“Il progetto TuRinasce è fallito”

Angelo Palmisano

Angelo Palmisano: “Ecco il risultato di una lista costruita sui numeri e non sui contenuti”

Conclusa la pausa estiva, in vista della ripresa dell’attività politica, abbiamo ascoltato il consigliere di minoranza Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi”. La prima domanda, quasi obbligata, è una lettura sulla crisi politica che, a distanza di poco più di un anno, ha travolto l’Amministrazione Resta.

«Dopo il Consiglio comunale del 31 luglio – risponde Palmisano – qualcosa all’interno della maggioranza, già precaria, si è definitivamente rotto. I dissidi politici, fino a ieri sottaciuti o ridotti a mormorii di corridoio, sono esplosi in tutta la loro criticità, creando nervosismi e confusione che non aiutano a garantire una buona governabilità del paese. Quella che stiamo vivendo da oltre un anno non è di certo una condizione favorevole per una comunità che ha bisogno di recuperare un gap, che ci contraddistingue da diversi anni, nei confronti delle comunità vicine».

«Spetterà al sindaco chiarire quali sono le prospettive future. Se dovessi fare una considerazione a bassa voce – aggiunge – direi che il progetto “TuRinasce” è fallito: il gruppo si è sfaldato e ci sono oggettive difficoltà anche nel riuscire a confrontarsi serenamente. Siamo al di là della debacle politica, è venuta meno la stessa idea di squadra».

«Come abbiamo sempre affermato – chiosa – il vero problema di Turi è la mancanza di continuità amministrativa, l’assenza di unione verso un obiettivo chiaro. Si costruiscono le liste privilegiando i numeri e non i contenuti. Al contrario, l’unica cosa che dovrebbe motivare a partecipare a una competizione elettorale è l’idea di cosa si voglia fare per il paese e di come lo si voglia realizzare. Caparbietà, progettualità, programmazione, capacità di intercettare i finanziamenti e disponibilità ad ascoltare i suggerimenti dei cittadini: sono queste le peculiarità di un buon amministratore, non il numero di voti che è in grado di racimolare».

CIMITERO, “UNA GARA ANOMALA”

Chiusa la digressione politica, Palmisano si sofferma sulla gara per il servizio di custodia e gestione dei servizi cimiteriali, aggiudicata all’impresa di Gravina “CVM Multiservizi” srl: «La gara in questione è stata aggiudicata con il criterio del massimo ribasso sul prezzo posto a base di gara pari al 33,29%. Noi di “Patto per turi”, esaminata la determina di aggiudicazione, abbiamo chiesto nella seduta del Consiglio comunale del 31 luglio di conoscere se l’Ufficio avesse prima dell’aggiudicazione provveduto alla verifica dell’offerta anormalmente bassa. Sì, perché, per noi, di questo si tratta, in considerazione che il servizio appaltato è caratterizzato da alta intensità di manodopera, cioè l’incidenza del costo del personale rappresenta l’elemento economico prevalente. Per cui la ditta dovrebbe fornire una relazione dettagliata dove devono essere indicate le varie voci di costo (costo personale, fornitura di materiale e nolo di mezzi) che concorrono alla determinazione dell’offerta che la stessa ha presentato. Questo al fine di scongiurare che, per far quadrare i conti, la ditta non svolga i servizi a regola d’arte secondo quanto stabilito in capitolato.

Tra l’altro, anche il quadro economico inserito in determina è carente di alcuni elementi come ad esempio l’utile di impresa. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta come pure non è ancora chiaro a che punto sia l’approvazione nel nuovo regolamento di polizia mortuaria, la cui bozza era già stata consegnata all’assessore preposto a gennaio. Sul fronte cimitero ad oggi c’è una inerzia totale».

LA BEFFA DEL GAL

«Siamo riusciti a perdere il finanziamento di 90 mila euro del GAL “Terra dei Trulli e di Barsento”, finalizzato alla promozione turistica. Il vicesindaco Fabio Topputi – annota il capogruppo – aveva sbandierato questa importante conquista del suo assessorato, definito come dinamico e capace di intercettare fondi strategici per la crescita del paese. Oggi dovrà ritrattare tutte le entusiastiche dichiarazioni, ammettendo che non si è stati in grado di andare al di là dei proclami».

