DIARIO DELLA FESTA GRANDE 2009

diariofestagrande

Sànte Rònze, càpe de vìjrne.

http://www.turiweb.it/images/stories/gallery/2009/oro4/36.jpgCaro diario, un altro sant'Oronzo è trascorso.

Il carro ritorna a deposito, presso il cimitero, e con esso vanno a riposo le giornate di festa, la villa piena di gente, i tavolini dei bar occupati fino a notte fonda, le luci dell'illuminazione, i ricordi di questi giorni.

Tutto è cominciato a Ferragosto, con gli immancabili fuochi d'artificio e la presentazione, in piazza Silvio Orlandi, del progetto delle vie Oronziane. Iniziava la sacra Undena, e le nostre vie si riempivano di gente, di voglia di uscire. Se Turi vivesse sempre come in quei giorni!

Il 22 agosto il carro trionfale veniva trainato in piazza, circondato da gente, tra la gioia dei bambini. Veniva provato il passaggio sotto le arcate dell'illuminazione, tra l'apprensione e gli applausi. Al passaggio del carro da largo san Giovanni, don Giovanni Amodio benediceva il “nuovo” orologio della torre, che ha da poco ripreso a battere il tempo delle nostre giornate.

http://www.turiweb.it/images/stories/gallery/2009/oro2/03.jpgLa secolare fiera della lana e del bestiame, che lana e bestiame non vede più da decenni, ha riempito la mattina del 24 le nostre strade di voci e colori... mentre venivano raccolte le firme per la messa in sicurezza della Statale 172. La sera, le magliette rosse della Conturband, muovendosi a tempo, hanno coinvolto tutti in un ritmo scatenato e contagioso.

Il 25 è stata la giornata più “spirituale”, il richiamo religioso della festa. Alla processione che accompagna il mezzo busto del Santo dalla chiesa Madre alla Grotta ha partecipato un fiume di gente in silenziosa preghiera. Sul sagrato della chiesa di san Giovanni, don Maurizio Caldararo attendeva il corteo, leggendo passi delle lettere di san Paolo, in un'atmosfera suggestiva e profonda, mentre spiegava che la processione è l'immagine viva del Santo che cammina lungo le nostre strade, insieme a noi, dandoci la forza e la certezza di poterci fidare di Dio, e di poter, col Suo aiuto, camminare verso la santità, da vivere nella vita quotidiana.

All'arrivo al cimitero, i fuochi d'artificio, prima della benedizione, hanno interrotto l'atmosfera di raccoglimento, e ricordato a tutti quanto la festa di sant'Oronzo sia ormai in tutti i suoi aspetti una commistura tra “sacro” e “profano”.

All'alba del 26, il paese si è risvegliato con i fuochi d'artificio e con la bassa musica tra le strade... rumori e suoni propri della festa.

Intanto, alla Grotta, don Lino Fanelli celebrava la Messa in ricordo del martirio del Santo, avvenuto proprio all'alba di un 26 agosto di tanti e tanti anni fa, mentre il sagrato del Cappellone, e il viale di cipressi, si riempivano di gente e di festa.

Ore 10, chiesa Madre, in attesa del Vescovo mons. Padovano. L'arciprete don Giovanni Amodio ci concede gentilmente di posizionare la nostra videocamera nel punto più strategico della nostra chiesa madre: sul pulpito.

http://www.turiweb.it/images/stories/gallery/2009/oro2/27.jpgLa messa, concelebrata da tutti i sacerdoti di Turi, è stata seguita da una moltitudine di gente che superava di gran lunga i posti tra i banchi, oltre a chi ha seguito la nostra diretta video, dal lavoro, da fuori Turi, o da fuori Italia.

Mons. Padovano si è soffermato a lungo, durante l'omelia, sui tempi di oggi e sui temi scottanti dell'attualità. “Non faccio politica – ha sottolineato scandendo la sua voce ferma – se parlo dell'importanza della vita, di ogni vita, se dico che la legge del mare è più importante di qualsiasi altra legge dei nostri stati. Sul mare si soccorre, si salva sempre, tutti!” In riferimento all'ultima strage del Mediterraneo ha poi continuato: “Tutto questo succedeva senza che nessuno si fermasse, senza che nessuno vedesse niente. Questa è la nuova Shoah... i barconi di chi muore senza che nessuno li senta o veda, sono come i treni diretti nei campi di sterminio nazisti, che sostavano nelle stazioni di tutta Europa, senza che nessuno sentisse e volesse sentire le urla disperate di chi vi era dentro!” … per poi continuare … “Viviamo in un mondo in cui ci sono innumerevoli associazioni deputate a salvare i cani abbandonati sulle autostrade... viviamo nell'epoca in cui bisogna salvare il barboncino e lasciar morire il barbone!

Intanto, fuori dalla chiesa, nella sede del comitato Feste Patronali, il sig. Coppi si aggiudicava per 2800 Euro l'asta per portare in spalla la statua del Patrono.

http://www.turiweb.it/images/stories/gallery/2009/oro2/12.jpgDopo un “Padre nostro” sussurrato dai portatori assieme a don Giovanni, verso le 11,45, in notevole ritardo, sant'Oronzo muoveva i primi passi fuori dalla chiesa. La commozione tra chi ci seguiva in diretta era diventata tangibile, soprattutto nel momento in cui la statua lasciava il portale della chiesa. Aveva inizio la “Processione di Gala”, con il Vescovo, i sacerdoti, le autorità.

