PASQUALE DEL RE E LA PADRE TERRA

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Si è tenuta presso il Centro Culturale Polivalente il 17 maggio scorso, la presentazione del libro di Pasquale Del Re La Padre Terra”.

Sono stati invitati all’evento: la foto-reporter Pina Catino, l’ imprenditore Michele  Boccardi che ha sponsorizzato l’opera, la psicologa Maria Grazia Montagna che ne ha curato la prefazione, il presidente dell’ associazione culturale “Nova Canendi Accademia Gino Lo Russo-Toma” Angela Lisco e la giornalista Giusi Fralonardo.

Le pagine del passato in questo libro, sono ricostruzione di sé, ricerca, luogo nel quale ritrovarsi, senso che si plasma attraverso il vissuto personale dell’autore; i versi testimoniano ed accompagnano la vita del quotidiano, segnano il tragitto, attraversano i confini, si fermano L’ urlo esistenziale della società attuale, è l’ urlo munchiano  del disagio contemporaneo, di due mondi contrapposti che nella miseria di essere umani, rendono il mondo in cui viviamo, principio unico esistenziale: la vita è sofferenza, fatica, sudore nei “ volti spenti in tanta luce/ scuro-rossastri” di giovani ed adulti, vecchi e bambini, a  Turi, come nel Mondo; in Africa, nei visi dei portatori di acqua, a piedi nudi e scalzi, in Irpinia, negli sguardi del terrore del “terremoto infinito”, così come a Dachau  nella lacerazione dei campi di sterminio e ripartono dai luoghi dove si sono consumate grandi tragedie umane.

La “Padre Terra”  è il lavoro dell’ incontro tramite l’altro, i sorrisi della gente, l’umano sentire che è in ogni dove e che ci cambia inesorabilmente; del viaggio che ci accomuna, di una  percezione più universale, anche quando diventa viaggio in Africa, omaggio alla vita, che la raccolta dei fondi sulla vendita del libro potrà ridare a Teresa.

La signora Teresa Niyonsaba è del Ruanda che come si sa, è stato più volte teatro di genocidio fra due etnie, i Tutsi e gli Hutu.

Migliaia di bambini sono rimasti orfani e la stessa Teresa ha vissuto l’ orrore di vedere uccisi, a soli 15 anni, sia i genitori, che i fratelli e le sorelle.

Per questo l’amica Teresa, dopo essersi diplomata infermiera ed ostetrica in Italia ha un grande sogno: costruire una casa per gli orfani del Ruanda appartenenti ad entrambe le etnie, perché solo la pace può creare un futuro migliore.