UN NETTARE BIOLOGICO DI CILIEGIA FERROVIA

CONFETTURA BAMBUBIO

Lo produce la Country Family, con l’obiettivo di valorizzare le ciliegie biologiche, piccole ma sane

Il 7, l’8 ed il 9 giugno scorso veniva disteso lungo le vie centrali della nostra città il ricorrente red carpet sul quale hanno sfilato le stelle dell’annuale Sagra della Ciliegia Ferrovia di Turi. Quest’anno, su volontà del Commissario Cantadori, ormai congedatosi, sono state previste ben tre giornate per questo importante evento che, anche in quest’edizione, ha riscosso enorme successo.

Tra gli stands installati si riscontrava la presenza di una novità assoluta, ovvero quella del marchio “Bambùbio”, nella cui gamma di prodotti spiccava una particolare confettura di ciliegie e bambù, un mix tra “oro rosso” e “oro verde”. Sull’onda di questo discorso relativo alla lavorazione delle nostre ciliegie, vi segnaliamo quest’oggi uno speciale nettare biologico di ciliegia Ferrovia: prima di entrare nello specifico, va evidenziato che sia quest’ultimo che il precedente prodotto, non sono stati realizzati nel territorio turese e questo fenomeno è, ormai, accettato come normale. Difatti è “normale” che in un paese come Turi, capace di vantare una produzione cerasicola enorme, non si veda ancora la presenza di un’importante lavorazione delle ciliegie, volta alla valorizzazione sia del prodotto “buono” che di quello di scarto. Tornando al nettare prima menzionato, ci siamo rivolti direttamente ai produttori, ovvero la Country Family, per saperne di più.

 

Chi è la Country Family?

«La "Country Family" nasce nel 2017, nelle campagne pugliesi della Contrada Regio di Castellana Grotte, in un casale abbandonato e poi ristrutturato da un gruppo di ragazzi del sud-est barese che decide di fondare un progetto mutualistico, unendo Agricoltura, Musica ed Arte. Il nostro gruppo è formato da Mattia e Cinzia con i loro tre figli, a cui si aggiungono Vito, Vincenzo, Raffaele, Ubaldo e Marisara ed infine Vito e Luisa. Al momento della fondazione della nostra Country Family, abbiamo deciso di vivere e lavorare in campagna, con l'obiettivo di autosostenerci e autoprodurre prodotti genuini ed artigianali come l'olio extra vergine d'oliva, le mandorle sgusciate, il nettare di ciliegia ferrovia e tanti altri prodotti uniti da un filo conduttore: il rispetto verso la biodiversità e l’utilizzo di tecniche agricole sostenibili in un’ottica di imprenditorialità rurale fuori dalle logiche di mercato industriale.

Come si diceva poc’anzi, parte integrante del nostro progetto sono anche la Musica e l'Arte, impiegate come strumento di diffusione delle buone pratiche agricole e sociali, nonché per promuovere l’autogestione, il rispetto dell'ambiente e, non ultime, quelle vibrazioni positive, trasmesse a mezzo radiofonico con la "Country Radio" ed amplificate tramite l'impianto sonoro "Country Sound"».

 

COUNTRY FAMILY 1

Parlateci del vostro nettare

«Il Nettare di Ciliegia Ferrovia è prodotto nei due formati da 420 ml e 700 ml e contiene i seguenti ingredienti: acqua, ciliegia ferrovia 40%, zucchero e succo di limone; senza conservanti aggiunti. Le ciliegie che impieghiamo sono biologiche, non trattate ed esclusivamente provenienti dalle nostre campagne castellanesi: il tutto per garantire qualità e genuinità».

 

Mentre la produzione come avviene?

«Le ciliegie ferrovie vengono raccolte a mano direttamente dai soci della "Country Family" e portate successivamente nello Stabilimento "Delizie Paesane" dell’Azienda Agricola Secundo di Monopoli, che si occupa della produzione e del confezionamento del Nettare di Ciliegia Ferrovia. In azienda il processo produttivo è composto da: denocciolamento manuale, spremitura tramite "Cutter", ovvero un frullatore professionale con lame rotanti che girano a 7000 rpm, ed infine imbottigliamento e pastorizzazione finale».

