“Incubo allagamenti”

via Spinelli (8)

Polizia Municipale, Protezione Civile e Vigili del Fuoco hanno lavorato senza sosta per svuotare garage e scantinati allagati

La pioggia torrenziale che si è abbattuta su Turi sabato 13 luglio ha riportato a galla tutti i problemi urbanistici del nostro paese.

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Tante le cantine e i garage che sono stati invasi dall’acqua. Situazioni critiche si sono registrate anche in via Casamassima, dove i tombini per la captazione dell’acqua sono risultati insufficienti, e in via Conversano. Qui, da quanto testimoniato dai residenti, pare che a dare una mano a creare un vero e proprio fiume in piena sia stata la mancata pulizia delle griglie.

Ad onta delle critiche che si sono sprecate nelle ore immediatamente successive all’ondata di maltempo, va dato atto che Polizia Locale e Protezione Civile hanno lavorato instancabilmente per tutto il pomeriggio di sabato 13 luglio, rispondendo alle richieste d’aiuto e “rincorrendo” le emergenze segnalate insieme a tre squadre dei Vigili del Fuoco, due richieste dal Comandante Campanella, la terza inviata dalla sala operativa di Bari su chiamata dei cittadini.

Solo per citare gli esempi più eclatanti, gli agenti della Polizia Locale sono intervenuti a supporto dei pompieri in un’abitazione nei pressi della Residenza Villa Eden e in una casa in costruzione in via Martiri di via Fani, i cui scantinati si erano allagati.

Via Martiri di via Fani (3)

Impagabile anche il lavoro della Protezione Civile, che ha dispiegato otto volontari. Gli uomini guidati dal coordinatore Giovanni Ventrella hanno soccorso due automobilisti rimasti impantanati in via Conversano e rifocillato i passeggeri di un pullman delle Ferrovie Sud Est che, percorrendo la tratta Turi – Bari, è andato in avaria all’altezza della seconda rotonda di via Casamassima a causa della rottura di un finestrino. I volontari si sono premurati di distribuire bottigliette d’acqua e generi di primo conforto in attesa dell’arrivo del mezzo sostitutivo. Sempre sul fronte della viabilità, su richiesta della sala operativa, è stata effettuata una ricognizione delle principali strade di collegamento per verificarne la percorribilità.

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Altro intervento degno di nota ha riguardato la messa in sicurezza di un’intercapedine che separava due palazzi nei pressi del bar ‘Villa Retrò’: la pressione dell’acqua, agendo dall’interno, ha sfondato il muro proiettando mattoni e calcinacci sulla carreggiata.

Infine, i nostri ragazzi hanno affiancato i Vigili del Fuoco in tutte le situazioni che hanno richiesto l’impiego delle idrovore per “mangiare” l’acqua che si è fatta strada in garage e rimesse. Da via Casamassima a via Dante Alighieri, da via Sammichele a via Mazzini, di cui diremo in seguito; le operazioni sono proseguite fino a tarda sera senza un attimo di sosta. A questo proposito, la Protezione Civile ci spiega che alcune situazioni non sono state prese in considerazione per ragioni tecniche: le idrovore in dotazione alla squadra turese hanno bisogno di un volume d’acqua di almeno 50 centimetri per entrare in funzione. Nei casi in cui ci si è trovati di fronte a 10-15 centimetri di accumulo, l’unica soluzione è stata quella di armarsi di secchi e tanta pazienza. protezione civile (12)


Il budello di via Mazzini

Accanto a Largo Pozzi, il caso di via Mazzini è stato tra i dibattuti sui social, non foss’altro poiché, come ha confermato il vicesindaco Fabio Topputi in un suo post, è stata una delle «vie più colpite dagli allagamenti e dal maltempo. Dopo l'intervento dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile si è riusciti a liberare una tavernetta da circa 70 cm di acqua. Ringrazio il personale al lavoro, i Vigili del Fuoco, la Polizia Locale, la Protezione Civile e tutti coloro che non si sono risparmiati, operando sotto il maltempo e la pioggia! Siamo vicini a tutti i cittadini colpiti da disagi!».

via Mazzini 2La strada, per scelte operate in tempi remoti, è stata trasformata in un vicolo cieco, impedendo alle acque meteoriche di defluire correttamente. Una soluzione all’annoso problema viene proposta, sempre sui social, dal dott. De Novellis: «Eppure bastava che l'ufficio tecnico obbligasse il padrone della casa che chiude la stradina dietro ad allargare il tubo di deflusso. Ed una trivella finale».

«Mi sono personalmente interfacciato con l’ufficio tecnico. È una problematica che deriva da lontano – aggiunge il capogruppo della minoranza Angelo Palmisano – ma sembra che nessuno si sia mai preso la briga di affrontarla con decisone. È un lavoro inserito delle opere triennali ma nessuno ha mai messo somme in bilancio per realizzarlo. In più c’è una vicenda a livello urbanistico che bisognerà affrontare. A breve faremo una interrogazione in merito»

 

“Strade incompiute”

Via Cozzolongo è invece diventata il simbolo delle molte strade in cui non sono state ancora realizzate le opere di urbanizzazione primaria. Il risultato è un manto stradale grezzo e dunque incapace di drenare l’acqua.

Sul punto è intervenuto l’assessore Stefano Dell’Aera, confermando che «oggettivamente la situazione è drammatica in questo come altri casi. Sto lavorando per fare una mappatura e successivamente, caso per caso, bisognerà capire con gli uffici come intervenire. (Si tratta di mancate acquisizioni, espropri, mancate urbanizzazioni a farsi...). Serve tempo e non voglio prendere in giro nessuno, ma sicuramente il mio impegno è massimo per ridare pari dignità a tutti i cittadini che vivono in queste condizioni».

FD