ANTONIO VOLZA RACCONTA LA SUA VOGLIA DI VIVERE

 

 

Turi, un paese oltre la media regionale per malati di tumore e sclerosi

Una delle cause potrebbero essere le sostanze usate in agricoltura

 

Antonio Volza, malato da 4 anni di SLA (Sclerosi laterale amiotrofica). Non riesce a comunicare, ma parla letteralmente con gli occhi, tanto da essere stato intervistato da una rete televisiva locale. Giovane direttore d’orchestra da quattro anni combatte contro la grave malattia che lo costringe a stare in un letto tutto il giorno. La sclerosi ha cambiato la sua vita e quella della sua famiglia: coloro che gli stanno sempre accanto per accudirlo nella difficile lotta contro la morte. Pian piano il suo fisico perde sempre più la propria autonomia trasformandosi in un vegetale completamente incapace di qualsiasi movimento, ma la mente continua ad essere lucida fino a permettergli di rispondere alle domande del giornalista. Alla trasmissione sono intervenuti la dott.ssa Casentino, commissario straordinario della Asl di Bari, il dott. Di Masi anestesista rianimatore IRCCS De Vellis, il dott. Morlacco direttore generale dell’Ares e la signora Di Mise, vedova dell’avvocato Colapinto, anch’egli malato di SLA. Durante la trasmissione sono state messe in evidenza le difficoltà a cui il malato e la famiglia vanno incontro e si trovano improvvisamente ad affrontare quando la malattia prende il sopravvento sul fisico. Ma non è solo questo il problema: anche le questione burocratiche rappresenta un ostacolo e anche le esigenze di assistenza domiciliare che il sistema sanitario nazionale non copre totalmente. La maggiore difficoltà di un malato di SLA è proprio quella di comunicare, di rapportarsi col mondo. Vengono incontro a questo problema le nuove tecnlogie, con un sintetizzatore vocale che permette al malato di interagire col mondo con il solo movimento degli occhi. Il costo è piuttosto proibitivo per la maggior parte delle famiglie: 24mila euro e, sebbene siano stati stanziati dei fondi dopo le pressioni del ministro Livia Turco, l’accessibilità a questi macchinari resta difficoltosa. Antonio Volza è uno dei fortunati che possiede questo apparecchio. Egli ha espresso la gioia di vivere e di poter comunicare, di avere ancora la possibilità di guardare il mondo con i suoi occhi, di poter navigare in internet. Inoltre si prodiga nel ringraziare le autorità competenti nel settore per essersi adoperati affinché vengano fatti passi avanti nella ricerca per sconfiggere questa malattia ancora incurabile. Ha chiuso la sua intervista con la frase “è la speranza che porta l’uomo a lottare per vivere”.

Non è l’unico turese afflitto da questa grave malattia. Pare infatti che ci siano altri tre casi di pazienti con lo stesso problema. Questo numero su 11mila abitanti ci pone in testa, negativamente, alle statistiche regionali che hanno una media leggermente inferiore riguardo ai malati in relazione al numero di persone sane. In Puglia se ne contano circa 240. Un brutto segnale, oltre ai dati venuti fuori dalle indagini che vedono Turi un paese con una forte concentrazione di malati di tumore. In aumento anche gli affetti da allergie a pollini e farmaci. Ma da dove scaturiscono tutti questi problemi di salute? Non siamo una cittadina con problemi igienici come quello che sta succedendo nel Salento, né viviamo in una zona a stretto contatto con scorie radioattive. Il problema potrebbe essere direttamente collegato con la atavica vicinanza con al terra. Ormai troppi prodotti illegali, e nocivi alla nostra salute, vengono utilizzati come fertilizzanti e veleni per l’agricoltura. Che possa essere il nostro punto di forza il nostro punto debole?