 

Prezzo di vendita e luoghi dove è possibile acquistare questo nettare?

«Il Nettare di Ciliegia Ferrovia può essere acquistato contattando direttamente l'Azienda "Country Family" ai seguenti numeri di telefono: Mattia Orsini (3920867192) e Vito Mescia (3479876204) per le modalità di acquisto: ritiro in azienda, consegne a domicilio e spedizione. Oppure ci si può rivolgere presso il fruttivendolo "Il Cerchio della Natura" di Marco Totaro sito in Castellana Grotte, Viale Virgilio Marone n° 4: qui è possibile trovare il nettare di ciliegia e gli altri prodotti della "Country Family" e, inoltre, ristorarsi con estratti di frutta e verdura preparati al momento. Il prezzo è di 2.50 euro per le bottiglie da 420 ml e di 3.50 euro per quelle da 700 ml».

 

Ma com’è nata l’idea del nettare?

«L'idea di produrre il nettare proviene dalla volontà di trovare un differente utilizzo della ciliegia, frutto che nella provincia di Bari sud-est risulta avere la maggiore produzione in Italia, nonché di accorciare la filiera di trasformazione e vendita. Sia chiaro però che questo prodotto non è realizzato con ciliegie spaccate, rovinate o di scarto, ma, lo ripetiamo, con ciliegie biologiche, ugualmente bistrattate dai magazzini che invece preferiscono le “grandi dimensioni”. Ma cosa si nasconde dietro una ciliegia enorme? Col nettare, invece, siamo riusciti a valorizzare la ciliegia sana e naturale, anche se piccola».

 

Quali sono i prossimi progetti della Country Family?

«Intendiamo continuare sulla linea della trasformazione dei nostri prodotti, puntando su altri nettari, marmellate, olii, farine e salse».

 

UNO SGUARDO ALLA REALTÀ DI VIGNOLA

Il consigliere Zaccheo racconta somiglianze e differenze tra imprenditoria di Turi e di Vignola

Ebbene, proprio mentre lavoravamo a questo articolo, sui social il consigliere di minoranza Giannalisa Zaccheo pubblicava una foto ritraente una bottiglia di aceto di ciliegia della “tenuta Cà Dal Lauv” di Leo Bozzetto: “Da Vignola, a soli 600 km da Turi, non dall’altra parte del mondo” – spiegava in didascalia la Zaccheo. Una precisazione, questa, meritevole di una serie di attenzioni.

CILIEGIA D'ORO '82 - PREMIATO PAVAROTTI

Innanzitutto, va detto che il prodotto in questione è stato riconosciuto con un primo posto al Vinitaly Agrifood e che, invece di impiegare la Ferrovia turese, i cui premi ormai non si contano, il Bozzetto ha realizzato questo suo speciale aceto con la ciliegia di Vignola (Modena) che, giusto per la cronaca, gode di marchio I.G.P. e di un consorzio di tutela.

Ma non è tutto: difficile dimenticare l’istituzione del premio “Ciliegia d’Oro” che, parallelamente alla “Festa dei ciliegi in fiore”, viene annualmente assegnato ad un personaggio di origini modenesi o emiliane capace di distinguersi a livello nazionale in ambito sociale, culturale, industriale, sportivo o umanitario: nell’ ’82 fu Luciano Pavarotti a ricevere la Ciliegia d’Oro e non immaginiamo quanto possa aver significato tutto questo a livello promozionale.

Ebbene, per evitare di continuare ad affidarci alla fantasia, chiediamo direttamente alla Zaccheo quali sono state le sue impressioni alla vista della realtà vignolese, di recente visitata da lei stessa in prima persona.

 

Quali sono gli elementi in comune e quali quelli di diversità tra Turi e Vignola?

