ESCOZUL, SPERANZA PER UNA CONVERSANESE

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È di Conversano la prima donna pugliese a cui è stato somministrato l’Escozul, un farmaco omeopatico naturale prodotto a Cuba, che aiuta, allevia il dolore e interviene sulle infiammazioni da carcinoma.

La donna, affetta da glioblastoma, un carcinoma molto aggressivo che le ha colpito il cervello, solo da qualche giorno ha iniziato la sperimentazione con questo farmaco omeopatico di origine naturale e, come è anche possibile leggere dalle parole della stessa figlia nel gruppo Facebook “Glioblastoma Multiforme - cancro al cervello”, inizia ad avvertire i primi benefici. “È ora più vitale, meno spenta, soffre meno” – scrive la figlia.

Sono diversi i pazienti italiani che hanno deciso di sottoporsi a questa sperimentazione, la maggior parte dei quali, dopo aver subito e seguito l’iter che prevede la medicina tradizionale. A parlare dell’Escozul in un convegno scientifico ad Ostia, il dottor Giovanni Battista Speranza, direttore del reparto di Oncologia medica dell’ospedale «Giovanni Battista Grassi» di Ostia, in provincia di Roma. Il dottore, a seguito dell’esperienza di una sua paziente iniziò ad interessarsi a questo farmaco “miracoloso” e da circa un anno l’ospedale «Grassi» è divenuto punto di riferimento per tante famiglie che, da mesi, s’imbarcano all’aeroporto di Fiumicino, verso L’Avana (Cuba). Questo farmaco, infatti, è possibile reperirlo solo a Cuba. Il ministero della Salute del Paese lo fornisce gratuitamente a tutti, cubani e stranieri, comunque previa presentazione della documentazione clinica. Per informazioni www.labiofam.cu. La figlia della signora conversanese sarà quindi la prima pugliese a prendere il volo della speranza per rifornirsi delle quantità del farmaco necessarie per curare sua madre.

L’Escozul ed è un rimedio ricavato dal veleno dello scorpione azzurro cubano. Qualcuno ne parla come di un rimedio “miracoloso” ma non esistono prove scientifiche certe e una sperimentazione vera e propria non è neppure cominciata. La specie che produce la tossina da cui si ricava questo farmaco è il rophalurus iunceus, lo scorpione azzurro, una grossa varietà che vive solo a Cuba. Esclusivamente selvaggio, lo scorpione, sottoposto ad una forte scossa elettrica, produce due o tre gocce di veleno al giorno, la base per il farmaco che poi viene diluito in acqua e poi somministrato. Sulla sua efficacia scientifica non ci sono dati, così come non si ha traccia di eventuali effetti collaterali. Comunque nel territorio cubano è molto impiegata e da lì, il suo effetto ha fatto il giro del mondo.

Questa sera l’approfondimento sull’Escozul realizzato da una iena del programma “Le Iene” di Italia 1.