TURI COME LONDRA FESTEGGIA HALLOWEEN

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Le strade del paese si animano di risate, giochi e rumori, nella serata delle streghe. Gruppi di bambini mascherati si spostano di casa in casa alla ricerca di dolci doni. Maschere di ogni tipo nascondono le loro identità e, come spiriti erranti, corrono lungo le vie e si nascondono nel buio della notte. Travestiti da streghe, da diavoletti con lunghi mantelli neri, vampiri dai lunghi canini affilati, da fantasmi o da mostri, rallegrano la serata e trasformano in poche ore le vie cittadine in un teatro di scherzi e giochi.

Dolcetto o scherzetto”? È questa la formula di rito. Sin dal pomeriggio, quando cala il buio, ogni abitazione viene interessata, ogni campanello è suonato ed ogni porta è bussata. Sacche piene di dolciumi, ma anche zainetti carichi di scherzi sono pronti ad essere utilizzati. Ma questa festa è entrata da poco nel nostro calendario. Molti adulti non provano interesse nei confronti di tale ricorrenza. Sono i bambini i più coinvolti.

Anche le vetrine dei negozi si trasformano. Zucche, cappelli a punta, maschere, scheletri e calderoni abbelliscono i negozi ed una valanga di dolciumi ricopre ogni angolo di queste. Tutti sono pronti a partecipare al grande gioco di Halloween.

Un gran numero di maschere si sposta soprattutto intorno alle vie del centro cittadino. Ogni esercizio commerciale attorno alla villa comunale è impegnato a rispondere alle richieste dei più piccoli. Lungo via XX settembre si concentrano gli scherzi più rumorosi e una serie di spari e spray sono impiegati per le vendette dei più animati.

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Molti sono i genitori che preferiscono accompagnare i piccoli in questa notte mascherata lasciandosi coinvolgere in questo grande divertimento. Sostengono e suggeriscono ai propri figli cosa fare o cosa dire, perché a volte la vergogna o il timore li assale e impedisce di ricordare. Non è mancato di sentire un bambino che domanda alla propria madre mentre entra nel negozio di caramelle: “Mamma, cosa devo dire”? E la mamma: “Mettiti la maschera e di': dolcetto o scherzetto”? Il bambino: “mamma non ci vedo”! Mitico!

I più grandi invece non recitano la formula di rito e, semplicemente entrando nei negozi, indossando maschere mostruose, allungano la busta e si fanno donare pugni di dolciumi.

Ma da dove deriva questa tradizione?

I Celti credevano che alla vigilia di ogni nuovo anno, il 31 Ottobre, , chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti e permettesse al mondo di questi di unirsi al mondo dei viventi. Una leggenda riferisce che tutte le persone morte tornassero sulla terra, in cerca di nuovi corpi da possedere. Gli spiriti maligni potevano infatti prendere forme differenti, anche di animali. La più malvagia era quella di gatto. I vivi, per ingannarli, si mascheravano da spiriti mostruosi, offrendo loro dolci per accattivarsene la simpatia. Le anime invece sono solite fare alcuni “scherzetti” agli umani. Halloween è così diventata una notte all'insegna di fantasmi e spettri.

È da queste leggende che ha origine il famoso rito del "dolcetto o scherzetto" nel quale i bambini travestiti con maschere e costumi “mostruosi e terrificanti” vanno di casa in casa, chiedendo dolcetti o qualche moneta. Se non ricevono nulla, si possono giocare un brutto scherzo ai padroni di casa.

La parola Halloween ha però origini cattoliche. Nella tradizione, infatti, il 1° novembre è il giorno nel quale vengono festeggiati tutti i Santi. Il giorno dedicato ad “Ognissanti” (in inglese All Saints’ Day) aveva una denominazione antica: All Hallows’ Day. Presso i popoli dell'antichità la celebrazione iniziava al tramonto del 31 ottobre. La sera precedente al 1° Novembre era chiamata “All Hallows’ Eve”, ma anche “All Hallows’ Even” che venne abbreviato in Hallows’ Even, da cui Halloween.