani “sbarbatelli“ (nel senso buono ed affettuoso del termine), dopo qualche lodevole denuncia pubblica di parte dell’opposizione, il problema della strada di collegamento di via Rutigliano con via Ginestre (meglio nota come la strada della Lidl) sta ritornando all’attenzione della Città perché non si comprende il motivo per cui quel tratto non debba essere rettilineo (così come era stato deciso nel 2005) ma dovrebbe subire una inspiegabile deviazione a metà percorso tanto da aumentare notevolmente la sua pericolosità e comportare maggiori oneri a carico del Comune per la realizzazione di una rotatoria altrimenti non necessaria (decisione assunta in consiglio comunale con la deliberazione n. 30 del 22/04/2009).

A questo interrogativo non riescono a dare una convincente risposta circa un migliaio di cittadini sottoscrittori della petizione che non si rassegnano ad accettare supinamente una “variante urbanistica“ approvata dalla maggioranza e non contestata in sede di dibattito dall’opposizione che, al momento del voto, è risultata addirittura assente (tanto risulta dai resoconti consiliari).

Io non so quale definizione darà il consiglio comunale quando discuterà della proposta contenuta nella petizione. Si spera che in quella circostanza ci sia il dibattito mancato il 22/04/2009 e si riprenda il “percorso“ della strada previsto nel 2005. Salvo che non si apprenda dell’impossibilità sopravvenuta a seguito del rilascio di permessi per immobili in costruzione in prossimità o addirittura sulla strada in questione. Ma questa sarebbe tutt’altra storia.