«Possiamo capire la difficoltà della carenza di personale ma, se ho a cuore una progettualità, seguo l’iter dall’inizio alla fine, non mi limito agli annunci o agli slogan. Attendiamo spiegazioni in Consiglio così come aspettiamo di avere lumi sul DUC (distretto urbano del commercio) e sulla scelta di uscire dall’Associazione “Borghi Autentici”».

CENTRO STORICO

Anche per il centro storico si palesa un cortocircuito nella maggioranza: «Topputi si schiera in prima linea ma, quando si deve passare all’atto pratico, scarica le responsabilità operative sull’assessore De Carolis, depositaria della relativa delega. Ed alla fine, in questo rimpallo di competenze, nessuno fa nulla».

«In linea generale – riflette Palmisano – il borgo antico viene tenuto in considerazione solo durante le campagne elettorali quando si promettono “miracoli”, salvo poi dimostrare di non avere effettivamente le idee chiare su come intervenire. “Patto per Turi”, viceversa, aveva predisposto un percorso in due tappe: la prima prevedeva di attuare un censimento per capire quanti residenti ci sono, quanti immobili sono vuoti o abbandonati e la tipologia dei locali che possano essere destinati all’aspetto commerciale. Questa operazione, oltre a tracciare una mappa chiara della fisionomia del centro storico, avrebbe permesso di sanare varie situazioni anomale, come ad esempio case occupate abusivamente o date in fitto senza regolare contratto, circoscrivendo una parte dei fenomeni di degrado. Ad iniziare dall’abbandono dei rifiuti.

La seconda fase, invece, puntava a introdurre incentivi e sgravi affinché ci fosse l’interesse a investire nella città vecchia, tanto sotto il profilo abitativo quanto sotto quello imprenditoriale. Per far questo, tuttavia, occorre mettere mano al regolamento vigente, snellendo i vincoli burocratici non più attuali e semplificando gli aspetti urbanistici, così da evitare di ricorrere sempre allo strumento della deroga».

UNA POSSIBILE EMERGENZA SANITARIA

Ritornando sulla situazione di incuria dei vicoli del nostro centro storico, un altro fenomeno da affrontare seriamente, coordinandosi con l’ASL e le associazioni di settore, è la presenza massiccia dei piccioni, che trovano ospitalità soprattutto negli immobili abbandonati: «Se continuiamo a sottovalutare il problema – avverte Palmisano – si rischia di andare incontro a un’emergenza sanitaria. Le case fatiscenti si stanno trasformando in potenziali focolai di malattie e infezioni giacché, insieme al guano, si accumulano le carcasse dei volatili. Senza considerare che il cattivo odore in alcune strade, come via Palombari, costringe i residenti a non poter più aprire le finestre».

VANDALISMO, UN PROBLEMA SOCIALE

Infine, un cenno agli atti di vandalismo, verificatisi nelle serate estive, che hanno esasperato i cittadini: «Ci auguriamo che quanto prima venga portato a termine il progetto “Smart City”, installando le telecamere di sorveglianza: la classica bravata, se rimane impunita, continua all’infinito; viceversa, se si individuano i responsabili, si può intervenire adeguatamente e porre fine al “gioco”».

Per Palmisano, occorre, tuttavia, una riflessione più attenta sul fenomeno e sulle sue cause sociali: «Il vandalismo non si combatte solo con la repressione, vanno comprese le dinamiche e vanno messe in atto le adeguate strategie. Pur non giustificando le scorrerie che i ragazzi compiono ai danni delle autovetture piuttosto che degli arredi urbani del borgo antico, bisogna rendersi conto che a Turi mancano spazi dedicati ai giovani, luoghi e attività dove possano trovare un’alternativa molto più allettante del delinquere».

Fabio D’Aprile