Il pallone che non voleva saperne di entrare in porta

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Nuovi sviluppi sul pallone custodito a Turi e calciato in un Roma-Juventus del ’66, con Oronzo Pugliese il “Mago di Turi” sulla panchina giallorossa

A otto secondi dal triplice fischio finale, la Roma batte la Juventus per 1-0 su autorete bianconera: rassicuriamo subito i tifosi di fede juventina che in questo momento stanno leggendo, dicendo che la partita in questione risale a 54 anni fa, più precisamente al 4 Dicembre del 1966. La Roma è quella di Peirò e dell’allenatore Oronzo Pugliese, già da un anno noto come il “Mago di Turi”. La Juventus, invece, è quella di Menichelli, Zigoni e De Paoli; sulla panchina dei bianconeri c’è Heriberto Herrera, per molti precursore del calcio totale.

La sfida si gioca di fronte a 60mila spettatori, sotto una pioggia fittissima che rende difficile ogni giocata e facilita gli scontri fortuiti in campo: al 20’ il bianconero Castano, in stile Chiellini, corre a medicarsi in panchina per una ferita all’arcata sopraccigliare; alcuni minuti più tardi Menichelli sfiora la rete, con Carpenetti che salva sulla linea i giallorossi. Sventato il pericolo, i padroni di casa colpiscono la traversa della porta difesa da Anzolin con la conclusione di Barison, precedentemente coinvolto nello scontro con Castano. Al 40’ nuovo spauracchio per Anzolin, ancora una volta da calcio piazzato, ancora una volta dai piedi di Barison, ancora una volta traversa: la palla vagante viene raccolta da Colausig che indirizza a rete, ma Bercellino salva sulla linea e pareggia i conti con Carpenetti e la sorte.

La gara è destinata a concludersi sullo 0-0, quando ad otto secondi dal termine Barison si dirige al corner per l’ultima preghiera; traversone in area, uscita indecisa di Anzolin, Castano devia di testa colpendo involontariamente Bercellino che tocca e spedisce la palla in porta. La battaglia viene vinta dai giallorossi, ma la vittoria finale del campionato va proprio alla Juventus che, all’ultima giornata, scavalca l’Inter ingiustificabilmente sconfitta a Mantova.

LA PREZIOSA RETTIFICA DI LEO DELL’AERA

Come dicevamo due settimane fa in occasione del suo 110° compleanno, prima di Heriberto, Pugliese aveva già sconfitto un altro Herrera, ovvero Helenio, il “Mago” della Grande Inter: era il 31 gennaio del ’65, ovvero il giorno in cui “Ronzìne” passò alla storia come il “Mago di Turi” riuscendo, con un Foggia alla prima stagione assoluta in serie A, a battere in casa per 3-2 gli stessi neroazzurri che, a fine campionato, porteranno a casa lo scudetto. Insomma, prima contro l’Inter poi contro la Juventus, Pugliese riuscì a rappresentare un ostacolo non facile per chi poi avrebbe trionfato: un “ammazzagrandi” si direbbe quest’oggi, considerando che la Roma da lui guidata non disponeva di un organico eccellente.

Ad ogni modo, due numeri fa, grazie ad un’intervista rivolta a Giacomo Zita, titolare del Bar Meeting, scoprivamo che uno dei palloni calciati in quella storica domenica foggiana del ’65 sarebbe quest’oggi conservato a Turi; la ricerca ci ha condotti a Leo Dell’Aera, figlio del mai dimenticato fotografo turese Lorenzo “La mòsche”.

Ebbene, come comprensibilmente accade quando si cerca di riportare la mente indietro di qualche decennio, i ricordi possono confondersi, sovrapporsi, mescolarsi: ecco perché, a volte, è necessario appuntare. E Lorenzo su quel pallone, per anni esposto in bella mostra nel proprio studio, aveva fortunatamente appuntato la data e il risultato della partita, permettendo a noi, mezzo secolo più tardi, di non equivocare la realtà dei fatti: a differenza di quanto scritto due settimane fa, il pallone custodito da Dell’Aera non sarebbe stato calciato in Foggia vs Inter 3-2 all’alba del 1965, ma in Roma vs Juventus 1-0 al tramonto del 1966.

Ringraziamo quindi di cuore Giacomo Zita per aver indirizzato la ricerca e Leo Dell’Aera per aver trovato il pallone di quell’incredibile Roma-Juve di 54 anni fa, rettificando l’ipotesi iniziale. Ad ogni modo, se quel pallone potesse parlare, ci spiegherebbe come mai quel giorno, dopo due traverse e altrettanti salvataggi sulla linea, decise di entrare in porta in modo rocambolesco e, per giunta, ad otto secondi dalla fine: la risposta, però, potrebbe essere altrove, nella magia di Pugliese.

LEONARDO FLORIO