«Vignola e Turi sono accomunate dall'attività agricola della coltura delle ciliegie. Per quanto relativamente poco distanti tra loro, rispetto alla produzione cerealicola e agricola in generale, trovo che tra i due comuni corra, ahimè, un abisso. Mi spiego. Sono stata a Vignola lo scorso mese di maggio per impegni di natura personale e ho scoperto un mondo rispetto all'economia agricola in generale e cerealicola in particolare. La differenza si percepisce immediatamente, ad occhio. A partire dalla coltivazione dei campi di ciliegeti. Le piante sono disposte a "spalliera" per permettere un facile raccolto del prodotto, ma non solo. Gli alberi sono coperti da grandi teli per riparare le piante dagli eventi atmosferici per evitare o limitare, dunque, i danni da eventi atmosferici. Anche l'organizzazione commerciale appare evidente a primo impatto, dato che si leggono grandi cartelli posti ai margini dei campi che riportano i nominativi delle varie cooperative a cui i singoli produttori evidentemente aderiscono.

Ciò ha permesso maggiore forza "contrattuale" ai singoli produttori nell'ottenere il marchio di IGP, infatti, non solo a Vignola, ma anche in tutti i comuni limitrofi, la ciliegia riporta la seguente denominazione " ciliegia di Vignola IGP". A questo punto mi sono chiesta: perché a Turi no? Perché i produttori di ciliegia ferrovia di Turi e non solo non aderiscono in consorzi o cooperative che permettano loro di identificare il prodotto della ciliegia Ferrovia in modo univoco e garantito sul mercato interno e transfrontaliero? Magari si potrebbe arrivare ad ottenere il marchio della ciliegia ferrovia di Turi IGP, magari anche per quelle ciliegie Ferrovia prodotte nei comuni limitrofi, ma che riconoscano l'origine turese del prodotto locale»

 

Cos’altro ha notato sempre da un punto di vista imprenditoriale?

ACETO VIGNOLA

«Il modo di agire dei produttori agricoli modenesi fa trasparire una moderna mentalità imprenditoriale che a Turi invece manca. Ma questa carenza, evidentemente, determina la perdita di grandi opportunità commerciali che in altri paesi a vocazione agricola vengono colte al volo, determinando prosperità e creazioni di posti di lavoro. Quando poi ho appreso che dalle ciliegie si estrae persino un ottimo aceto, ebbene, non le nascondo che ho provato un senso di sconforto: perché noi al sud no? Dalle ciliege di scarto possono derivare prodotti di alta qualità, se solo trasformati. Invece ogni anno assistiamo a vere e proprie tragedie per eventi atmosferici che rendono il prodotto poco appetibile per il mercato, ma che invece diventerebbero materia prima per l'industria della trasformazione. Pertanto, da eventi catastrofici (ma non solo) potrebbero derivare vantaggi commerciali. Infatti, se a Turi ci fossero industrie per la trasformazione della ciliegia (penso all'aceto, ma anche alle marmellate o allo sciroppo), si creerebbero tante opportunità occupazionali. Per fare ciò, credo occorra coraggio e voglia di cambiare. L' attività imprenditoriale, per definizione, è sinonimo di coraggio e assunzione del rischio».

 

La politica locale potrebbe far qualcosa per cambiare lo status quo turese?

«È evidente che un ente comunale non ha grandi spazi di manovra per incidere sul rilancio o la promozione economica del paese. Fatta questa dovuta premessa, ritengo che un Comune possa veicolare eventi formativi da destinare agli operatori agricoli; potrebbe incentivare le startup con agevolazioni fiscali o addirittura esenzione fiscale per un certo lasso di tempo. Ancora, per consentire la circolazione della conoscenza, il Comune di Turi potrebbe pensare ad un gemellaggio, finalizzato allo scambio di esperienze e conoscenze, con comuni più all'avanguardia nel campo della coltura e trasformazione del prodotto. Questo è ciò che mi viene in mente nel rispondere alle sue domande, che, francamente, non mi aspettavo, visto che purtroppo non sono agricoltore, ma semplice cittadina che ama Turi ed è fiera della sua ciliegia Ferrovia».

Ecco, proprio per alcuni di questi motivi, pur non essendo l’Ente comunale, ma un umile settimanale di informazione, rimandiamo i lettori a conoscere la realtà della Country Family, augurandoci che quest’ultima e tante altre novità possano presto rientrare nell’importante vetrina offerta dalla Sagra della Ciliegia Ferrovia.

LEONARDO FLORIO