Pasquetta Corona Edition: insieme, se lo si vuole

FOTO DI GRUPPO

Una comitiva di giovani turesi spopola sui social con una rappresentazione della Pasquetta tra reale e virtuale

Al di là del fatto che quest’anno sia saltata a causa del Covid-19, l’ultima Pasquetta è stata davvero singolare, quasi sadica, nel presentarsi con un cielo terso e temperature abbondantemente primaverili. Resistere in casa non è stato facile, specie per gli amanti delle “grigliate selvagge” in campagna, nei boschetti o in riva al mare: c’è chi si è attrezzato con delle casse acustiche amplificate per movimentare l’isolato e chi comunque non ha potuto rinunciare a un pranzo in veranda, in giardino o in terrazza; in tutta Italia, in ogni caso, gli assembramenti e i controlli aerei non sono mancati.

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In una situazione complicata da serie e reali restrizioni, all’essere umano non resta che fare esclusivo affidamento al proprio ingegno, tant’è che, proverbialmente, la fame aguzza l’ingegno e, quindi, la fantasia e la creatività. Ne hanno dato esempio Giuseppe Diomeda, Donato Carenza, Giuseppe Sabino, Marialucia Campanella, Gianvito e Gigi Atene, Antonio D’Addabbo, Davide De Tomaso, Antonio Ventrella, Domenico Giannuzzi, Danilo Marchione e Luca Dell’Aera, di seguito intervistato.

Negli ultimi giorni, questi ragazzi stanno spopolando sui social, grazie al video “Pasquetta Corona Edition”: vediamo di cosa si tratta.

DIETRO LE QUINTE

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«L’idea – spiega Dell’Aera - è partita da me e Gianvito Atene dopo aver guardato un video pubblicato su Facebook, in cui il protagonista, non potendo prendere parte ad una tipica scampagnata di Pasquetta, inizia a fantasticare, a fingere di grigliare davanti alla TV. Ispirati da questo video, abbiamo proposto, in videochiamata con tutti i nostri amici, l’idea di creare una nostra versione della Pasquetta a distanza. Ovviamente nella nostra rappresentazione ognuno di noi ha ricoperto un ruolo: dall’addetto alla griglia a chi rompe semplicemente le scatole, a chi invece vuole giocare a pallavolo ecc. In poche parole, abbiamo voluto riproporre e vivere in maniera diversa la nostra solita Pasquetta, per noi momento irrinunciabile. Colgo a tal proposito l’occasione per menzionare Alessandro Topputi e Giacomo Fusillo che, per motivi di lavoro, non hanno potuto partecipare al video e dunque alla nostra Pasquetta Corona Edition».

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Avete prima stabilito la sceneggiatura, le riprese e gli effetti sonori?

«Sì, abbiamo scritto un copione e coordinato anche i vari movimenti per dare continuità alle scene e dare l’illusione che fossimo tutti nello stesso luogo».

Chi erano i vostri cameramen?

«I nostri familiari. È capitato che, per mantenere la finzione scenica, interagissero con noi. Si sono divertiti molto anche loro».

IL MONTAGGIO

Lasciamo per un momento Luca e passiamo a Marialucia Campanella che, personalmente, si è occupata del montaggio finale.

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È stato un lavoro difficile?

«Il montaggio in sé non è stato difficile. Più complesso è stato coordinare le inquadrature tra loro, ovvero le varie entrate e uscite, come anche trovare gli effetti sonori giusti e cercare di rendere il risultato finale quanto più possibilmente dinamico».

Quanto tempo hai impiegato?

«Una giornata intera di lavoro per portare a termine il tutto».

Torniamo all’addetto alla griglia, al quale chiediamo se alla fine, pur essendo poca, la carne acquistata sia stata consumata: «Sì, confermo. La gallina di Gianvito, invece, non è stata più cucinata. Scherzi a parte, tengo a precisare che nessun animale è stato maltrattato durante le riprese».

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E così, dopo l’interpretazione da Oscar della gallina allevata in campagna dai fratelli Atene, si arriva alla riflessione conclusiva di Donato Carenza, infermiere di cui vi abbiamo raccontato qualche numero fa, in prima linea al Sant’Orsola di Bologna durante la quotidiana drammatica battaglia al virus.

Cos’altro aggiungere?

«Che, specie per noi del Sud – conclude Dell’Aera – la Pasquetta è un momento sacro di convivialità e di piccole situazioni, come la semplice grigliata, a cui tutti siamo affezionati. Come dicevo prima, abbiamo cercato di divertirci e stare insieme, anche nell’impossibilità di farlo. La quarantena da un lato toglie, eppure, se ci si impegna, si può comunque fare gruppo».

In questo articolo abbiamo volontariamente evitato di approfondire i vari personaggi umani ed animali ripresi, come anche non sono state commentate alcune determinate battute: scongiurato il pericolo di uno spoiler, invitiamo i lettori a guardare coi propri occhi questa Pasquetta Corona Edition tutta turese.

LEONARDO FLORIO