INAUGURATA LA NUOVA SEDE DEL CENTRO STUDI

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Nella serata del 24 agosto è stata inaugurata la nuova sede del Centro Studi di Storia e Cultura di Turi in via G. Massari. Per l’occasione, l’archeologo dott. Donato Labate ha presentato, in conferenza, il risultato di studi, già pubblicati sul decennale dei quaderni, sul pavimento della grotta di Sant’Oronzo, realizzato tra il 1727 ed il 1728.

“Storia, segni e simboli del pavimento della grotta di Sant’Oronzo a Turi. Il tributo di un devoto del ‘700 verso il santo patrono di Turi” è il titolo dell’incontro svoltosi alla presenza del presidente del centro studi, prof. Matteo Pugliese, del prof. Osvaldo Buonaccinio D’Addiego e del sindaco Vincenzo Gigantelli.

Al professor Buonaccinio D’Addiego l’onere di sottolineare l’opera della fondazione del centro studi che vuole proseguire l’attenta analisi dei documenti che attestano la presenza e la veridicità del vescovo, martire e santo nella nostra comunità, anche prima del ‘700. Numerosi sono stati i contributi giunti dalla lettura e dalla ricerca storica negli archivi della nostra comunità e molto è il lavoro che attende gli studiosi.

Centro dell’incontro è risultata la visione e la spiegazione della simbologia delle maioliche che compongono la pavimentazione dell’altare della grotta di Sant’Oronzo.

Contraddicendo alcune ipotesi che lo vogliono di nuova realizzazione, il dottor Labate ha dimostrato l’autenticità della pavimentazione. “Risalente al 1727-1728, fu realizzato dal “Maestro della Grotta” con materiali provenienti da Laterza, centro produttivo di ceramica, fiorente tra il ‘600 e il ‘700” – conferma l’archeologo.

Il pavimento, composto da 238 mattonelle e incorniciato da pietra calcarea, presenta  numerose decorazioni. “Tutta la rappresentazione iconografica raffigurata nelle maioliche è un’esaltazione del creato nelle sue varie rappresentazioni, della gioia e della pace familiare” – spiega il dottor Labate. Di particolare importanza risultano le usure poste davanti e ai margini dell’altare, simboli della presenza di figure che hanno celebrato riti religiosi e le imperfezioni della cornice del pavimento, che indicano la contemporaneità della costruzione.

“I luoghi fisici come fonti di cultura e di storia” – sottolinea il sindaco Gigantelli – “non si sostituiscono ai libri, ma ne ampliano la capacità”. I lavori condotti sulla vita e sui luoghi del nostro santo patrono sono fonte di tradizione per tutti i turesi e compongono la memoria storica dello stesso paese. “Vorrei sottolineare – continua il sindaco – che mi farebbe piacere che si desse impulso alla creazione di un comitato cittadino per una raccolta straordinaria tesa al restauro di uno dei simboli del nostro santo e della sua festa: il Carro trionfale”. “Al Centro Studi e al professor Pugliese, andrà la presidenza di questo comitato” – ma, di fronte a questo impegno, continua Gigantelli – “è fondamentale sensibilizzare i cittadini per far rivivere uno dei simboli ai quali noi turesi siamo più affezionati”.