“Un sindaco responsabile si sarebbe già dimesso”

Paolo Tundo

Paolo Tundo: “Tina Resta ha perso le redini della sua maggioranza. Le dimissioni sono un atto necessario per tentare di ritrovare l’unità con il gruppo degli indipendenti”


«Il fallimento dell’Amministrazione Resta era chiaro fin dal primo anno di governo, quando non abbiamo visto una squadra entusiasta e determinata a risolvere i problemi di Turi ma una maggioranza divisa e litigiosa, incapace di portare avanti il programma promesso ai cittadini perché concentrata sulle spartizioni delle poltrone in Giunta e sulle lotte di potere interne».

paolo tundo consiglio 12.21

Questa l’analisi del consigliere di minoranza Paolo Tundo che torna a ragionare sulla crisi della maggioranza, partendo da quanto accaduto nell’ultimo Consiglio Comunale: «Alla prima convocazione dell’assise del 28 dicembre, come risulta dal verbale della seduta redatto dal Segretario Generale, eravamo presenti solo io e i consiglieri Lilly Susca e Giannalisa Zaccheo; più tardi è arrivato l’assessore Fabio Topputi che, in maniera disarmante, ha accennato alla possibilità che i lavori si svolgessero in videoconferenza il giorno successivo. Questo la dice lunga sul fatto che la scelta di rimandare il Consiglio non è stata una necessità improvvisa, dettata dall’emergenza Covid, ma una decisione politica, ampiamente ragionata all’interno di una parte della maggioranza».

consiglio turi 28.12 (2)

«Lo slittamento del Consiglio al 29 dicembre – prosegue Tundo – ci è stato comunicato pochi minuti prima l’inizio della seconda convocazione e, oltre ad essere una chiara violazione al nostro Regolamento che abbiamo denunciato, rappresenta un ulteriore sgarbo di questa Amministrazione nei confronti dei consiglieri di minoranza e dei due consiglieri di maggioranza (De Carolis e De Florio) che si sono presentati e che, in segno di protesta, hanno occupato l’aula Consigliare insieme a noi».

«Sono profondamente deluso da questi atteggiamenti che prendono in giro i consiglieri e i cittadini. Un sindaco responsabile – rilancia – si sarebbe presentato in Consiglio il 28 dicembre e, una volta accertato che non aveva i numeri per approvare i provvedimenti, avrebbe rassegnato le proprie dimissioni. Nei successivi 20 giorni previsti dalla legge, avrebbe avuto modo di rimodulare una nuova Giunta e di ritrovare l’unità con il gruppo degli ‘indipendenti’ che, dopo aver perso un assessore e il ruolo di capogruppo di maggioranza, è evidente che non si senta più rappresentato nelle scelte dell’Amministrazione».

«Nella vita di un governo cittadino – conclude Tundo – una crisi politica è quasi fisiologica e, di certo, non è nulla di nuovo. Quello che, invece, è “patologico” è il tentativo di ignorare le oggettive fibrillazioni con stratagemmi inutili. Il sindaco deve prendere atto che ha perso le redini della sua maggioranza e, anziché nascondere la polvere sotto il tappeto, deve affrontare di petto la situazione. Turi, in questo momento delicato, ha bisogno di serenità e stabilità».

FD