UN ASP SEMPRE PIÙ MADE IN TURI

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Sono il riconfermato Campanella, i ritorni di Giannini, Salvatore e Palmisano e la new entry Colapietro i primi volti del roster biancoazzurro 2010-2011.

 

Uno dei punti saldi di partenza nell’allestire l’organico della prima squadra biancoazzurra da parte della società turese è senza alcun dubbio la possibilità data ai giocatori di Turi provenienti dal proprio settore giovanile di essere protagonisti principali del nuovo corso ASP, chi come debuttante assoluto, chi come veterano.

Giuseppe Campanella (’86), centrale, uno degli alfieri turesi nella storica stagione in B1, vestirà ancora la casacca biancoazzurra per la nona stagione consecutiva, determinato e pronto a mostrare l’esperienza maturata in questi anni con l’obiettivo di contribuire al progetto della società.

Importante è senza alcun dubbio anche il ritorno di uno dei volti storici del Turi, il quattro volte capitano Michele Giannini (’82). Anche per lui è il campionato numero nove tra le fila della compagine della città delle ciliegie. Lo scorso anno gli impegni di studio non concilianti con il ritmo degli allenamenti che un campionato in terza serie richiede lo spinsero a giocare a Mottola (serie C), un’esperienza nella quale ha mostrato il proprio valore contribuendo ad una promozione in B2 sfiorata solo in semifinale playoff.

Anche per Luciano Palmisano, classe 1987, opposto, è un piacevole ritorno alla casa madre dopo l’esperienza nel G.S.A. Sammichele (serie C) seguita all’ultima apparizione nella stagione 2008-2009 che ha visto l'ASP Turi salire in B1. In quel roster c’era anche un non ancora maggiorenne Alessandro Salvatore (’91), martello, che torna a difendere i colori del proprio paese dopo una stagione a Monopoli (D).

Si tratta invece della prima esperienza in prima squadra per il palleggiatore Alberto Colapietro, classe 1986, cresciuto nel vivaio dell’ASP Turi e determinato a ben figurare avendo come punto di riferimento i turesi veterani del gruppo.

Nessuno poteva rispondere assente alla chiamata della propria “squadra del cuore”.