AGOSTO 2010, LETTERA FIRMATA: PUNTIAMO SU TURI

turi

Riceviamo e pubblichiamo.

 


In questi giorni d’estate ho avuto modo di ascoltare da più persone ed in diversi contesti, molte lamentele circa l’apatia che ormai attanaglia il nostro Paese direi da diversi anni o se preferite alcuni decenni.

Questa disamina, spero oggettiva e condivisa, non deve essere confusa con le altre, non certo per la provenienza bensì, me lo auguro, per lo spirito che mi spinge ad affrontare e  approfondire l’argomento. Ciò mi sento quasi obbligato moralmente a farlo per diverse ragioni:

- come genitore vorrei poter lasciare ai nostri figli un paese migliore rispetto a qualche decennio fa e non certo un paese impoverito socialmente ed economicamente

- come cittadino verso coloro che hanno deciso di trasferirsi a Turi dopo aver saputo che fosse un paese tranquillo ed invece si sono ritrovati inconsapevolmente a vivere questo momento apatico

- come imprenditore che non può usufruire della dinamicità di una città evoluta e pronta a recepire le opportunità che potrebbero arrivare interagendo con altri Comuni, Enti e Associazioni in quello che oggi chiameremmo in una sola parola “globalizzazione”.

Prima di esaminare le ragioni precedenti che, sono sicuro, potranno essere condivise da tanti, vorrei subito esporre il mio parere circa la posizione delle Amministrazioni, passate ed attuale, alle quali non possiamo addebitare in modo diretto le responsabilità di questa apatia (sociale ed economica) ma altresì sono state carenti nel dare un nuovo ed indelebile “indirizzo” al nostro Paese non promuovendo e non agevolando il privato verso attività lavorative, sociali e culturali alternative a quelle in disuso o rafforzando quelle a noi già tradizionalmente conosciute. Ritengo giusto e doveroso precisare quanto esposto dato che le sorti di una singola attività sia essa lavorativa che ludica non potrà mai essere addebitata in positivo o negativo alla Pubblica Amministrazione bensì alla creatività, competenza e tenacia del privato che, se Impresa ne trarrà profitto, se Sodalizio ne trarrà beneficio per l’oggetto sociale per il quale si adopera ogni giorno.

Le Amministrazioni pertanto hanno, a mio modesto parere, solo alcuni compiti e responsabilità in tal senso che adesso proverò ad approfondire; compiti finalizzati ad agevolare tali iniziative dei privati e non certo a render loro la vita ancor più difficile.

Comincerei dalla legalità sul territorio. E’ indispensabile interagire continuamente con le Forze dell’Ordine, garantire il rispetto delle regole da parte dei cittadini, combattere l’evasione e gli abusi arrivando all’eliminazione, con la trasparenza dovuta, di qualunque dubbio nelle pieghe che l’amministrazione della cosa pubblica a volte evidenzia ma spesso non affronta. Ciò avrebbe delle ricadute molto positive sulla cittadinanza e l’imprenditoria. Infatti nessun imprenditore è invogliato a investire su un territorio dove la legalità non è garantita al 100%. Le giovani coppie si sentirebbero più rassicurate avvicinandosi all’idea di mettere al mondo un figlio perché, se la precarietà del lavoro è una cosa molto seria al punto di cambiare il profilo della famiglia, è cosa ancor più seria saper di dover vivere in una città, dai più definita oasi felice, che non lo è più.

Al secondo posto sicuramente le infrastrutture o strumenti urbanistici che dir si voglia idonei a supportare (garantendo la legalità) le iniziative degli investitori, senza demagogia ma con risposte tempestive ed esaustive in modo da mettere l’interlocutore, Privato o Società, nella condizione ideale per prendere una decisione senza rischi o danni per la loro Impresa.

Un altro punto non meno importante potrebbe essere quello di “sorvegliare il sistema Creditizio” bancario che per quanto privato, comunque è soggetto a regole ben precise (legalità del credito) fugando eventuali “cartelli” che pur rimanendo nei parametri imposti da Basilea 2, non aiutano le PMI ad investire. A tal proposito vorrei richiamare l'attenzione sul fatto che buona parte delle piccole imprese non riescono ad arrivare singolarmente alle agevolazioni finanziarie della Regione Puglia unitamente a Fondi Europei. Ciò è possibile con l'aiuto delle Amministrazioni e delle Federazioni di categoria, consorziandosi e quindi poter aspirare in quota parte ad un cospicuo finanziamento o in Conto capitale o in Conto interessi.

Questo argomento può rappresentare in un momento economico così difficile, un’ottima possibilità di crescita o soltanto di poter affrontare meglio la stretta creditizia imposta da tutto il sistema bancario. Non è un caso il varo in tempi recenti della Banca del Sud.

Non meno importante è il Patrocinio ed il sostegno di tutte le iniziative meritevoli di carattere Culturale, ponendo una attenta divisione tra Cultura fine a se stessa e quella propedeutica. Mi dilungherei troppo a spiegarne le differenze secondo il mio modesto parere ma è fondamentale far crescere culturalmente il nostro paese perché da questa crescita può e sono sicuro dipenderà il futuro di Turi. Non a caso, chi ha creduto prima di noi in questo concetto, ha avuto negli ultimi anni una forte crescita economica, sociale e complessivamente di qualità della vita.

In conclusione il futuro è nelle nostre mani ovvero del singolo cittadino e di tutta la collettività ma anche della future Amministrazioni che sicuramente dovranno affrontare problemi di diversa natura e di non facile soluzione confrontandosi con grandi ristrettezze economiche che sicuramente non aiuteranno a far girare facilmente la macchina amministrativa. Sarà fondamentale da questo punto di vista avere le idee molto chiare sulle entrate certe e calibrare le uscite creando le priorità e rimanendo con i piedi per terra come farebbe un buon padre di famiglia.

Non chiedetemi come ciò sarà possibile ma lo auspico e  se potrò nel mio piccolo agevolerò tutte le iniziative che andranno in quella direzione.

A tal proposito vorrei rinnovare l'invito a tutti i miei concittadini molto più preparati di me sul piano culturale a dare il loro contributo perché solo coinvolgendoci reciprocamente potremo fare sistema e dare fondo alla vitalità che i turesi nei momenti di necessità, lo hanno dimostrato in passato, sanno tirar fuori. Questo è il momento di farlo, ognuno scegliendo il modo, ma tutti possiamo e dobbiamo farlo.

Ringrazio la Redazione per lo spazio che mi dedicherete ed attendo fiducioso proposte, critiche e commenti come accade in un Paese democratico che lascia spazio al pluralismo piuttosto che al protagonismo.

Angelo Orlandi