Abbiamo il dovere di costruire un’alternativa per Turi

Angelo Orlandi

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione dell’imprenditore turese Angelo Orlandi sulle prospettive di crescita – duratura e non stagionale – del nostro paese

 

Gentili lettrici e lettori,
vorrei condividere con voi alcune considerazioni su Turi, il paese nel quale vivo da oltre 60 anni e lavoro da oltre 40.

Premetto che il mio intervento esula dall'attività della attuale Amministrazione in quanto l'analisi che mi accingo ad esporre non può essere riferita ad un periodo di qualche anno della nostra cittadina.

E comunque vorrei subito precisare di non essere d’accordo sul fatto che le sorti di una città dipendano esclusivamente dalle compagini che si alternano ad amministrare la stessa. Un ruolo molto importante lo giocano proprio i cittadini in tutte le loro sfaccettature, dallo studente all'artigiano, dall'agricoltore all'imprenditore, passando per i lavoratori dipendenti.

Pertanto, ognuno di noi prima di elargire critiche e commenti indirizzati ai propri concittadini, farebbe bene a chiedersi cosa ha fatto di positivo per la propria comunità. E sono fermamente convinto che di cose ne abbiamo fatte. Ma non basta.

 

Tante “occasioni perse” per migliorarsi

Ammetto di non essere bravo con le citazioni ma concedetemene solo una: non è sufficiente fare le cose ma è indispensabile farle bene.

Dando per scontato la buona fede di tutti gli attori ovvero gli Amministratori, i cittadini, giovani e adulti, ritengo che il nostro paese abbia perso tante occasioni per crescere e migliorarsi. Proverei ad analizzare le circostanze augurandomi di dare un contributo reale, sensibilizzando soprattutto i giovani che vivono a Turi.

È risaputo che negli anni ‘70 a Turi c'erano molte attività ed iniziative a carattere collettivo, sia ludiche che commerciali, attività sportive e teatrali, le coop Agricole, la sala cinematografica, le radio libere, una fitta rete di artigiani di tutte le categorie e tante Aziende Agricole ben gestite.

Lungi da me da fare paragoni gratuiti con gli anni 2000 e dintorni. Sappiamo bene come è cambiato tutto: società, costumi e modi di pensare. Lo so bene perché in questo quarantennio ho esercitato la mia attività modellandola proprio ai tempi che cambiavano. Per il sottoscritto la parola resilienza è sempre stata tra le dieci più usate in assoluto.

E allora cosa è successo in questi ultimi decenni? Proverò a sintetizzare la risposta.

Se da una parte le Amministrazioni non si sono impegnate nel dare un indirizzo politico rispettoso dei cambiamenti e delle necessità della comunità, dall'altra noi cittadini non ci siamo impegnati più di tanto a sperimentare nuovi obiettivi che ci traghettassero nei decenni che stiamo vivendo con un occhio alle tradizioni e l'altro alla innovazione, ai nuovi costumi sociali e non ultimo alle nuove esigenze della fascia di età giovanile in chiave professionale.
Per essere ancora più chiaro, intendo dire che, a differenza dei paesi limitrofi e non solo, Turi non sia stata capace di capitalizzare le sue risorse, le sue tradizioni e le sue potenzialità traducendole in attività produttive, culturali, commerciali e ludiche, attive tutto l'anno come è giusto che sia per una qualunque attività alimentando un circuito economicamente vantaggioso.

Il carnevale di Putignano ed i suoi abiti da sposa, la cultura che contraddistingue Conversano oltre alle sue multidisciplinari attività produttive e commerciali, la zampina di Sammichele con tutto il suo indotto piuttosto che lo sviluppo di Casamassima attraverso il Parco Commerciale ed il Baricentro rappresentano uno spaccato di quanto cerco di immaginare per la nostra cittadina. Tanto rispetto alle Sagre estive e autunnali, che ci hanno sempre regalato insieme alla Festa Patronale dei momenti di serenità e allegria, ma un paese ha bisogno di attività produttive e commerciali per 365 giorni all'anno e che diano lavoro alle famiglie in modo sistematico e continuativo. Soltanto in questo modo potremo rallentare la fuga dei nostri figli verso le città del nord ed europee.

Ovviamente non ho dimenticato l'ORO ROSSO. Per fortuna, le campagne cerasicole hanno retto fino ad oggi garantendo ai produttori un profitto per circa 40 giorni di raccolta ma che, a detta degli stessi, va affievolendosi al contrario degli utili delle Aziende che commercializzano il prodotto nella GDO.

 

“È ancora possibile costruire un’alternativa all’apatia dell’ultimo ventennio”

Mi avvio alla conclusione rimarcando che abbiamo bisogno di tutta la creatività dei giovani per individuare una sorta di indotto che produca posti di lavoro duraturi e non stagionali. Secondo me è ancora possibile costruire una alternativa all'apatia che ha caratterizzato l'ultimo ventennio. Abbiamo il dovere di provarci proprio ora che le infrastrutture saranno migliorate grazie al PNRR, oltre alla vera svolta nella digitalizzazione indispensabile per superare la prossima frontiera.

Le Amministrazioni, attente e capaci, avranno il compito di agevolare tutte le iniziative che andranno in questa direzione ed inoltre di promuovere istituzionalmente il nostro territorio e le iniziative che lo stesso partorirà. Intercettare i numerosissimi Bandi Europei a disposizione finalizzati a rilanciare le nostre risorse e finanziare le Start-up, nelle modalità permesse, che avranno voglia di mettersi in gioco. Il tutto ovviamente all’interno della cornice dello strumento urbanistico vigente quale il PUG ed in aderenza allo stesso.

Occorrono Amministratori all'altezza di questi obiettivi, con una visione molto larga grazie al loro percorso Universitario prima e Professionale successivamente. È doveroso evitare che Il Comune diventi una scuola di formazione. Gli eletti dovranno avere già un bagaglio professionale comprovato.

In conclusione, il nostro futuro dipenderà da quello che avremo insegnato ai nostri figli: i valori, il rispetto e l'amore per il nostro territorio.

Auguri a tutti noi.

Angelo Orlandi