Sgominato “sodalizio della droga” con base a Turi

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44 indagati, per la maggior parte giovani incensurati, e 12 arresti. A finire in carcere anche "McGregor", 27enne turese con precedenti

 

La Guardia di Finanza di Bari, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ha scardinato una presunta associazione per delinquere, con sede operativa a Turi, specializzata nel traffico di sostanze stupefacenti.

Oltre 60 Finanzieri del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari hanno eseguito in Puglia, Basilicata e Sicilia 12 arresti. Per tre componenti del sodalizio, tra cui un 27enne turese con precedenti conosciuto come “McGregor”, si sono aperte le porte del carcere; per gli altri nove, invece, sono stati disposti gli arresti domiciliari. Contestualmente, sono stati preventivamente sequestrati beni per un valore di oltre 200 mila euro.

Complessivamente sono 44 le persone indagate, a vario titolo, per le ipotesi di reato di produzione, traffico e detenzione illeciti di sostanze stupefacenti o psicotrope, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti o psicotrope, favoreggiamento reale e trasferimento fraudolento di valori. Tra questi, secondo le agenzie stampa, comparirebbe anche la figlia 29enne di un appartenente alle forze dell’ordine, accusata di essere uno dei ‘corrieri della droga’.

Le indagini

L’esecuzione dei provvedimenti cautelari costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine, svolta attraverso l’incrocio dei dati risultanti dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, dai tabulati telefonici, dalle registrazioni video, dalle georeferenziazioni satellitari GPS, nonché dall’attività di osservazione, controllo e pedinamento.

Tale attività avrebbe consentito di svelare l’esistenza, tra il 2017 e il 2019, di un’associazione criminale finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti (marijuana, hashish e cocaina), con sede operativa tra Bari e Turi, attiva nelle piazze della provincia barese di Putignano, Conversano, Noicattaro, Casamassima, Gioia del Colle e Altamura.

Numerosi sono stati i riscontri operativi durante le investigazioni che hanno permesso di sottoporre a sequestro 13 chili di sostanze stupefacenti, oltre a un autoveicolo, con la conseguente denuncia alla competente Autorità Giudiziaria di 8 soggetti, di cui 5 tratti in arresto in flagranza di reato.

Il linguaggio in codice

Le investigazioni delle Fiamme gialle baresi hanno rilevato che i componenti dell’ipotizzata associazione criminale prediligessero intrattenere rapporti con terzi fornitori o clienti delle sostanze stupefacenti soprattutto attraverso l’uso di utenze dedicate (intestate a prestanome) o mezzi di comunicazione alternativi. In particolare, i presunti trafficanti - temendo di potere essere intercettati - avrebbero cercato, nel tempo, di ridurre al minimo tale rischio facendo ricorso alle “App” di messaggistica istantanea, quali WhatsApp, Messenger e Telegram, spingendosi a utilizzare persino la chat dedicata delle consolle della Playstation, molto diffusa tra le nuove generazioni alle quali, in gran parte, appartengono i membri del presunto sodalizio criminale oggi disarticolato.

Dalle attività captative è emerso come gli indagati impiegassero un linguaggio in codice con termini allusivi facendo spesso ricorso a termini quali: “dolci” e “caramelle” per lo stupefacente; “minuti” per indicarne il quantitativo (dove ogni minuto equivaleva a un grammo); “documenti” e “calcolatrice” per fare riferimento, rispettivamente, al denaro e al bilancino di precisione. I luoghi dove veniva nascosto lo stupefacente erano diversi: abitazioni di soggetti incensurati e pertinenze delle stesse, vani ascensore o muretti a secco delle campagne.

“Una schiera di giovani insospettabili”

In tale contesto è stata rilevata la facilità con cui la presunta compagine delinquenziale reclutava soggetti di giovane età, “abbagliati” dalla promessa di guadagni facili e di fringe benefits, ovvero forme di “retribuzione” non in denaro come l’uso illimitato di internet, Sky o l’accesso alle sostanze stupefacenti.

Sulla base di tali “vantaggi” facili, insospettabili bariste sarebbero diventate esperte nel taglio e nell’occultamento delle dosi; oppure studentesse universitarie avrebbero scalato le posizioni del sodalizio, partendo dal semplice ruolo di corriere, fino a divenire punto di riferimento per gli altri spacciatori; o ancora, uno studente delle scuole superiori sarebbe diventato custode dello stupefacente, mentre un altro giovane, da semplice acquirente, sarebbe arrivato rapidamente a gestire una piazza di spaccio.