Fermati quattro stagionali, tre erano ‘irregolari’

mulino turi

Avviate le procedure per il rimpatrio. Controlli a tappeto tra centro storico e periferie

Con l’inizio della raccolta delle ciliegie, l’impegno di Carabinieri e Polizia Locale si decuplica. E quest’anno, dato il delicato momento storico, il dispiego di forze necessarie a garantire l’ordine pubblico è ancora più massiccio.

I Carabinieri, in particolare, si trovano a dover gestire due nuovi fronti, che si sommano alla quotidiana lotta alla microcriminalità. Il primo è quello dei controlli nelle campagne, con servizi mirati a contrastare il caporalato e il “lavoro nero”, appurando allo stesso tempo il rispetto delle disposizioni anti-Covid-19. In settimana sono state verificate due aziende agricole, una a conduzione familiare e una con operai esterni. Dalle prime valutazioni dei militari non sono emerse irregolarità sanzionabili; ad ogni modo, i verbali dell’accertamento sono stati trasmessi ai colleghi dell’Ispettorato del Lavoro per gli ulteriori approfondimenti tecnico-normativi del caso.

Il secondo fronte è l’arrivo dei lavoratori stagionali extracomunitari, che giungono a Turi nella speranza di poter fornire la propria manodopera ai cerasicoltori. Gli uomini della Benemerita, anche in virtù dell’Ordinanza “anti-bivacco” emanata dal primo cittadino, stanno battendo a tappeto il paese per individuare i migranti che non abbiano già un regolare contratto di lavoro o che non possano dimostrare di avere un domicilio fisso. Va detto che, rispetto agli anni precedenti, anche per via dei maggiori controlli sugli spostamenti tra diverse Regioni, non si è assistito alla consueta “ondata”; piuttosto si registrano arrivi “alla spicciolata”. Come prevedibile, i braccianti, non avendo la possibilità di dimorare nella foresteria, che non è stata allestita per ragioni di ordine sanitario, trovano rifugio in soluzioni di fortuna, come le abitazioni abbandonate del centro storico o le tante case in perenne “stato di costruzione”.

Il risultato parziale di questa operazione racconta di quattro cittadini extracomunitari fermati a inizio settimana: due si erano accampati in un rudere in periferia e due in un sottano del centro storico, il cui accesso è stato successivamente chiuso. All’esito delle procedure di identificazione, tre dei fermati sono risultati “irregolari”, ovvero privi del permesso di soggiorno o inottemperanti a precedente decreto di espulsione. I braccianti sono stati trasferiti presso l’Ufficio Immigrazione della Questura di Bari per avviare le relative operazioni di rimpatrio.

Il caso del vecchio mulino

Ha suscitato un ampio clamore il caso del vecchio mulino. Alcuni cittadini hanno denunciato attraverso i social la presenza di estranei che si erano introdotti nella struttura, utilizzandola per trascorrere la notte. Il proprietario, informato della circostanza, ha provveduto nell’immediato a murare l’ingresso del mulino e, contestualmente, ha fatto ripulire l’area antistante, trasformata in una piccola discarica a cielo aperto dove, nel tempo, sono stati abbandonati rifiuti urbani di ogni genere.

Uno scenario desolante di fronte al quale il proprietario, da anni lontano da Turi, ha tenuto a condividere un invito a difendere il “principio di decoro e civiltà” sempre e non solo in “circostanze straordinarie”. Dunque, vanno sicuramente ringraziati i turesi che, lodevolmente, hanno segnalato la presenza di migranti che, per un paio di settimane, occupano quello spazio poiché non hanno un tetto sotto cui dormire. Sarebbe auspicabile, tuttavia, che vengano denunciati con la stessa enfasi anche quei concittadini che, durante tutto il resto dell’anno, non nutrono alcuna remora ad esercitarsi nel lancio dei propri sacchetti di immondizia oltre la recinzione del mulino. Insomma, il decoro di cui giustamente piace parlare non dovrebbe avere due pesi e due misure.

Nel frattempo, apprendiamo che è stata saldata anche la porta d’ingresso della cabina Enel dell’ex mattatoio, dove si erano rifugiati altri due lavoratori stagionali. In questo caso, essendo in possesso di regolare permesso di soggiorno, ci si è limitati ad allontanarli dal territorio comunale.

Fabio D’Aprile