Finalmente un turese indossava la fascia blu della Provincia di Bari.

Una mattinata caldissima e lunga, che si concludeva, verso le 14, con il ritorno della processione, scortata da decine di cavalieri e dame in abiti medievali, presso la chiesa Madre. Abbiamo mandato in diretta gli ultimi passi della processione, (nonostante piccoli problemi tecnici), all'ombra del carro, grazie alla gentilezza di Santino Iacovazzi, che ci ha concesso l'attacco alla corrente elettrica presso il suo bar.

Già verso le 19, le strade di Turi tornavano a brulicare di gente. Abbiamo ripreso la diretta da un'altra postazione: il balcone della gentilissima sig.ra Chimenti, vista Piazza Silvio Orlandi, al primo piano. Abbiamo seguito l'accensione delle luminarie, e le cavalcate che si accingevano a raggiungere il cimitero.

http://www.turiweb.it/images/stories/gallery/2009/oro4/09.jpgVerso le 20, ci siamo spostati presso largo san Giovanni, per il lancio del pallone aerostatico. La gente che per scelta o per obbligo non poteva essere lì, tramite la chat della nostra diretta, si scambiava impressioni e pareri, si ritrovava magari dopo anni, ed era tutto un parlare multilingue, tra francese e tedesco, inglese e italiano, mentre veniva detto che il pallone non sarebbe stato più lanciato, per il troppo vento in quota, creando più di qualche disappunto (visto anche il caldo al limite della sopportazione... che faceva pensare al vento come ad un miraggio).

Alle 21, tornati nella nostra postazione di piazza Silvio Orlandi, sulla nostra chat era un sommarsi di fusi orari … chi pranzava, chi cenava, chi stava per andare a dormire, chi era al lavoro. L' impressione era che da tutto il mondo ci fossero turesi, giovani e meno giovani, che non si sarebbero persi l'arrivo del carro in piazza per niente al mondo.

Alle 22,30, la nostra diretta assumeva un'altra prospettiva, quella della silenziosa tensione del cimitero, nei secondi che precedono la partenza del carro... Qualche momento di incertezza, poi le mule prendevano la strada senza alcuna titubanza. Il carro partiva, senza preavviso, si muoveva tra i cipressi con passo lento e in un silenzio profondo, tanto che pareva quasi inaspettato il clamore che l'avrebbe atteso in piazza. L'assessore Giacomo Valentini ci accompagnava, illustrando i segreti del magico percorso del carro. A lui, un sentito grazie. Purtroppo in chat qualcuno si lasciava andare a vacue affermazioni di pessimo gusto, prima di essere allontanato dalla “chiacchierata”. I rischi della diretta.

http://www.turiweb.it/images/stories/gallery/2009/oro4/74.jpgIntanto, come da tradizione, piazza Silvio Orlandi era ormai al limite della capienza. Vigili e uomini della sicurezza cercavano in ogni modo di creare un varco tale da consentire il passaggio del carro, ma nessuno aveva intenzione di muoversi, finchè l'illuminazione, spegnendosi, avvisava che il carro era prossimo alla “curva”.

Ed eccolo, finalmente, su via xx settembre, mentre la nostra chat si riempiva di esclamazioni di gioia e rinnovato stupore, come se per tutti fosse la prima volta.

Tutti pronti per la volata, dopo di che sarà un'incredibile confusione tra bande gareggianti sulle note dell'Aida, fuochi d'artificio, applausi. La benedizione di don Giovanni, dedicata ai turesi che seguivano la festa da lontanissimo, mentre gente a perdita d'occhio riempie qualsiasi spazio possibile. Infine, fiori e palloncini lasciati cadere dal terrazzo del Comune rendono la piazza un vespaio di mani protese verso l'alto, in momenti di festa inebriante.

Con queste immagini si concludeva la nostra diretta.

La sera successiva, il ritorno, dopo una breve processione, del mezzo busto di sant'Oronzo in chiesa Madre.

zeroassolutohLa serata dedicata ai fuochi d'artificio, il 28, ha vivacizzato le nostre campagne, e ha accolto come ogni anno, persone da tutti i paesi limitrofi e non solo. La gara, tra quattro fra i più importanti maestri del sud Italia, si è conclusa con la vittoria, ampiamente meritata, di Bruscella. Ai più è piaciuta la scelta di ridurre i fuochi da sei a quattro... una serata più “concentrata” e meno dispendiosa. L'aspettativa di vedere “qualcosa di nuovo” è stata però disattesa.

Infine, l'attesissimo concerto degli Zero Assoluto, a Largo Pozzi (una meteora il luna park, ospitato per appena tre serate). Giovanissimi e famiglie si sono ritrovati a cantare insieme le canzoni di Thomas e Matteo, che si sono mostrati disponibili e simpaticissimi al microfono della nostra Cinzia De Biase.

Con la loro “Semplicemente” si concludono i giorni di festa, e qualcuno, possiamo immaginarlo, ha già in mente sant'Oronzo 2010.

 

 

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